Deployment di Windows 7
 

 Come fare a...

 
  • mag
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    Deployment di Windows 7

    System Account
    08:37 AM
    Illustriamo le soluzioni volte ad automatizzare il processo di distribuzione di Windows 7, che vanno commisurate e applicate in base alle dimensioni dell’organizzazione in cui andremo a operare.
    Per sfruttare le caratteristiche della distribuzione del sistema operativo Windows 7 in azienda sarà necessario avere, in alcuni contesti, una macchina server con Windows Server 2008 R2.
    Gli strumenti principali a disposizione sono:
     
    WDS (Windows Deployment Services): un servizio presente in Windows Server 2008 R2 che è stato migliorato e ottimizzato;
    Windows Automated Installation Kit (Windows AIK): tool che facilita la creazione di distribuzioni personalizzate di Windows 7, scaricabile da : http:// www.microsoft.com/downloads;
    Microsoft Deployment ToolKit 2010: per gestire il deploy in infrastrutture di medie/grosse dimensioni, scaricabile da: http://technet.microsoft.com/en-us/solutionaccelerators/dd407791.aspx.
     
    Nota:
    Questi tool possono essere utilizzati in combinazione per ottimizzare e migliorare il processo di distribuzione del sistema operativo in base alle proprie esigenze.
     
    Figura 1
    Figura 1: schema dei possibili scenari di distribuzione di Windows 7 all’interno dell’azienda
     
    Windows Deployment Services
     
    Windows Deployment Services è uno strumento, già presente in Windows Server 2003, utilizzato per compiere il deploy dei sistemi operativi a livello aziendale. In Windows Server 2008 R2 è stato migliorato e reso ancora più efficace e scalabile. Sfruttando le immagini personalizzate di tipo .Wim (Windows Image Manger) e il supporto nativo dei VHD è possibile ottimizzare e gestire in maniera centralizzata la distribuzione e l’installazione di Windows 7 all’interno dei client aziendali.
     
    Nota:
    A questo indirizzo è possibile scaricare una copia di valutazione di Windows Server 2008 R2, utile per provare i passi che illustreremo tra breve: http://www.microsoft.com/italy/server/windowsserver2008/default.mspx.
     
    WDS è un servizio di Windows Server 2008 R2. Per installarlo, è necessario aggiungere un nuovo ruolo dal Service Manager e selezionare la voce Servizi di distribuzione di Windows.
     
    Figura 2
    Figura 2: installazione di WDS in Windows Server 2008 R2
     
    Come ulteriori servizi di ruolo verranno installati Server di distribuzione e Server di trasporto. Completata l’installazione dei servizi, avremo a disposizione WDS sulla no-stra macchina Windows Server 2008 R2 e potremo personalizzarlo in base alle nostre esigenze.
     
    Nota:
    WDS per la versione italiana avrà come suffisso Servizi di distribuzione di Windows. È propedeutico utilizzare WDS in combinazione con Active Directory per gestire al me-glio il processo di distribuzione del sistema operativo all’interno dei client aziendali.
     
    Le novità/migliorie più interessanti introdotte sono:
     
    Driver provisioning: offre la possibilità di aggiungere e configurare i pacchetti driver sul server e distribuirli ai computer client durante le installazioni;
    Multicasting: consente di trasmettere immagini di installazione usando il multi-casting;
    Supporto al VHD: permette la distribuzione di VHD per immagini di Windows Server 2008 R2 e di Windows 7 come parte di un’installazione automatica;
    IPv6: garantisce l’appoggio al multicasting in ambienti che usano IPv6;
    Supporto a Extensible Firmware Interface (EFI): offre un supporto per l’avvio di rete ai computer x64-based con EFI, sfruttando la capacità di distribuire le im-magini di boot usando il multicasting.
     
    La trattazione degli argomenti di questo articolo sarà incentrata principalmente su Windows Server 2008 R2; quindi cercheremo di mostrare i concetti fondamentali e for-nire le istruzioni di base per potere iniziare a utilizzare questa interessante tecnologia (WDS) per la distribuzione del sistema operativo all’interno dell’infrastruttura aziendale.
     
