Il business plan con Excel: la valutazione finanziaria degli investimenti
 

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    Il business plan con Excel: la valutazione finanziaria degli investimenti

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    06:14 AM

    Il business plan guida l’impresa nel suo progetto di business, valutandone convenienza economica e fattibilità finanziaria. E’ importante valutare i flussi di cassa prospettici di un business e monitorarne l’andamento nel tempo: il controllo della liquidità può fare la differenza fra successo e fallimento, fra crescita e ristagno. Presentiamo un utile modello di Excel per la valutazione finanziaria delle iniziative di business attraverso indicatori sintetici basati sui flussi di cassa.

    Un business plan (BP) è un piano industriale che serve per guidare l’impresa nel suo progetto di business al fine di valutarne la convenienza economica e la fattibilità finanziaria. Un BP deve inoltre essere uno strumento per il controllo “in itinere” del piano industriale, consentendo di evidenziare e misurare periodicamente gli scostamenti consuntivati, che dovranno essere analizzati al fine di intraprendere le azioni correttive eventualmente necessarie per il perseguimento degli obiettivi prefissati.
    Qualsiasi BP dovrebbe essere articolato almeno in due parti fondamentali: una prima parte qualitativa che presenti l’imprenditore e la sua idea, entrando anche nei dettagli operativi, e una seconda parte quantitativa che riporti gli impatti economici patrimoniali e finanziari del piano.
    Nello scenario attuale può presentare criticità di rilievo soprattutto l’aspetto finanziario: oggi più che mai, pertanto, è cruciale poter valutare i flussi di cassa prospettici di un business e monitorarne l’andamento nel tempo. Che il BP sia relativo a una start-up o a un'azienda che vuole espandersi, il controllo della liquidità può fare la differenza fra successo e fallimento, fra crescita e ristagno.
    Uno sbilanciamento negativo tra uscite ed entrate di liquidità nel momento sbagliato, a prescindere dal risultato economico del business, può mettere a rischio la continuità del proprio business. Un’attenta gestione prospettica dei flussi finanziari è pertanto uno strumento indispensabile non solo per valutare l’entità dei fabbisogni nelle diversi fasi del progetto di business, ma anche per individuare il migliore mix tra le diverse fonti di finanziamento (capitale proprio, indebitamento a medio-lungo termine, ecc.).
    In altre parole, grazie a un’informazione puntuale sui saldi tra entrate e uscite che si manifestano in un determinato periodo, la Direzione può valutare:
     
    la disponibilità, in determinati periodi, di mezzi liquidi in eccesso, eventualmente da investire
    la necessità, in altri periodi, di reperire i mezzi liquidi necessari per fronteggiare un fabbisogno di liquidità (confronto con livelli di affidamento).
     
    Le differenze tra BP economico e finanziario
     
    La dinamica economica e quella finanziaria della gestione d’impresa non coincidono quasi mai. La prima prende in considerazione costi e ricavi, mentre la seconda prende in considerazione flussi monetari, o “di liquidità”. Si pensi all’esempio dell’imposta sul valore aggiunto: di norma non rappresenta né un costo né un ricavo per l’azienda e, di conseguenza, viene ignorata in sede di BP economico, ma deve essere considerata in sede di BP finanziario.
    Un secondo esempio utile può essere quello del pagamento di un premio assicurativo in due rate semestrali di pari importo: si avranno due esborsi nel flusso di cassa prospettico, mentre si avrà una sola voce di costo nel conto economico prospettico (magari con competenza su 12 mesi, se il dettaglio è mensile).
    Nel BP economico, inoltre, non tutte le voci corrispondono a incassi o esborsi effettivi: si pensi, ad esempio, agli ammortamenti. Ci sono invece voci nel BP finanziario che non compaiono nel BP economico: si pensi, ad esempio, ai pagamenti a fronte di rimborsi di quote di finanziamenti bancari.In sintesi: i flussi di cassa indicano gli incassi e gli esborsi effettivi dell'azienda, mentre il il conto economico indica i costi e i ricavi di competenza, anche se non corrispondono a movimenti finanziari.
    La liquidità entra in azienda da fonti diverse (incassi di crediti verso i clienti, incassi dalla vendita per contanti, incassi per il conferimento di nuovo capitale, ecc.) e ne esce per i pagamenti effettuati (pagamento fornitori, distribuzione dividendi, rimborsi di prestiti, ecc.).
    Oltre che l’ammontare e la natura, l’andamento dei flussi di cassa evidenzia il momento dei pagamenti e degli incassi: ciò diventa fondamentale per prevedere e provvedere in tempo al proprio fabbisogno di liquidità, evitando di rimanere scoperti o di ricorrere a finanziamenti svantaggiosi nell’urgenza di coprire uscite inaspettate.
    L’andamento dei flussi finanziari costituirà una componente da tenere particolarmente sotto controllo specialmente se il business della propria azienda è a carattere stagionale. Si pensi a un’azienda che organizza manifestazioni ludiche o eventi musicali: la manifestazione si concentrerà in un periodo di tempo relativamente breve (e con essa gli incassi) mentre l’esborso dei costi sarà un flusso continuo (costi amministrativi, PR, viaggi per contattare ospiti e artisti, spese di rappresentanza, ecc.). In business di questo tipo il controllo del flusso di cassa è di vitale importanza.
     
