Fare business con Twitter
 

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  • giu
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    Fare business con Twitter

    System Account
    07:47 AM

    Non è necessario essere una multinazionale che produce beni di largo consumo o un professionista già noto e riconosciuto per trarre benefici concreti e misurabili nell’uso di Twitter. Di pari passo con l’uso personale – di chi si avvantaggia della piattaforma per avere amicizie più strette e una rete di relazioni più estesa migliorando la qualità della propria – l’uso professionale si sta gradualmente affermando su Twitter, con una comunità variegata, internazionale, multilingue e sfaccettata. Un terreno ideale nel quale far crescere e fortificare il business di un'azienda e la professionalità di un lavoratore autonomo, qualsiasi sia il settore economico di interesse.
    Utilizzando Twitter scoprirete gradualmente usi, ai quali probabilmente non avreste mai pensato, da parte di soggetti di ogni genere e nazionalità con l’unico minimo comun denominatore costituito dalla voglia di entrare in relazione, condividere esperienze, imparare qualcosa di nuovo senza mai stancarsi o considerarsi arrivati alla fine del percorso. In un mondo in cui la formazione, specialmente quella professionale, è permanente e i cambiamenti sono continui quanto repentini, Twitter è lo strumento giusto per non perdere il passo e rimanere affiancati a tanti utenti e colleghi (http://ow.ly/19T4d).
    Per ottenere risultati tangibili in chiave business, qualsiasi sia la funzione che volete assolvere con Twitter (ascolto, comunicazione, conversazione o promozione), è indispensabile cominciare avendo ben chiare alcune condizioni preliminari. Vediamo insieme quelle dalle quali non si può prescindere.
     
    Un tweet di incoraggiamento, come se ne trovano frequentemente
     
    Un tweet di incoraggiamento, come se ne trovano frequentemente
     
    Sperimentare per comprendere
     
    Tale condizione vale per tutti i media personali e gli altri strumenti “social” di comunicazione online: per capirne fino in fondo il funzionamento, non li si può soltanto teorizzare: è necessario usarli e avere un'esperienza in prima persona. Farseli raccontare e comprenderli in astratto, non è sufficiente.
    Nello specifico, quindi, prima di aprire un profilo da usare per ragioni professionali (per se stessi, per la propria azienda, per un prodotto, per un ente...), la cosa da fare è aprire un profilo personale, con il quale imparare sporcandosi un po’ le mani. Impostate tutti i settaggi principali e pubblicate qualche messaggio, simulandone un uso di reale utilità per chi vi segue. A questo punto invitate qualcuno dei vostri amici e provate a seguire altri utenti con interessi simili ai vostri, così da familiarizzare con il concetto di following e follower. Provate a partecipare a qualche conversazione, rispondendo a qualche domanda intercettata dal motore di ricerca di Twitter. Operate un retweet di un messaggio che vi ha particolarmente colpito.
    Una volta che vi siete impadroniti della comunicazione di base, organizzate il vostro profilo business, mettendovi in condizione di conversare con la comunità di Twitter, sempre consapevoli di usare un mezzo di comunicazione usato da persone, per entrare in relazione con altre persone: il linguaggio aziendale e quello pubblicitario sono banditi per definizione!
     
    La caffetteria Coffee Groundz @coffeegroundZ di Houston (USA), dopo
aver avuto un primo impulso da un cliente, oggi accetta ordini via Twitter
     
     
    La caffetteria Coffee Groundz @coffeegroundZ di Houston (USA), dopo aver avuto un primo impulso da un cliente, oggi accetta ordini via Twitter
     
    Impegnarsi per il successo
     
    Ogni volta che pubblicate un tweet dovete essere consapevoli che il sasso è lanciato e non è più possibile tornare indietro. Ciò non deve spaventarvi, né ingessare oltre modo la gestione dei messaggi: chi pubblica deve ovviamente essere autorizzato a farlo, ma non per questo dovete avere bisogno del via libera dell’amministratore delegato, dell’ufficio legale o della comunicazione esterna ogni volta che volete twittare un nuovo messaggio. Procedure snelle, in cui le decisioni sono prese a monte, si rivelano le più pratiche e vincenti.
    Impegnarsi significa inoltre sapere che una volta aperto un profilo, la cosa peggiore che potrete fare nel corso della sua vita, è di abbandonarlo. Un presidio si dimostra tale se non viene mai lasciato a se stesso: sui siti web non aggiornati non crescono le ortiche, ma uno spazio virtuale non curato ha effetti ben più gravi di qualche erbaccia sul giardino che circonda i vostri uffici. Per non correre questo rischio – uno dei casi più frequenti di insuccesso per le aziende che si affacciano sul web sociale – è bene avere ben presente che la costruzione o la gestione di una community, non solo su Twitter, richiede un investimento certo in termini di tempo dedicato, energie del personale, contenuti da produrre, relazioni da curare, in un’ottica di lungo periodo.
     