    Distribuzione dinamica dei driver in WDS
     
    Per quanto concerne la distribuzione dinamica dei driver, è interessante notare come in un ambiente con hardware differenziato, tipico in molte aziende, il deployment di un sistema operativo debba prevedere tipicamente molte immagini diversificate per sup-portare configurazioni hardware diverse. Per venire incontro alle necessità delle azien-de e degli amministratori di sistema, è stata implementata la tecnica della distribuzione dinamica dei driver, che consente di installare sulle macchine client via WDS solo i Device Driver necessari. Questo permette di avere meno immagini di configurazione, un unico repository dei driver centralizzato, e quindi un maggiore controllo su quali driver sono distribuiti sulle diverse macchine (PnP enumeration). Si aprono pertanto nuovi scenari che consentono di organizzare i driver in gruppi ed effettuare filtri dinamici in base a determinati attributi. Illustreremo ora un breve esempio di utilizzo.
    Per prima cosa apriamo i Servizi di distribuzione Windows (WDS) sulla nostra macchina Windows Server 2008 R2 e analizziamo il ramo Driver. Creiamo un nuovo gruppo per i driver: per fare questo, facciamo clic sulla voce Driver con il tasto destro del mouse > Aggiungi gruppo driver. Assegniamo un nome al gruppo e proseguiamo.
     
    Figura 3
    Figura 3: gestione e distribuzione dei driver in WDS
     
    Ci verrà proposto di aggiungere un filtro in base alle caratteristiche hardware della macchina: per aggiungere un filtro personalizzato premiamo il pulsante Aggiungi. Nel nostro caso specificheremo che il produttore sarà Asus e la tipologia di macchina un Laptop.
     
    Nota:
    I filtri possono essere omessi e sono personalizzabili a piacere in base alla tipologia di installazione che vorremo creare.
     
    Figura 4
    Figura 4: filtro driver in WDS
     
    Successivamente dovremo definire opportunamente i filtri software e impostare, per esempio, un filtro per la versione del sistema operativo o per la lingua.
    Infine possiamo scegliere se installare solo i pacchetti dei driver specifici per la configurazione hardware del client o installare tutti i driver nel gruppo. Concludendo, verrà creato il gruppo che rispetterà le specifiche assegnate.
     
    Figura 5 
    Figura 5: filtro software e impostazione per i pacchetti driver
     
    Ora non ci resta che aggiungere i pacchetti dei driver dei produttori desiderati a questo gruppo o a tutti i gruppi presenti.
    Facciamo clic sulla voce Driver con il tasto destro del mouse > Aggiungi pacchetti driver. Potremo scegliere se selezionare uno a uno i file .inf o se aggiungere tutti i pacchetti raggruppati in un’unica cartella.
     
    Figura 6
    Figura 6: aggiunta dei pacchetti driver al sistema
     
    Una volta selezionati i driver, apparirà un elenco di quelli disponibili e saremo così in grado di aggiungerli a uno dei gruppi presenti, creare un nuovo gruppo o decidere se modificare il filtro presente. In questo modo avremo creato un’associazione con i driver presenti nel package e il filtro creato; in fase di installazione verrà applicata la configu-razione in base alle impostazioni salvate.
    Interessante è la possibilità di inserire driver package (pacchetti driver) a immagini di boot, in modo da personalizzare le installazioni che saranno disponibili per la distribuzione nell’IT aziendale. Per fare ciò, è sufficiente andare nel ramo Immagini d’avvio, selezionare un’immagine di boot (precedentemente aggiunta) e fare clic con il tasto destro su di essa > Aggiungi pacchetti driver a immagine. Ci apparirà una videata in cui personalizzare alcune opzioni di configurazione e i filtri in base alle nostre esigenze. Completata l’operazione, la nostra immagine avrà al suo interno i driver selezionati, che funzioneranno in base ai filtri precedentemente creati.
     
    Figura 7
    Figura 7: finestra di WDS in cui troveremo l’elenco dei driver aggiunti
     
     Figura 8
    Figura 8: aggiunta dei driver a un’immagine di boot
     
    Nota:
    Questa funzionalità la troviamo particolarmente indicata in contesti aziendali in cui si hanno pool di macchine diverse che necessitano di installazioni e driver differenziati.
     
    Creazione di un’immagine WIM
     
    WIM è un formato di immagine basata su file. I file WIM sono pacchetti compressi con-tenenti diversi file correlati tra loro. Il formato di un file WIM è ottimizzato sia per la com-pressione massima utilizzando l’algoritmo LZX, sia per la compressione rapida con XPRESS, oppure può essere utilizzato senza compressione.
     
    Nota:
    Utilizzeremo ImageX presente in Windows AIK, che ci consentirà di creare e gestire file .WIM.
     