    Liquidità aziendale e fattibilità finanziaria degli investimenti
     
    Per “liquidità” si intende l’attitudine a fronteggiare in modo tempestivo ed economico ogni esigenza di esborso monetario imposta dalla gestione, evidenziando i fabbisogni di mezzi liquidi in determinati periodi dell’anno.
    Con il BP finanziario l’azienda verifica in anticipo la disponibilità dei mezzi liquidi occorrenti per fronteggiare le proprie uscite: questo presuppone una previsione (ipotesi) di come si distribuiranno entrate e uscite nei vari periodi.
    Le stesse logiche si possono applicare alla valutazione finanziaria di un investimento. Per dare una definizione “scolastica”, infatti, si può dire che un investimento è un’operazione di trasferimento di risorse finanziarie nel tempo, caratterizzata dal prevalere di uscite monetarie in una prima fase e di entrate monetarie in una fase successiva (dalla quale si spera di ottenere un ritorno economico).
    Ritroviamo dunque nella valutazione anche di un singolo investimento gli stessi aspetti affrontati nella parte quantitativa di qualsiasi BP:
     
    convenienza economica: verifica che nel tempo i ricavi originati dall’investimento siano superiori ai costi sostenuti;
    fattibilità finanziaria: analisi dell’impatto dei flussi monetari (entrate e uscite) dell’investimento sull’equilibrio finanziario dell’iniziaitva.
     
    La valutazione finanziaria degli investimenti è quindi una tematica intimamente correlata a quella del BP finanziario che deve pertanto considerarsi un elemento essenziale e integrante di qualsiasi BP.
    Nel seguito dell’articolo ci concentreremo su questo particolare aspetto, certi che potrà dare spunto a ulteriori sviluppi nella direzione di modelli sempre più completi.
    Passiamo ora a illustrare le logiche alla base di un modello di valutazione di un investimento (o di investimenti alternativi), evidenziando le diverse variabili da considerare e alcune metodologie mostrando sinteticamente i punti di forza e di debolezza di ognuna.
    In seguito all’ analisi teorica dei possibili approcci, proporremo un modello costruito con MS-Excel 2007 per illustrare, soprattutto da un punto di vista operativo, come gestire tali dinamiche.
    Per quanto riguarda i metodi di valutazione, un investimento può essere valutato con due approcci diversi:
     
    Approccio contabile
    Approccio della “creazione del valore”.
     
    L’approccio contabile (basato su indicatori di bilancio come ROI, ROE e altri simili) ha il pregio di offrire metodi di misurazione semplici e di utilizzo diffuso. Tuttavia, viene spesso criticato in quanto giudicato inadeguato a valutare la validità dei piani strategici. Nello specifico, infatti:
     
    risente delle convenzioni contabili su cui, per sua natura, si basa;
    trascura i riflessi delle strategie che superano l’orizzonte temporale del piano;
    risente degli avvenimenti passati in modo potenzialmente fuorviante;
    non considera adeguatamente la variabile rischio;
    non tiene conto del valore finanziario del tempo;
    manca di sintesi globale.
     
    Il limite più rilevante di questo approccio è la mancata considerazione del valore del denaro nel tempo, alla quale si collega anche l’inidoneità a esprimere una sintesi globale dei risultati attesi dai piani.L’approccio della “creazione del valore” viene, quindi, considerato più corretto del modello “contabile” perché considera il fattore tempo e il fattore rischio. Esso, infatti:
     
    consente una valutazione strutturata del rischio;
    tiene conto del valore finanziario del tempo;
    elimina le ambiguità di giudizio connesse alla mancanza di una misura di sintesi globale dei risultati attesi dalle strategie.
     