    L’hotel nell’esempio non aggiorna Twitter da mesi. Forse non avrebbe neanche dovuto aprire il profilo, visto l’esito negativo
     
     L’hotel nell’esempio non aggiorna Twitter da mesi. Forse non avrebbe neanche dovuto aprire il profilo, visto l’esito negativo
     
    Se credete di non avere una sufficiente confidenza con la piattaforma, il tempo necessario per apprenderne i rudimenti e per integrarla nella quotidianità del vostro lavoro o se ritenete indispensabile poter riscontrare un ritorno economico immediato, misurato secondo le metriche tradizionali, forse Twitter non è ancora lo strumento giusto per voi. Twitter è capace di generare profitti, diretti e indiretti, per molte attività professionali, ma per trarne il massimo richiede un impegno non banale, almeno in fase di avvio. Non dimenticatelo.
     
    Strategia, per partire col piede giusto
     
    Scrivere un messaggio di 140 caratteri non è difficile. Cercare allo stesso tempo di rendere quel messaggio funzionale al perseguimento di una strategia e di un obiettivo, lo è un po’ di più. Per questo è bene soffermarsi a ragionare un momento (e anche qualche minuto in più!) prima di cominciare a scrivere.
    Quali obiettivi volete raggiungere? Quale gruppo di utenti avete interesse a individuare, per cercare di coinvolgerli e avviare una conversazione pubblica? Quali risorse interne avete a disposizione, appassionate all’argomento, da coinvolgere nella gestione del profilo? Quali regole stabilire, per definire i confini entro i quali muoversi, con responsabilità chiare e riconoscibili? Su quali contenuti fare leva per attrarre l’attenzione dei nostri interlocutori?
     
    Il Governo inglese ha redatto un documento ufficiale per l’uso di Twitter da parte dei ministeri
     
    Il Governo inglese (@downingstreet) ha redatto un documento ufficiale (http://ow.ly/19Zm0) per l’uso di Twitter da parte dei ministeri (http://ow.ly/19ZjD).
     
    Se avete riflettuto a sufficienza su queste domande, tanto da avere alcune idee per dare delle prime risposte, probabilmente siete pronti ad avviarvi sulla giusta strada, senza il rischio di dovervi poi fermare a metà, vittime di un imprevisto che potevate invece facilmente prevedere e prevenire.
     
    Costanza e frequenza
     
    Twittare bene e twittare spesso. Potrebbe essere sintetizzato così un altro aspetto chiave da considerare nell’approccio a Twitter. L’immediatezza e la brevità dei messaggi fanno sì che partecipare con qualche messaggio alla settimana o anche con un solo un messaggio al giorno, potrebbe non essere sufficiente. Certo, meglio non pubblicare nulla, se non si ha nulla da dire, piuttosto che scrivere inutili banalità. In ogni caso è opportuno stabilire un piano editoriale, non necessariamente da perseguire con pignoleria, con il quale organizzare i contenuti da pubblicare, lasciando comunque spazio alla conversazione estemporanea, ma pur sempre in tema, e alla segnalazione scoperta casualmente.
    Non per tutti è auspicabile la stessa intensità di pubblicazione e relazione. La cosa importante è mantenere un ritmo costate nel tempo, tanto da non generare false aspettative in chi ci segue. Se la vostra frequenza di pubblicazione è plurisettimanale, mantenetela tale per tutto il tempo, avvisando preventivamente i vostri follower di eventuali periodi di non aggiornamento.
     
    Dell è una delle aziende modello su Twitter. Non perde un colpo dal maggio del 2007, data di apertura di uno dei primi profili
     
    Dell è una delle aziende modello su Twitter. Non perde un colpo dal maggio del 2007, data di apertura di uno dei primi profili (@delloutlet)
     
    Essere attivi più volte al giorno, tutti i giorni, per poi sparire per settimane intere senza un aggiornamento e senza spiegazioni del perché il profilo non abbia contributi, è quanto di più spiacevole possa capitare nella gestione di un profilo per fini professionali, perché tale comportamento risulta poco professionale.
    La costanza è la virtù fondamentale per ogni attività svolta con i social media e con Twitter. Se, per ragioni varie, sappiamo già di non poter garantire continuità al profilo, forse è meglio riflettere molto bene sulla opportunità di avvalerci di Twitter per raggiungere i nostri obiettivi in termini di comunicazione e di promozione: l’effetto “abbandono” potrebbe generare più danni dei benefici raccolti fino a quel momento.
     