    Nel nostro esempio creeremo un’immagine WIM partendo da una macchina Windows 7 perfettamente installata e configurata.
    Passo 1 - Apriamo una riga di comando per preparare un’immagine della macchina e digitiamo:
     
    c:\windows\system32\sysprep\sysprep.exe /quiet /generalize /oobe /unattend:
    c:\Unattended.xml
     
    Analizziamo nel dettaglio i vari parametri:
    /generalize rimuove le informazioni uniche contenute nella macchina;
    /oobe predispone il lancio della maschera di wizard nel prossimo riavvio della macchina;
    /unattended:"filedirisposta" applica a Windows le impostazioni contenute in un file di risposta durante l’installazione automatica. Il “Filedirisposta” specifica il percorso e il nome del file di risposta da utilizzare.
     
    Nota:
    Windows System Image Manager è un tool presente in Windows AIK che permette di creare i file XML utilizzati in fase di installazione di sistemi basati su Windows 7 e Windows Server 2008 R2. Questo software è molto semplice e consente di agire su molte configurazioni e impostazioni.
     
    Passo 2 - Procediamo alla creazione dell’immagine .WIM attraverso il comando Ima-geX, utilizzando un livello di compressione personalizzato (c: nel nostro esempio è l’unità contenente il sistema operativo):
     
    C:\Programmi\Windows AIK\Tools\x86\imagex.exe /compress fast /check /scroll /capture c:\
    c:\Win7x86.wim “windows 7 Ultimate”
     
     Figura 9
    Figura 9: comandi per creare un’immagine WIM
     
    A questo punto avremo il file WIM con all’interno la configurazione dei driver e delle applicazioni che potremo distribuire in azienda attraverso WDS o altri tool analoghi.
     
    Nota:
    Esistono diverse strade e diversi modi per creare un’immagine .WIM, partendo da un DVD di installazione o da una configurazione di sistema. Quanto mostrato è solo uno scenario basato su uno specifico caso d’uso.
    Una volta che abbiamo la nostra immagine .WIM (formato utilizzato anche per l’installazione di Windows 7 presente nella cartella Sources del DVD di installazione), possiamo aggiungerla all’elenco delle immagini di installazione in WDS. La procedura è molto semplice. Per prima cosa creeremo un nuovo gruppo: facciamo clic con il tasto destro sulla voce Immagini di Installazione (all’interno di WDS, cioè in Servizi di distri-buzione di Windows in Windows Server 2008 R2) > Aggiungi gruppo di immagini e inseriamo un nome appropriato per tale gruppo.
     
    Nota:
    È fondamentale creare gruppi separati per le immagini di tipo WIM e per i formati VHD.
    Facciamo clic con il tasto destro del mouse sul gruppo appena creato, selezioniamo la voce > Aggiungi immagine di installazione e scegliamo l’immagine WIM desiderata. Così facendo, abbiamo a disposizione un’immagine di sistema pronta per essere distri-buita verso i nostri client aziendali.
     
     Figura 9
    Figura 10: aggiunta di un’immagine WIM a WDS
     
    Distribuzione di file VHD
     
    In Windows 7 un disco rigido virtuale può essere utilizzato come sistema operativo in esecuzione nell’hardware designato. Attraverso gli strumenti come DiskPart e Gestione disco in Microsoft Management Console (Diskmgmt.msc), possiamo creare un file VHD. È possibile distribuire un file di immagine di Windows 7 presente all’interno di un disco rigido virtuale VHD. Gli ambienti aziendali che già gestiscono e utilizzano file con estensione VHD per la distribuzione di macchine virtuali possono ottenere notevoli vantaggi da questa nuova funzionalità: essa, infatti, consente di semplificare la distribuzione e la gestione delle immagini in un ambiente aziendale. La distribuzione dei VHD viene tipicamente utilizzata dal server WDS per aggiungere immagini allo storage principale:
     
    la gestione avviene solo da linea di comando con WDSUTIL;
    sono supportate solo installazioni completamente automatizzate.
     
    WDSUTIL /Add-ImageGroup /ImageGroup:”Win7-VHD”
    dove Win7-VHD è il nome del gruppo creato.
     
    Nota:
    È necessario creare gruppi di immagini differenti per i formati .WIM e VHD.
     
    A questo punto non ci resta che assegnare al gruppo la nostra immagine VHD prece-dentemente creata con il comando:
     
    WDSUTIL /Verbose /Progress /Add-Image /ImageFile: “
    e:\Ultimate.vhd” / ImageType:Install /ImageGroup: “Win7-VHD”
     
    in cui inseriremo la directory del file fisico VHD (nel nostro caso e:\Ultimate.vhd) e il nome del gruppo a cui assegnare l’immagine, cioè Win7-VHD.
    Verrà quindi aggiunta un’immagine VHD che potrà poi essere distribuita in rete e corredata eventualmente di file
    Unattended.xml per automatizzare i passi di installazione.
     