    Con l’approccio della creazione del valore si rimuovono le cause di inadeguatezza del modello contabile nella determinazione del valore economico delle strategie, ovvero il loro contributo all’incremento di valore dell’azienda, attraverso i seguenti “passi operativi”:
     
    calcolo dei flussi di ricchezza collegati alla strategia e variamente dislocati nel tempo, attraverso il metodo finanziario che esprime i flussi di ricchezza attesi come “flussi di cassa netti della gestione operativa”;
    calcolo del tasso di rendimento con cui attualizzare tali flussi;
    attualizzazione dei suddetti flussi.
     
    I metodi di valutazione scelti per il modello
    Nel modello sviluppato, sono stati scelti tre metodi di valutazione degli investimenti propri dell’approccio della creazione del valore. In particolare:
     
    Valore attuale netto (VAN o NPV, acronimo dell’inglese “net present value”): inteso come incremento o decremento di ricchezza generato dall’investimento valutato come se fosse immediatamente disponibile. Tale valore è ottenibile attualizzando i flussi di cassa a un tasso di rendimento definito.
    Vantaggi:
    Considera il valore nel tempo di tutti i flussi di cassa associati all’investimento
    È dotato di proprietà “additiva”, ovvero valuta i flussi di cassa anno per anno essendo essi differenziali
    Misura il contributo di un investimento all’incremento di valore dell’impresa.
    Limiti:
    Non considera le eventuali opportunità future.
    Termini di valutazione per considerare accettabile un investimento:
    In caso di investimenti “indipendenti”: si accettano tutti gli investimenti con un VAN > 0 e si rifiutano tutti quelli con un VAN < 0
    In caso di investimenti “alternativi”: si opta per l’investimento con il VAN più alto.
    Tasso interno di rendimento (TIR o IRR, acronimo dell’inglese “internal rate of return”): inteso come tasso che rende i flussi generati dall’investimento, attualizzati, pari all’esborso iniziale (in altre parole, è il tasso che annulla il VAN).
    Vantaggi:
    È un valore oggettivo, una volta definiti i flussi di cassa dl progetto.
    Limiti:
    Non ha carattere additivo
    Può presentare problemi di calcolo
    Privilegia investimenti di breve durata.
    Termini di valutazione per considerare accettabile un investimento:
    In caso di investimenti “indipendenti”: si accettano tutti gli investimenti con TIR > costo del capitale
    In caso di investimenti “alternativi”: si opta per l’investimento con il TIR più alto.
    Payback period: esprime il tempo necessario per far tornare in forma liquida il capitale investito nell’iniziativa.
    Vantaggi:
    Semplice
    Può misurare il grado di liquidità del progetto
    Limiti:
    Non esprime compiutamente il beneficio atteso
    Trascura ciò che avverrà dopo il periodo di recupero
    Non considera il valore finanziario nel tempo.
    Termini di valutazione per considerare accettabile un investimento:
    Payback period inferiore al numero massimo di anni fissato dall’azienda come limite per il recupero del capitale investito.
     
    Considerazioni preliminari
     
    Prendiamo il caso di un’azienda che voglia considerare un progetto di investimento. Essa necessiterà di uno strumento che serva a evidenziare i flussi di cassa in seguito a un esborso iniziale.
    Prima di addentrarci nella costruzione del modello, ricordiamoci di tenere a mente alcune considerazioni importanti.
     
    Occorre preparare il proprio BP finanziario con il dettaglio utile alla propria azienda (mensile, trimestrale, annuo)
    È importante assicurarsi di non omettere nessuna voce importante nel proprio controllo
    Può essere utile riprendere l’andamento passato (se non si tratta di una start-up) per assicurarsi di avere tenuto conto di tutte le tipologie di flusso finanziario.
    Può sembrare un dettaglio ma, quando si alimenta il flusso di cassa, risulta importante evidenziare il dettaglio delle voci d'incasso e d'esborso.
    Non dimenticare nessuna entrata/uscita importante.
    Seguire il principio della prudenza: dare per certi i pagamenti relativi a costi presunti, dare per nulli gli incassi relativi a ricavi presunti.
    Se sono tante, raggruppare le voci costanti di periodo in periodo (provvigioni, affitti, stipendi, sconti ecc.) in una sola voce complessiva, mantenendo però il dettaglio a disposizione per facilitare eventuali analisi a posteriori o da parte di altri utenti.
    Calcolare i totali degli incassi e degli esborsi e il flusso di cassa netto: se quest’ultimo è positivo l’incasso deve necessariamente superare l’esborso.
     