    Dare per ricevere
     
    Se, nonostante tutto, pensate di usare Twitter come un canale pubblicitario aggiuntivo, nel quale riversare messaggi promozionali tradizionali, è probabile stiate perdendo il vostro tempo e i vostri soldi. La pubblicità non è il contenuto che maggiormente interessa il vostro pubblico. Mettetevi nei panni del vostro cliente ideale. Quali sono i temi che lo interessano di più? Che cosa lo emoziona? Che cosa potrebbe soddisfare i suoi bisogni informativi? Come potete conquistare la sua fiducia e acquisire autorevolezza nei suoi confronti?
    La risposta più credibile e auspicabile a queste domande sta nei contenuti originali e di qualità, pubblicati in varie forme: un vostro articolo pubblicato su uno spazio dell’azienda, un link a un blog terzo specializzato, un video di una conferenza in tema appena pubblicato online o magari un vostro commento su un tema di attualità. Che cosa ottenete in cambio dalla pubblicazione di questi contenuti? Apparentemente nulla. In realtà state perseguendo, più o meno consapevolmente, una strategia volta ad attrarre spontaneamente clienti interessati a voi e ai vostri servizi. Tutto ciò si definisce inbound marketing, ovvero l’arte del marketing che non promuove direttamente i suoi servizi, cercando un cliente, ma produce contenuti di qualità (con blog, ebook gratuiti, seminari via web, video e altro) che attraggono un pubblico selezionato, che chiederà informazioni sui servizi stessi.
     
    L’agenzia americana Hubspot ha creato una lista di utenti Twitter esperti nell’inbound marketing
     
     
    L’agenzia americana Hubspot (@hubspot) ha creato una lista di utenti Twitter esperti nell’inbound marketing (http://ow.ly/19ZMi)
     
    Nei social network questa è la strategia che restituisce i maggiori risultati, fondata su un rapporto, da persona a persona basato sulla fiducia e sull’autorevolezza conquistata con i propri contenuti pubblicati online, giorno dopo giorno. Un metodo che non nasce certo con Internet, ma che si fonda sull’economia del dono, teoria economica alla base di molti comportamenti che ritroviamo nella vita sulla rete. I contenuti generati dagli utenti – alla base del successo di molti servizi, Twitter incluso, senza che chi li produce percepisca o voglia percepire un guadagno diretto per il proprio lavoro – sono uno degli esempi di un fenomeno vasto quanto complesso e articolato.

    In partnership con
    Hoepli Editore
     
    Il libro
    Comunicare con Twitter
     
    Comunicare con Twitter
    Twitter si è affermato in pochi anni come sinonimo di comunicazione e di conversazione in tempo reale in rete. Messaggi di 140 caratteri, sintetici quanto carichi di significato, capaci di trasmettere con rapidità notizie, stati d'animo, opinioni o testimonianze su fatti o eventi che accadono in questo istante, in ogni parte del mondo. Per comunicatori, aziende, giornalisti, professionisti o semplici cittadini, Twitter è il modo più semplice per essere sempre aggiornati, dal computer o dal telefono cellulare, su cosa sta succedendo nel mondo, attraverso il filtro costituito da persone, testate giornalistiche, aziende o istituzioni che godono della nostra fiducia e attenzione.

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    L’autore
    Luca Conti scopre Twitter nel 2006 ed è il primo giornalista a scriverne sulla stampa italiana, nel gennaio 2007, in un articolo per Il Sole 24 Ore. Nel gennaio del 2008 è stato intervistato dal Tg3 per spiegare cosa fosse Twitter, nel primo servizio della TV italiana dedicato all'argomento. Da allora segue il fenomeno con interesse, studiandone la sua continua evoluzione. Consulente per l'uso avanzato dei social media in chiave marketing e comunicazione, collabora e ha collaborato con Nova24 del Sole 24 Ore sul tema community e rapporto con le aziende, Rai News 24, Buzzparadise, Mediaset, Liquida, Webank, Vodafone. Cura numerosi blog, tra i quali quello che lo ha fatto conoscere al grande pubblico: Pandemia.info. Ha insegnato Web 2.0 e nuovi indirizzi della rete presso le Università di Urbino e Macerata. Su Twitter condivide segnalazioni di notizie e siti, imparando ogni giorno qualcosa di nuovo.
     
     
 

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