     Figura 11
    Figura 11: comandi da eseguire per aggiungere un’immagine VHD a un gruppo
     
    Creazione di un’immagine WIM
     
    WIM è un formato di immagine basata su file. I file WIM sono pacchetti compressi con-tenenti diversi file correlati tra loro. Il formato di un file WIM è ottimizzato sia per la com-pressione massima utilizzando l’algoritmo LZX, sia per la compressione rapida con XPRESS, oppure può essere utilizzato senza compressione.
     
    Nota:
    Utilizzeremo ImageX presente in Windows AIK, che ci consentirà di creare e gestire file .WIM.
     
    Nel nostro esempio creeremo un’immagine WIM partendo da una macchina Windows 7 perfettamente installata e configurata.
     
    Passo 1 - Apriamo una riga di comando per preparare un’immagine della macchina e digitiamo:
     
    c:\windows\system32\sysprep\sysprep.exe /quiet /generalize /oobe /unattend:
    c:\Unattended.xml
     
    Analizziamo nel dettaglio i vari parametri:
     
    /generalize rimuove le informazioni uniche contenute nella macchina;
    /oobe predispone il lancio della maschera di wizard nel prossimo riavvio della macchina;
    /unattended:"filedirisposta" applica a Windows le impostazioni contenute in un file di risposta durante l’installazione automatica. Il “Filedirisposta” specifica il percorso e il nome del file di risposta da utilizzare.
     
    Nota:
    Windows System Image Manager è un tool presente in Windows AIK che permette di creare i file XML utilizzati in fase di installazione di sistemi basati su Windows 7 e Windows Server 2008 R2. Questo software è molto semplice e consente di agire su molte configurazioni e impostazioni.
     
    Passo 2 - Procediamo alla creazione dell’immagine .WIM attraverso il comando Ima-geX, utilizzando un livello di compressione personalizzato (c: nel nostro esempio è l’unità contenente il sistema operativo):
     
    C:\Programmi\Windows AIK\Tools\x86\imagex.exe /compress fast /check /scroll /capture c:\
    c:\Win7x86.wim “windows 7 Ultimate”
     
     Figura 12
    Figura 9: comandi per creare un’immagine WIM
     
    A questo punto avremo il file WIM con all’interno la configurazione dei driver e delle applicazioni che potremo distribuire in azienda attraverso WDS o altri tool analoghi.
     
    Nota:
    Esistono diverse strade e diversi modi per creare un’immagine .WIM, partendo da un DVD di installazione o da una configurazione di sistema. Quanto mostrato è solo uno scenario basato su uno specifico caso d’uso.
     
    Una volta che abbiamo la nostra immagine .WIM (formato utilizzato anche per l’installazione di Windows 7 presente nella cartella Sources del DVD di installazione), possiamo aggiungerla all’elenco delle immagini di installazione in WDS. La procedura è molto semplice. Per prima cosa creeremo un nuovo gruppo: facciamo clic con il tasto destro sulla voce Immagini di Installazione (all’interno di WDS, cioè in Servizi di distri-buzione di Windows in Windows Server 2008 R2) > Aggiungi gruppo di immagini e inseriamo un nome appropriato per tale gruppo.
     
    Nota:
    È fondamentale creare gruppi separati per le immagini di tipo WIM e per i formati VHD.
     
    Facciamo clic con il tasto destro del mouse sul gruppo appena creato, selezioniamo la voce > Aggiungi immagine di installazione e scegliamo l’immagine WIM desiderata. Così facendo, abbiamo a disposizione un’immagine di sistema pronta per essere distri-buita verso i nostri client aziendali.
     
    Figura 13 
    Figura 10: aggiunta di un’immagine WIM a WDS
     
    Distribuzione di file VHD
     
    In Windows 7 un disco rigido virtuale può essere utilizzato come sistema operativo in esecuzione nell’hardware designato. Attraverso gli strumenti come DiskPart e Gestione disco in Microsoft Management Console (Diskmgmt.msc), possiamo creare un file VHD. È possibile distribuire un file di immagine di Windows 7 presente all’interno di un disco rigido virtuale VHD. Gli ambienti aziendali che già gestiscono e utilizzano file con estensione VHD per la distribuzione di macchine virtuali possono ottenere notevoli vantaggi da questa nuova funzionalità: essa, infatti, consente di semplificare la distribuzione e la gestione delle immagini in un ambiente aziendale. La distribuzione dei VHD viene tipicamente utilizzata dal server WDS per aggiungere immagini allo storage principale:
     
    la gestione avviene solo da linea di comando con WDSUTIL;
    sono supportate solo installazioni completamente automatizzate.
     