    Creazione della cartella di lavoro e del primo foglio (Inserimento dati)
     
    Il modello si svilupperà in due fogli di lavoro: uno di Input (Inserimento dati) e uno di output (Valutazione).
    Aprire una cartella di lavoro di Excel
    Nominare il foglio di lavoro: tasto destro sulla linguetta “Foglio 1”, Rinomina, “Inserimento dati”
    Togliere la griglia di fondo dal foglio di lavoro: scheda Visualizza, gruppo Mostra/Nascondi, togliere il flag da “griglia”
    Salvare in modalità compatibile con le macro e chiudere (pulsante di Microsoft Office, salva con nome...)
    Riaprire il file
     
    Figura 1
    Figura 1: Salvare il file con attivazione macro di Excel
     
    Definire il “periodo” di valutazione
    Si può fare in modo che la cella di inserimento dove si potrà indicare la scelta accolga solo determinati valori, da scegliere da un menù a tendina: ad esempio “Mese, Trimestre, Anno”. È sufficiente applicare una convalida dati: scheda Dati, gruppo Strumenti Dati, comando “Convalida Dati”, scegliere “Elenco” nel campo Consenti e scrivere gli elementi consentiti oppure puntare all’origine dove si trova l’elenco di riferimento (da nascondere, successivamente).
    Assegnare la connotazione generica di periodo: 0, 1, 2, ecc.
     
    Figura 2
    Figura 2: Creare una convalida dati basata su un elenco
     
    Preparare la tabella per le uscite finanziarie (formattando secondo il proprio gusto)
    È possibile ipotizzare una tabella a inserimento 50 x 13 (50 righe per 13 periodi, da 0 a 12), dove si prevede la possibilità di inserire un esborso iniziale per il primo periodo (0).Nell’esempio di formattazione sottostante si è deciso di colorare di giallo le celle dove si potranno inserire dati e di grigio quelle dove non deve essere permesso inserimento:
     
    Figura 3
    Figura 3: Esempio di formattazione della tabella per l’inserimento delle uscite finanziarie
     
    In fondo alla tabella, inserire una riga per il totale delle uscite di cassa (somma di colonna per i singoli periodi).
    Preparare in modo analogo la tabella per le entrate finanziarie. Per riportare il riferimento al range temporale si consiglia di puntare alla riga dove sono già stati inseriti i valori 0, 1, 2 ecc. È possibile copiare, mutatis mutandis, la tabella già formattata per le uscite finanziarie (NB convenzionalmente non è data possibilità di inserimento nel periodo 0: l’intera colonna sarà grigia).
    Prevedere una cella per l’inserimento del tasso annuale, assegnandole una formattazione “percentuale” (Formato celle).
    Inserire i dati di anagrafica: ragione sociale dell’azienda, ecc.
     
    Creazione del secondo foglio (Valutazione)
     
    Il foglio Valutazione deve essere costruito come un foglio di puro output. L’intento è quello di avere un report che mostri, senza alcun intervento da parte dell’utente, l’elaborazione dei inseriti nel foglio di input.
    Pertanto, alla fine della sua costruzione, verranno nascoste le formule immesse e il foglio sarà protetto.
     
