Start up innovative, estesa la platea dei beneficiari
 

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    Start up innovative, estesa la platea dei beneficiari

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    01:34 AM

    Con la conversione in legge del dl 179/2012, il cosiddetto decreto crescita 2.0, il nuovo strumento agevolativo delle start up innovative allarga il suo raggio di azione e diviene più appetibile. Semaforo verde anche alle imprese che non hanno la titolarità dell'invenzione, anche se ne sono solo depositarie, e alle imprese che non svolgono in via esclusiva lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Rispetto al decreto legge, in sede di conversione la legge 17 dicembre, n. 221 prevede dei requisiti di accesso meno restringenti e permette un accesso facilitato al credito di imposta per l'assunzione di personale qualificato.
     
    Chi può definirsi «start up innovativa». Una società di capitale, che può essere costituita anche in forma cooperativa, che possiede contemporaneamente una serie di requisiti. Il primo di questi, è che i soci persone fisiche devono detenere al momento della costituzione e per i successivi 24 mesi, la maggioranza delle quote o azioni rappresentative del capitale sociale e dei diritti di voto nell'assemblea ordinaria dei soci. Precedentemente questo requisito non era limitato solo ai primi 24 mesi. Può essere definita start up innovativa anche una impresa già costituita se svolge attività d'impresa da non più di quarantotto mesi e ha la sede principale dei propri affari e interessi in Italia. Per restarlo, a partire dal secondo anno di attività, il totale del valore della produzione annua, così come risultante dall'ultimo bilancio approvato entro sei mesi dalla chiusura dell'esercizio, non deve essere superiore a 5 milioni di euro.
     
    La nuova impresa deve avere come oggetto sociale prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico. Nella versione prevista dal decreto legge, la società doveva avere in via esclusiva questo oggetto sociale.
    Inoltre, per potersi definire una start up innovativa, l'azienda deve possedere almeno uno dei seguenti tre requisiti: le spese in ricerca e sviluppo deve essere uguale o superiori al 20% del maggiore valore fra costo e valore totale della produzione della start up innovativa. Prima questa percentuale era pari al 30%. In alternativa almeno un 1/3 della forza lavoro impiegata dall'azienda deve essere in possesso di titolo di dottorato di ricerca o svolgere un dottorato di ricerca presso un'università italiana o straniera, oppure in possesso di laurea e che abbia svolto, da almeno tre anni, attività di ricerca certificata presso istituti di ricerca pubblici o privati, in Italia o all'estero. Altra possibilità può essere data dal fatto che l'azienda sia titolare, depositaria o licenziataria di almeno una privativa industriale relativa a una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale direttamente afferenti all'oggetto sociale e all'attività d'impresa. Anche in questo ultimo caso la normativa nella sua stesura definitiva ha allargato il campo inserendo la possibilità, di rientrare nella definizione di start up innovativa, anche alle imprese che fossero anche solo depositarie dell'invenzione industriale.
     
    Benefici fiscali spettanti. Chi investe nelle start up innovativa, sia persona fisica che società può usufruire di benefici fiscali, per gli anni 2013, 2014 e 2015. Le persone fisiche socie possono usufruire di una detrazione dall'Irpef di un importo in euro pari al 19% del capitale sociale investito nella start up. L'investimento massimo detraibile per ciascun periodo di imposta è pari a 500 mila euro e deve essere mantenuto per due anni. L'eventuale ammontare in eccedenza può essere riportato anche nei periodi di imposta successivi, entro massimo il terzo anno successivo.
    Le imprese socie, invece, possono beneficiare di una deduzione dal reddito imponibile del 20% della somma investita. L'investimento massimo deducibile per ciascun periodo d'imposta è pari a 1,8 milioni di euro e deve essere mantenuto per almeno due anni.
    Altre agevolazioni dirette alle start up innovative consistono nella possibilità di raccogliere capitale di rischio tramite portali online (crowdfunding) e la possibilità di accedere gratuitamente e in maniera semplificata al Fondo centrale di garanzia. Quest'ultima facilitazione sarà resa operativa tramite decreto di natura non regolamentare del ministro dello sviluppo economico, di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze.
     
    Credito di imposta al 35% per l'assunzione di personale altamente qualificato. Più facile per le start up innovative accedere al credito di imposta per l'assunzione di personale altamente qualificato. Le start up innovative, rispetto alle altre imprese avranno il vantaggio di poter utilizzare il credito di imposta anche per personale assunto con contratto di apprendistato, non saranno assoggettate alle regole sui controlli da parte di un revisore contabile, godranno di modalità di presentazione della domanda semplificate, inoltre saranno destinatarie in via prioritarie dei fondi stanziati per questa misura, fermo restando la quota riservata alle imprese colpite dal sisma del maggio 2012.

     



    ©Riproduzione riservata
     

    a cura di Roberto Lenzi 


     
 

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