    WDSUTIL /Add-ImageGroup /ImageGroup:”Win7-VHD”
     
    dove Win7-VHD è il nome del gruppo creato.
     
    Nota:
    È necessario creare gruppi di immagini differenti per i formati .WIM e VHD.
     
    A questo punto non ci resta che assegnare al gruppo la nostra immagine VHD prece-dentemente creata con il comando:
     
    WDSUTIL /Verbose /Progress /Add-Image /ImageFile: “
    e:\Ultimate.vhd” / ImageType:Install /ImageGroup: “Win7-VHD”
     
    in cui inseriremo la directory del file fisico VHD (nel nostro caso e:\Ultimate.vhd) e il nome del gruppo a cui assegnare l’immagine, cioè Win7-VHD.
    Verrà quindi aggiunta un’immagine VHD che potrà poi essere distribuita in rete e corredata eventualmente di file
    Unattended.xml per automatizzare i passi di installazione.
     
    Figura 14 
    Figura 11: comandi da eseguire per aggiungere un’immagine VHD a un gruppo
     
    Una scelta molto vantaggiosa per una distribuzione su larga scala di Windows 7 è la possibilità di fare una trasmissione multicast attraverso la rete aziendale. I benefici riguardano il carico della rete, evitando di gravare sulle performance della lan aziendale. Lo svantaggio principale si presenta nel caso in cui, in una rete con hardware molto differenziato, siano presenti macchine o sottoreti molto lente, che diminuirebbero inevitabilmente la velocità di installazione in tutte le restanti macchine.
    Con il nuovo tool presente in Windows Server 2008 R2 è possibile creare un gruppo di macchine nelle quali distribuire l’installazione, in modo da evitare l’insorgere di questi problemi.
     
    Figura 12
    Figura 12: schema distribuzione
     
    Creare un’installazione Multicast di Windows 7
     
    In Windows 2008 R2, sempre nel Deployment Services, facciamo clic con il tasto destro sul server e accediamo al tab Multicast. Da qui abbiamo la possibilità di impostare un range di IP e configurare le impostazioni di trasmissione, come mostra la figura 13.
     
    Figura 13
    Figura 13: configurazione delle impostazioni Multicast
     
    Supponiamo ora di voler inviare in Trasmissione Multicast un’immagine WIM o un’immagine VHD presente nel nostro WDS.
    Selezioniamo l’immagine da utilizzare, tasto destro su di essa e scegliamo la voce Crea Trasmissione Multicast.
     
    Nota:
    Avremmo potuto proseguire in modo analogo scegliendo il nodo Trasmissione Multicast e, dopo aver fatto clic con il tasto destro su di esso, selezionando la voce Crea trasmissione Multicast.
    Inseriamo un nome significativo e proseguiamo.
     
    Figura 14
    Figura 14: creazione di una trasmissione multicast per la distribuzione di Windows 7
     
    Come opzioni aggiuntive avremo la possibilità di scegliere tra:
     
    Multicast automatico (Auto-Cast): la trasmissione multicast ha inizio appena un client richiede un’immagine di installazione. In seguito, se altri client richiedono la stessa immagine, ne verranno aggiunti alla trasmissione già avviata. Si tratta di un’opzione principalmente indicata in aziende con larghe distribuzioni.
     
    Da riga di comando la sintassi è:
    WDSUTIL /New-MulticastTransmission /Image:<nome immagine> /FriendlyName:<nome descrittivo> /ImageType:Install /ImageGroup:<Nome gruppo di immagini> / TransmissionType:AutoCast
     
    Multicast Pianificato (Sheduled-Cast): più adatto in piccole organizzazioni o dove il traffico della rete si concentra soprattutto durante il giorno, così da poter schedulare nelle ore di meno carico. Si noti che, in aggiunta a questi criteri, è possibile avviare manualmente una trasmissione in qualsiasi momento, facendo clic su di essa con il tasto destro del mouse e scegliendo Avvia.
     