    Riportare l’intestazione anagrafica (puntare ai dati inseriti in “Inserimento dati”).
    Inserire il dato temporale legando la connotazione di periodo (0, 1, 2, ecc.) all’informazione “Mese, Trimestre, Anno”.
    Formula “SE” che punta al foglio “Inserimento dati”:
    =SE(Foglio inserimento dati!$C$15= Foglio inserimento dati!$C$133; Foglio inserimento dati!$C$133&" "& Foglio inserimento dati!C17;SE(Foglio inserimento dati!$C$15= Foglio inserimento dati!$C$134; Foglio inserimento dati!$C$134&" "& Foglio inserimento dati!C17;( Foglio inserimento dati!$C$135&" "& Foglio inserimento dati!C17))).
    Dove:
    C15 = cella di selezione del tipo di periodo (Mese, Trimestre o Anno)
    C17 = 0 (primo periodo temporale)
    C133= mese; C134= trimestre; C135= anno (celle di origine dell’elenco consentito dalla convalida dati, successivamente nascoste)
    NB La “&” interposta tra più valori o stringhe, svolge la funzione del “CONCATENA” per legare il tipo di periodo al suo “numero”: ad esempio Mese &” “ 0 = Mese 0.
    Tale formula deve essere ripetuta per tutta l’intestazione di periodo
    Inserire una riga in cui riportare il riepilogo delle uscite finanziarie (puntamento al foglio “Inserimento dati”)
    Allo stesso modo, inserire una riga per il riepilogo delle entrate finanziarie (puntamento al foglio “Inserimento dati”)
    Prevedere una riga per la somma dei flussi di cassa (somma delle celle nelle righe appena create ai punti precedenti)
    Calcolare i flussi di cassa attualizzati: l’attualizzazione dei flussi monetari differenziali associati al progetto d'investimento avviene attraverso l'utilizzo di un tasso di attualizzazione di riferimento
    La formula nella teoria economica è
    C0+ C1 x (1+i)-1 + C2 x (1+i)-2 + C3 x (1+i)-3 +..+
    Cn x (1+i)-n
    Occorre dunque:
    inserire una riga (successivamente nascosta) con i dati temporali (0, 1, 2, ecc.) corrispondenti ai periodi in modo da automatizzare la formula (puntamento alla riga nel foglio “Inserimento dati” dove sono stati inseriti i dati temporali)
    inserire il tasso di investimento: è possibile consentire agli utenti di inserire un tasso sempre su base annua, calcolando poi in seguito il tasso appropriato per la scelta fatta in merito al tipo di periodo (usare una semplice formula con funzione “SE” per dividere correttamente il tasso annuo (ad esempio: se è stato scelto “Mese”, dividere il tasso annuale per 12, se “Trimestre”, dividere per 4).
     
    Una volta inseriti i dati a cui far puntare la formula di attualizzazione, essa sarà: =G19*(1+$E$27)^-G5, dove:
    G19 corrisponde al flusso di cassa del periodo
    E27 è il tasso di interesse
    G5 è il riferimento del periodo (0, 1, 2 ecc.).
    È sufficiente copiare la formula nelle celle adiacenti per avere i singoli flussi di cassa attualizzati.
    Inserire gli indici di valutazione
    VAN (valore attuale netto): rappresenta il valore attuale di una serie attesa di flussi di cassa attualizzati in base al tasso di rendimento (costo opportunità dei mezzi propri). Sebbene Excel metta a disposizione una funzione “VAN” ad hoc, per il nostro modello sarà sufficiente inserire una cella in cui sommare i flussi di cassa attualizzati già predisposti.
    TIR (tasso interno di rendimento): è il tasso di attualizzazione che annulla, algebricamente, le entrate e uscite associate al progetto. Si potrà calcolare molto facilmente grazie alla funzione di Excel TIR.COST(val;[ipotesi]), dove:
    val è l’intervallo di celle dei saldi, per periodo, dei flussi di cassa
    ipotesi è un argomento facoltativo che nel nostro caso è possibile omettere.
    NB Può comparire la scritta "#NUM!” perché la formula TIR.COST applica un metodo iterativo fino a raggiungere un risultato preciso fino allo 0,00001%. Se TIR.COST non trova un risultato valido entro 20 tentativi, restituisce il valore di errore “#NUM!”.
    Payback period: calcola il numero di anni necessario per compensare l'investimento attraverso flussi i flussi di cassa successivi (detto anche “periodo di recupero”). In pratica è la prima scadenza in cui si verifica un'inversione di segno nei saldi di cassa progressivi dopo l’iniziale uscita di cassa.
    Il limite di tale indice è che non tiene conto di quanto avviene nei periodi successivi a quello in cui si è verificata la prima inversione di segno.
    Per il calcolo è possibile utilizzare la formula CONFRONTA(valore; matrice; [corrisp]), ma occorre prima preparare una matrice. Sul foglio “Inserimento dati”, in una sezione al fondo del foglio (da nascondere successivamente) riportare i flussi di cassa originati (tramite puntamento).
    Creare poi una riga che segnali il primo periodo in cui il flusso progressivo diventa positivo, grazie a una funzione logica “SE”: =SE($C$137+$D$137>0;"sì";"no"), dove
    C137 è l’esborso iniziale
    D137 è il flusso corrispondente al periodo 1.
    Ripetere la formula per tutti i periodi (ad esempio, per il periodo 2: =SE($C$137+$D$137+$E$137>0;"sì";"no").
    Il risultato sarà una matrice di 1 riga per 12 colonne con una successione di “sì” e “no”. A questa è possibile applicare la formula CONFRONTA:
    =CONFRONTA("sì";'Inserimento dati'!$C$138:$O$138;0)-1, per chiedere a Excel di indicarci il primo periodo all’interno della matrice in cui incontra un “sì” (il “-1” finale è necessario perché abbiamo un primo periodo “0”).
    NB Con un passaggio in più è possibile utilizzare in alternativa la formula CERCA.ORIZZ(valore;tabella_matrice;indice;intervallo).
    Inserire il grafico dei flussi
    Utilizzare un grafico combinato (istogramma per i “flussi di cassa” e i “flussi di cassa attualizzati”, grafico a linee per il “flusso di cassa progressivo”):
    Prima di inserire il grafico è necessario inserire una nuova riga sul foglio “Inserimento dati” (da nascondere successivamente: è solo una base dati per il grafico, che calcola il saldo progressivo dei flussi di cassa). La formula del flusso progressivo è semplice:
    periodo 0: il valore del flusso di cassa del tempo 0
    periodo 1: puntamento alla cella precedente + flusso di cassa del tempo 1
    periodi 2-12: copiare (trascinare) la formula inserita per il periodo 1.
    Per inserire un grafico in Excel 2007: scheda Inserisci, gruppo Grafici, scegliere il tipo di grafico.
     