    Sintassi:
     
    WDSUTIL /New-MulticastTransmission /Image:<nome immagine> /FriendlyName:<nome descrittivo> /ImageType:Install /ImageGroup:<Nome gruppo di immagini> / TransmissionType:ScheduledCast [/Time:<aaaa/mm/gg:hh:mm>][/Clients:<numero di client>]
     
    Figura 15
    Figura 15: impostazioni di tramissione in WDS
     
    La trasmissione potrà essere cancellata; avremo sott’occhio i client connessi e la possi-bilità di aggiornare i dati e le trasmissioni. Tutte queste operazioni potranno essere ef-fettuate anche da riga di comando. Sul client ci basterà avviare il boot da rete per con-netterlo alla trasmissione attiva sulla rete e in modo automatico si avvierà l’installazione. La figura 16 mostra la console WDS in fase di trasmissione e un client di esempio che effettua il boot da rete.
     
    Figura 16
    Figura 16: boot da rete nella trasmissione multicast
     
    MDT 2010 è una soluzione Microsoft per il deploy di grandi distribuzioni di Windows 7. Esso infatti riduce la complessità e incrementa gli standard di installazione anche in scenari con grandi volumi di hardware e software diversificato. MDT 2010 ottimizza i tempi di gestione e garantisce una maggiore focalizzazione delle risorse critiche. Con Windows 7 è stata rilasciata la nuova release di MDT 2010 (Microsoft Deployment Toolkit), resa più flessibile nella gestione dei device driver, con una user interface otti-mizzata dotata di workflow e una Windows PowerShell command line per automatizzare e semplificare il deployment del sistema operativo.
    Il nuovo MDT 2010 supporta il deployment di Windows 7 e Windows Server 2008 R2 e in aggiunta le versioni di Windows Vista, Windows Server 2008, Windows Server 2003 e Windows XP.
    I principali vantaggi nell’adozione di questo tool sono sono:
     
    unificazione e formalizzazione dei processi di deployment di server e desktop in un’unica console;
    riduzione di tempistiche d’installazione con la standardizzazione dei sistemi e incremento della sicurezza.
     
    Nota:
    Il tool è scaricabile al seguente indirizzo: http://technet.microsoft.com/en-us/solutionaccelerators/dd407791.aspx.
     
     Figura 17
    Figura 17: schema del processo di deploy in MDT 2010
     
    Alcune delle nuove funzionalità messe a punto nella versione di MDT 2010 per Windows 7 sono:
     
    Hard Link Migration con l’utilizzo di USMT 4 (User State Migration Toolkit) in scenari di Refresh; consente una riduzione sostanziale dei tempi di backup e di ripristino dello stato utente;
    integrazione dei nuovi strumenti di Windows AIK e supporto per:
    Windows System Image Manager: (Windows SIM) è un tool per creare, editare e distribuire file di configurazione di tipo Unattend.xml, contenenti tutti i settaggi configurabili di Windows 7. Windows SIM ci permette di sal-vare le customizzazioni nel file Unattend.xml;
    Windows Setup: è il software che data l’immagine di Windows 7 e il file di configurazione di Windows 7 Unattend.xml permette l’installazione completamente automatizzata del sistema operativo;
    Sysprep: il System Preparation Tool predispone un’installazione di Windows 7 per il controllo e la distribuzione;
    Windows Preinstallation Environment: Windows PE 3.0 fornisce le fun-zionalità basilari al sistema operativo per la sua installazione, per la risoluzione dei problemi di avvio, e include il tool di recupero da eventuali anomalie di sistema. Con Windows PE 3.0 è possibile, per esempio, far partire il sistema da remoto o tramite un disco rimovibile;
    Deployment Image Servicing and Management: DISM è un nuovo ap-plicativo da linea di comando necessario per preparare un’immagine di Windows PE. Esso contiene svariate funzionalità utili per determinare il contenuto delle immagini di Windows 7;
    ImageX: è un tool da riga di comando usato per catturare, editare e fare il deploy delle immagini di Windows 7. Tutte le utility sopra esposte utilizza-no ImageX;
    Windows Imaging: un formato di file con estensione .Wim, contenente una o più configurazioni di Windows 7;
    DiskPart: utility in grado di montare un file Virtual Hard Disk (.vhd);
    User State Migrazion Tool: (USMT 4.0) software per la migrazione delle configurazioni di precedenti sistemi operativi a Windows 7. Con USMT 4.0 si risparmiano grandi quantità di tempo nel recuperare tutte le configurazioni di ogni singolo utente.
     
    Nota:
    MDT 2010 si affianca al Microsoft Assessment and Planning Toolkit (MAP) 4.0, che consente di raccogliere dati relativi alla composizione hardware e software della nostra infrastruttura IT e, sulla base di questi, di pianificare migrazioni e consolidamenti del parco macchine aziendale. È scaricabile al seguente link o direttamente da MDT 2010: http://technet.microsoft.com/it-it/solutionaccelerators/dd537566(en-us).aspx.
     