    Figura 4
    Figura 4: Inserimento di un grafico in Excel
     
    Creare il grafico come se le 3 serie dovessero essere rappresentate con stesso tipo (ad esempio “Istogramma non in pila” 2D). Occorre resistere alla “tentazione” delle potenzialità dei grafici 3D di Excel 2007, perché essi non sono combinabili con altri grafici.
    Selezionare la serie a cui si vuole assegnare un grafico diverso (cliccare su una colonna dell’istogramma della serie da cambiare). Nella scheda Progettazione, gruppo Tipo, comando “Cambia tipo di grafico”, selezionare il tipo “Linee con indicatori”).
     
    Figura 5
    Figura 5: Cambiare il tipo di grafico impostato
     
    Formattazione grafico: a questo punto è possibile formattare il grafico a proprio piacimento. Cliccare due volte all’interno dell’area del grafico per aprire le schede Progettazione, Layout, Formato (schede visibili solo in presenza di un grafico).
    All’interno di ciascuna scheda sarà possibile trovare i comandi per modificare ogni singolo aspetto del grafico.
    Infine, nascondere le formule e proteggere il foglio “Valutazione”
    Scheda Home, gruppo Celle, comando “Formato”, linguetta “Protezione”, flag su “Nascosta”
    Come ci ricorderà la finestra di dialogo che si aprirà selezionando “Protezione” l’operazione avrà effetto solo se il foglio di lavoro è protetto.
     
    Figura 6
    Figura 6: Nascondere le celle nella finestra “Formato celle”
     
    Per proteggere il foglio è sufficiente seguire il percorso: scheda Revisione, gruppo Revisioni, comando “Proteggi Foglio” (in questa sede, volendo, sarà possibile anche immettere una password di sicurezza).
     
    Figura 7
    Figura 7: Proteggere il foglio di lavoro
     
    Ipotesi di layout del foglio “Valutazione” completo:
     
    Figura 8
    Figura 8: Esempio di report finale
     
    NB È bene ricordare le finalità di reportistica del nostro modello: se sarà condiviso solo via PC, scegliere colori accattivanti e di effetto; se invece si prevede che il report verrà stampato, prediligere i colori pastello o il bianco/nero in modo che la stampa risulti leggibile nella forma e nei contenuti.
     
    La pulsantiera nel foglio “Valutazione”
     
    Una serie di pulsanti, che attivino alcune macro utili in modo “user friendly”, è sicuramente un valore aggiunto per qualsiasi modello, in termini sia estetici sia funzionali (per una guida operativa, si veda oltre la sezione “Come creare un pulsante d’azione”).
    Di seguito si propone un layout in cui i pulsanti, che possono tornare utili nelle varie fasi di utilizzo del modello, sono affiancati da brevi indicazioni che guidano l’utente come una sorta di mini-manuale. La pulsantiera è stata posizionata nella parte alta del foglio “Inserimento dati”, in modo che l’utente possa operare sempre sullo stesso foglio e possa usare i pulsanti per navigare al suo interno.Nulla vieta di personalizzare la pulsantiera nel modo che si ritiene più opportuno per il proprio caso specifico.
     
    Figura 9
    Figura 9: Possibile layout della pulsantiera
     
    I pulsanti proposti per il layout presentato sono:
    Con operazione interna al foglio di lavoro “Inserimento dati”:
     
    Anagrafica: rimanda alla cella di input del nome dell’azienda
    Scelta periodo: rimanda alla cella in cui è data la possibilità di scegliere il tipo di periodo (Mese, Trimestre, Anno)
    Inserire valori: due pulsanti che rimandano alle prime celle di inserimento delle uscite e delle entrate finanziarie
    Inserire tasso: rimanda alla cella in cui è necessario inserire il tasso annuo
    Torna: presente in più punti di inserimento, consente di tornare alla pulsantiera con gli step procedurali in testa al foglio.
     
    Con operazione tra i due fogli del modello:
     
    VALUTA INVESTIMENTO: rimanda al report del foglio “Valutazione”
    STAMPA REPORT: lancia la stampa immediata del report del foglio “Valutazione” (prima di registrare la macro che esegua il comando, assicurarsi di avere impostato la stampa per quanto riguarda impostazioni di pagina, interruzioni, ecc.).
    TORNA A INSERIMENTO PARAMETRI: rimanda al foglio di inserimento dati.
     
    Avendo inserito i pulsanti per passare da un foglio all’altro, è possibile nascondere le linguette previste da Excel e creare così un’interfaccia più gradevole per l’utente (per nascondere le linguette: pulsante di Microsoft Office> Opzioni di Excel> Impostazioni avanzate> Opzioni di visualizzazione per la cartella di lavoro> deflaggare Mostra schede dei fogli).
     
    NB Se la scheda Sviluppo non è disponibile, eseguire le operazioni seguenti per visualizzarla:
     
    Fare clic sul pulsante con il logo di Microsoft Office, quindi su Opzioni di Excel.
    Nella categoria Impostazioni generali, in Opzioni principali per l'utilizzo di Excel, selezionare la casella di controllo Mostra scheda Sviluppo sulla barra multifunzione e quindi fare clic su OK.
     
    Come creare un pulsante d’azione
     
    Costruire un pulsante in Excel per attivare le macro conferirà al modello un aspetto di maggiore appeal. Riepiloghiamo qui la procedura relativa, che sarà utile nel corso della costruzione del modello.
    Creare il pulsante: scheda Sviluppo, gruppo Controlli, comando “Inserisci”. Scegliere la forma del pulsante che si desidera disegnarlo (come per ogni altra forma di Excel: scelta la forma, il puntatore del mouse assume la forma a “croce” e permette di tracciare il perimetro della forma).
     
    Figura 10
    Figura 10: Inserimento di controlli modulo
     
    Assegnare una macro al pulsante: appena finito di creare il pulsante, si aprirà automaticamente una finestra di dialogo dove assegnare un nome alla macro (avere cura di non lasciare spazi, ed eventualmente usare il segno underscore “_” per separare le parole) e selezionare “Registra”.
     
    Figura 11
     
    Figura 12
     
    Figura 11-12: Nominare e registrare una macro
     
    Dopo aver cliccato OK, effettuare l’operazione voluta: ad esempio ci si può posizionare su una determinata cella o lanciare il comando di stampa automatica.
    Chiudere la registrazione cliccando sul quadratino in basso a sinistra del foglio di lavoro.
     
    Figura 13
    Figura 13: Chiudere la registrazione
     
    Rinominare il pulsante e formattarlo come desiderato (tenere premuto il tasto CTRL mentre si clicca sul pulsante, altrimenti si eseguirà la macro associata)
    Verificare che il pulsante compia esattamente l’operazione desiderata
     
    In caso si voglia modificare qualcosa (ad esempio, dopo l’inserimento di alcune righe, la macro deve essere modificata perché si sposti sulla cella corretta) è sufficiente cliccare con il tasto destro sul pulsante, selezionare “Assegna macro”, scegliere il nome della macro da modificare, selezionare il tasto “Modifica” e modificare il riferimento di cella direttamente nel codice. Salvare e chiudere la finestra di Visual Basic Editor.
     
    Figura 14
    Figura 14: Chiudere e salvare la macro modificata
     
    Se si vuole eliminare una macro seguire il seguente percorso: scheda Sviluppo, gruppo Codice, comando “Macro”. Nella finestra di dialogo che si apre selezionare la voce relativa alla macro che si intende eliminare e cliccare il tasto “Elimina”.
    Ogni volta che si aprirà la Cartella di lavoro contenente delle macro, sarà necessario attivare il comando di attivazione delle macro.
     