     Figura 18
    Figura 18: MDT 2010
     
    Vediamo brevemente come si presenta questo tool (MDT 2010):
     
    nel ramo Information center troviamo una serie di istruzioni e documentazione che ci illustrano come iniziare a utilizzare il tool e i componenti disponibili per il download;
    in Deployment Share abbiamo la possibilità di creare share condivisi per il de-ploy di immagini di sistema. Facendo clic su un’immagine di sistema > New Deployment Share possiamo iniziare a creare i repository condivisi.
     
    Nota:
    Questo tool è molto completo: ci permette di aggiungere applicazioni, driver e regole all’installazione dei nostri sistemi operativi in modo del tutto automatizzato.
     
    Prima di poter utilizzare MDT 2010 e iniziare a distribuire Windows 7, è necessario cre-are una condivisione di distribuzione. Il Deployment Share è un repository per le im-magini del sistema operativo, per i pacchetti di lingua, per le applicazioni, per i driver di periferica e per altri software custom che sarà distribuito ai computer di destinazione.
     
    Nota:
    Tipicamente questo deployment viene creato in C:\DeploymentShare, un percorso di rete nascosto. Per accedervi, dobbiamo usare il simbolo del $. Per esempio, \\10.0.0.1\ DeploymentShare$.
     
    Dopo aver creato una condivisione di distribuzione, è possibile:
     
    aggiungere, rimuovere e configurare i sistemi operativi;
    aggiungere, rimuovere e configurare le applicazioni;
    aggiungere, rimuovere e configurare i pacchetti del sistema operativo, compresi gli aggiornamenti e language pack;
    aggiungere, rimuovere e configurare out-of-box per i driver di periferica.
     
    Nella cartella di condivisione di distribuzione di controllo troviamo i Deployment Workbench, in cui vengono memorizzati i metadati relativi ai sistemi operativi, alle applica-zioni, ai pacchetti del sistema operativo e agli out-of-driver di periferica.
    I file in questione sono:
     
    Applications.xml: contiene i metadati per le applicazioni;
    Drivers.xml: contiene i metadati relativi ai driver di periferica;
    OperatingSystems.xml: contiene i metadati relativi a sistemi operativi;
    Packages.xml: contiene i metadati relativi a pacchetti del sistema operativo.
     
    Gestione delle applicazioni in MDT 2010
     
    Iniziamo ad aggiungere un’applicazione (il procedimento sarà analogo per tutte le ope-razioni che eseguiremo in seguito). Facciamo clic con il tasto destro sul ramo Application > New Application. Seguiamo le istruzioni, inserendo il nome della applicazione, le specifiche tecniche, file unattended e completiamo l’operazione. Nello stesso modo possiamo inserire ulteriori applicazioni che vogliamo incorporare nella nostra installa-zione.
     
    Nota:
    Possiamo personalizzare l’installazione degli applicativi, inserire le dipendenze, decide-re se è necessario il riavvio del Pc a fine installazione e molto altro. Per accedere a queste caratteristiche, è sufficiente fare clic con il tasto destro sull’applicazione appena inserita e scegliere la voce Proprietà.
     
     Figura 19
    Figura 19: inserimento applicazioni e gestione delle relative proprietà in MDT 2010
     
    Inseriamo il sistema operativo
     
    Aggiungiamo il sistema operativo dal ramo Operating System > Import Operating System. Abbiamo la possibilità di decidere come importare il sistema operativo o se collaborare con il WDS. La figura 20 mostra la videata delle release del sistema operativo importate.
     
     Figura 20
    Figura 20: immagini di sistema operativo aggiunte in MDT 2010
     
    Nota:
    Sul sito ufficiale di Microsoft trovate la documentazione completa per personalizzare e gestire le installazioni con MDT 2010.
     
    Installazione dei driver Out-Of-Box
     
    Il Deployment Workbench permette l’aggiunta di driver per ottimizzare il processo di distribuzione. È sufficiente specificare una cartella contenente uno o più driver di periferica e organizzarli in opportune sottocartelle.
    La procedura di importazione è molto semplice e avremo l’opportunità di organizzare i driver in sottocartelle, aggiornarli o eliminare driver obsoleti.
     