    Figura 15
    Figura 15: Attivare le macro all’apertura del file
     
    NB Se si cambia il nome di un foglio (Rinomina) a cui sono associate delle macro, i riferimenti possono non venire automaticamente aggiornati. Per velocizzare le operazioni di sostituzione del nome del foglio: scheda Sviluppo, gruppo Visualbasic, comando “Modifica”, Sostituisci.
     
    Come utilizzare il modello con la gestione scenari
     
    Il modello può essere utilizzato per simulare diverse possibilità, modificando semplicemente le ipotesi sui dati di input. Cambiando un importo o un tasso, il risultato si aggiornerà automaticamente dando la possibilità all’utente di valutare anche investimenti alternativi sul momento.
    Chiaramente l’utente potrà salvare diverse “versioni” creando una copia del file per ogni ipotesi. Tuttavia si consiglia, per utilizzare Excel in modo professionale, di usare la “Gestione scenari” che l’applicativo mette a disposizione proprio per questo tipo di analisi.
    Prima di procedere con un investimento, vale sicuramente la pena di valutare attentamente ipotesi ottimistiche e pessimistiche, magari provenienti da diverse persone in azienda (con gli scenari di Excel, ognuno potrà inserire le ipotesi relative alla propria area di competenza).
    La gestione scenari potrebbe essere oggetto di un ulteriore articolo: qui si daranno solo alcune brevi indicazioni per presentare le potenzialità che offre.
    Nell’analisi di simulazione, uno scenario è una combinazione denominata di valori assegnati a una o più celle variabili in un modello “what-if”.
    La gestione scenari di Excel permette di svolgere le seguenti operazioni:
     
    Creare più scenari per un singolo modello what-if, ognuno con i suoi insiemi di variabili
    Condividere il modello what-if con altre persone in modo che possano creare i propri scenari in base alle proprie ipotesi (anche solo su alcune variabili). Successivamente si potranno raccogliere i file e unire tutti gli scenari in un unico foglio di lavoro
    Tenere facilmente traccia delle modifiche apportate agli scenari con le funzioni di controllo di Gestione scenari, registrando la data e il nome utente ogni volta che si aggiunge o si modifica uno scenario
    Stampare riepiloghi dettagliati
    Proteggere gli scenari dalle modifiche tramite password e persino nasconderli
    Esaminare le relazioni tra gli scenari create da più utenti, grazie a riepiloghi.
     
    NB Prima di iniziare a usare “Gestione scenari” può facilitare molto il lavoro l’assegnazione di nomi alle celle che saranno usate per le variabili o per formule il cui risultato dipende dalle variabili: questo passaggio non è obbligatorio ma rende più leggibili i report dello scenario.
    Per definire uno scenario, seguire i seguenti passaggi:
     
    Fare clic sul pulsante “Analisi di simulazione” sulla scheda “Dati” e fare clic su “Gestione Scenari”
    Nella finestra di dialogo “Gestione scenari” fare clic sul pulsante “Aggiungi” e digitare un nome per lo scenario che si sta creando (non appena si inseriscono i riferimenti di cella nella finestra di dialogo “Aggiungi scenario”, il titolo della finestra di dialogo diventa “Modifica scenario”)
     
    Figura 16
    Figura 16: La finestra “Gestione scenari”
     
    NB È consigliabile definire i valori iniziali come scenario prima di modificarne qualcuno (nominandolo, ad esempio, “Scenario Base” o “Valori iniziali”). Altrimenti, quando verranno visualizzati i nuovi valori ipotizzati nel foglio di lavoro, l’impostazione iniziale andrà perduta.
     
    Nella casella “Celle variabili”, digitare o selezionare le celle che dovranno cambiare. È possibile selezionare celle e intervalli non adiacenti premendo CTRL prima di selezionare le celle o separandone i riferimenti o i nomi con punti e virgola
    Fare clic su OK per creare il primo scenario. Nella finestra di dialogo “Valori scenario” appare una casella visualizzata per ogni cella variabile. Se si sono assegnati dei nomi essi saranno visualizzati accanto alle caselle, altrimenti compariranno solamente i riferimenti di cella
    In questa sede è possibile modificare tutti i valori desiderati a seconda dello scenario previsto e successivamente si può confermare con il tasto OK.
     
    EXPERTA – BUSINESS SOLUTIONS Srl
     
    Il reporting per il controllo di gestione su Microsoft Excel
    Per approfondire le tematiche legate al reporting in azienda e alla loro possibile applicazione su Microsoft Excel, a settembre Experta Business Solutions propone un modulo formativo dedicato, della durata di tre giornate, nell'ambito della sua Summer School 2011.
     
     
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