    Creazione di una Task Sequence
     
    È una sequenza di attività che collega i file del sistema operativo con i passi di installazione da eseguire; sarà necessario selezionare un sistema operativo precedentemente importato e un file di risposta Unattend.xml opportunamente formattato. Facciamo clic con il tasto destro su Task sequenze > New task Sequence.
    Nella successiva schermata ci verrà richiesto di inserire:
     
    ID: ID univoco che identificherà la sequenza;
    Task SequenceName: nome descrittivo per la sequenza;
    Task SequenceComments: informazioni aggiuntive per descrivere la sequenza.
     
    Nella pagina Selezione del modello (template) possiamo scegliere un modello di sequenza di attività da utilizzare come punto di partenza per le nostre attività. È possibile personalizzare il template anche in un secondo momento.
    Successivamente ci verrà chiesto di selezionare il sistema operativo, poi l’inserimento di un’eventuale product key. È consentito inoltre specificare un nome utente, un nome per l’organizzazione, l’indirizzo web e la password per l’amministratore.
    Dopo aver creato la nostra sequenza di attività, apparirà un riquadro riassuntivo delle operazioni, come mostra la figura 21.
     
    Nota:
    Facendo clic con il tasto destro sulla sequenza appena creata, potremo eliminarla o editarne le proprietà.
     
     Figura 21
    Figura 21: -riepilogo Task Sequenze in MDT 2010
     
    Se andiamo nelle proprietà del task appena creato, avremo la possibilità di editare e configurare numerosi parametri per personalizzare nei minimi dettagli il nostro tool di installazione.
     
     Figura 22
    Figura 22: proprietà Task Sequenze in MDT 2010
     
    Nota:
    Sul blog ufficiale di sviluppo troverete numerose curiosità e aggiornamenti per questo tool: http://blogs.technet.com/msdeployment.
    Completata la creazione della sequenza dei task, non ci resta che fare il deployment attraverso la rete o su una chiavetta di boot. Il procedimento è molto simile in entrambi i casi:
     
    Linked Deployment: permette di creare una cartella di rete condivisa in cui ef-fettuare il deploy o la replica in base alle impostazioni create;
    Media: offre la possibilità di fare il deploy direttamente su supporti removibili o unità esterne.
     
    Nota:
    Questo tool mette a disposizione strumenti per creare installazioni anche su supporti USB.
     
     Figura 23
    Figura 23: deploy con MDT 2010 su una cartella di rete condivisa
     
    Per concludere, possiamo affermare come la nuova versione del tool per la distribuzione dei sistemi operativi server e client supporti le seguenti versioni di sistema operativo:
     
    Client:
    Windows XP;
    Windows Vista;
    Windows 7.
    Server:
    Windows Server 2003 e R2;
    Windows Server 2008;
    Windows Server 2008 R2.
     
    Sono stati quindi trattati in modo specifico i vari tipi di processi e di scenari che possono essere applicati per la distribuzione del sistema operativo in azienda. L’utente avrà modo di adottare la strategia che riterrà più idonea e performante per ottimizzare la distribuzione e l’installazione di Windows 7 in un ambiente domestico o in un contesto IT aziendale.

    Il libro
     
    Windows 7 reti, sicurezza, tecniche avanzate
    Windows 7, il nuovo sistema operativo Microsoft, è la settima release di Windows con kernel NT. È più veloce, più usabile, più personalizzabile e robusto rispetto a Windows Vista e XP, oltre a essere maggiormente compatibile con applicazioni e dispositivi esterni. Introduce inoltre notevoli migliorie che abbracciano sia la sfera delle performance e della user experience sia la sicurezza e la rete. Conoscere e apprendere le potenzialità di Windows 7, grazie alla ricchezza di informazioni e alle procedure passo passo fornite in questo manuale, permetterà alle aziende, ai sistemisti e ai programmatori di sfruttare appieno le funzionalità del nuovo sistema operativo Microsoft, migliorando i processi produttivi. Gli appassionati di informatica, invece, potranno divertirsi a scoprire i trucchi e i segreti di Windows 7, per conoscerne a fondo la natura e personalizzarlo in tutti i suoi aspetti.

     

    Gli autori
    Marco Maltraversi: laureato magistrale in Ingegneria Informatica e abilitato all’esercizio della professione. È specializzato nello sviluppo di applicativi Web/Form operando in qualità di consulente e formatore. Tiene corsi di programmazione avanzata e recentemente ha conseguito la qualifica di SEO Specialist.

    Antonio Fluri: laureato magistrale in Ingegneria Informatica, è esperto di linguaggi a oggetti come C++, Java, Ruby e PHP.
     
     
     
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