
Lo studio di fattibilità (Business Plan) rappresenta in definitiva un quadro degli effetti economici, finanziari e patrimoniali di un progetto aziendale, come la creazione di un impianto, un investimento finanziario, il lancio di un nuovo prodotto, l’avvio di una campagna commerciale.
In tal senso è di solito concepito come supporto per l’avvio di una nuova impresa (progetto start up).
Troppo spesso, infatti, decisioni assunte senza considerare le implicazioni a medio e lungo termine provocano inefficienti allocazioni delle risorse, elevati costi di implementazione, circostanze che costituiscono la base degli insuccessi e della mortalità precoce delle iniziative economiche.
In tale ambito il business plan non garantisce certo il successo, ma può assolvere un ruolo importante e costituire una valida occasione di riduzione dei margini di rischio, oltre che di guida operativa.
Tuttavia limitare la sua funzione esclusivamente alla nascita di una nuova impresa è senza dubbio riduttivo.
A cosa serve un business plan
Infatti, un business plan puo` essere impiegato anche per investire in un’azienda gia` esistente (progetto on going) e non necessariamente nuova.
In altri casi lo scopo puo` essere semplicemente quello di analizzare e disegnare le vie di sviluppo e consolidamento di un’impresa, accedere al credito bancario, concorrere a bandi di finanziamento ed agevolazioni pubbliche, promuovere nuovi rapporti commerciali, ottenere certificazioni di qualita` o ambientali, riformare l’azienda mediante iniziative legate ad accordi di ristrutturazione dei debiti, piani di risanamento, concordati.
In relazione alla diversa finalita` , il piano presentera` contenuti e strutture specifiche, cosı` come, anche la natura del destinatario dello studio potra` essere determinante, se interno all’azienda od esterno.
Contenuto e struttura
Si esamina brevemente le fattispecie enunciate e come il business plan debba accordarsi per contenuti e struttura alle diverse finalità:
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Promuovere una nuova iniziativa d’impresa. E` il caso classico e forse piu` comune, anche se spesso connesso anche ad opportunita` di finanziamento pubblico o agevolazioni fiscali. In questo ambito rientra sia l’ipotesi di avviare una nuova azienda, sia quella di rilevare un’attivita` gia` esistente. In entrambi i casi e` opportuno stilare un piano di fattibilita` per verificare le reali opportunita` di business esistenti e future. |
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Investire un un’azienda esistente.E` un’altra fattispecie molto diffusa, quando un’impresa intende lanciare nuovi prodotti, rivolgersi ad altri mercati, potenziare la propria capacita` produttiva. Occorrera` valutare la coerenza del progetto con le strategie generali e preesistenti, la fattibilita` di mercato e quindi tecnica ed economica dell’iniziativa. |
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Analizzare le vie di sviluppo dell’azienda. In questo caso il business plan riveste, piu` tipicamente, natura di uno studio strategico, gestionale, organizzativo e quindi economico, patrimoniale e finanziario dell’azienda, al fine di capire quali potranno esserne le dinamiche future. Il piano sara` quindi rivolto alla stessa impresa per renderne piu` efficiente la programmazione delle attivita` . |
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Accedere al credito. La finalita` del piano e` in questo caso orientata soprattutto ad ottenere finanziamenti, sia correnti sia consolidati, da banche e istituti di credito. Sara` quindi piu` centrato sulle tematiche patrimoniali e finanziarie e sulla capacita` di rimborso dell’azienda. |
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Richiedere finanziamenti e agevolazioni pubbliche. Anche questo e` un caso molto diffuso che spinge, per necessita` , le aziende a redigere un business plan, in quanto requisito per accedere al bando. Il format del piano e` spesso fornito dagli stessi enti ed e` piuttosto rigido (pensiamo alle varie leggi 488, all’imprenditoria giovanile, femminile, ecc.). |
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Ricercare nuovi soci e partnership. Questo e` il campo della ricerca di finanziamenti a titolo di rischio o degli accordi di partnership, quali fusioni, joint venture, creazioni ed adesioni a consorzi, reti di franchising, ecc. In questo caso, l’orientamento del piano, tipicamente rivolto all’esterno dell’impresa, avra` lo scopo di valutare le opportunita` dell’iniziativa, le ricadute strategiche, gestionali e di struttura, favorire l’ingresso di nuovi soci, coinvolgere anche enti pubblici, economici e territoriali. |
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Conseguire certificazioni di qualita` e ambientali. Per molte aziende, negli ultimi anni, e` diventato essenziale aderire ai vari standard di qualita` ISO 9000, ISO 14000, ecc., anche per dimostrare la propria attenzione alle tematiche ecologiche e di sviluppo sostenibile. L’adesione a certi standard puo` pero` presentare ricadute industriali e commerciali pesanti; in tale ambito il business plan serve non solo per ottenere la certificazione, ma forse, soprattutto, per verificarne gli impatti a livello economico, finanziario e patrimoniale. |
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Ristrutturazioni legate a situazioni di crisi. Le di strategie di risanamento possono essere svariate, in funzione delle diverse situazioni di crisi da superare e delle opportunita` , dei vincoli, delle minacce che l’ambiente esterno tende a presentare. Una classificazione delle suddette strategie e` possibile in relazione alla tipologia di crisi che esse intendono superare: riconversione produttiva, riorientamento strategico, ridimensionamento e sviluppo dimensionale, ristrutturazione organizzativa e tecnico-operativa. Tali interventi possono poi collocarsi anche negli istituti previsti dalle modifiche recenti della Legge Fallimentare, che prescrivono la redazione di progetti nei seguenti casi: accordi di ristrutturazione dei debiti, piani di risanamento, nuovo concordato preventivo. Un piano di questa indole si manifestera` con caratteri trasversali, avendo alcuni elementi tipici sia dello start-up sia dell’on-going, a seconda dei casi, in particolare se vi sono forti cambiamenti con contemporanei sviluppi di nuove iniziative, e con un attenzione specifica per l’analisi delle motivazioni che hanno generato la crisi. Essendo spesso redatti per richiedere nuovi finanziamenti o rimodulazioni del credito bancario e industriale, tali piani dovranno essere molto dettagliati da un punto di vista finanziario, esprimendo la capacita` di rimborso dell’azienda e il complesso dei debiti esistenti e da attivare. |
A prescindere dallo scopo, esiste un contenuto comune che un piano di fattibilità deve tendere a presentare? Il business plan, a motivo della natura stessa d’impresa, coinvolge spesso varie figure professionali, quali economisti industriali, analisti di mercato e finanziari, ingegneri e consulenti vari per specifiche analisi.
Si parlerà , pertanto, di fattibilità di marketing, di fattibilità tecnica e di fattibilità organizzativa, per indicare la praticabilità operativa del progetto nelle relative aree. La determinazione dell’oggetto e delle finalità del business plan non e` sufficiente, pero` a permettere la redazione del relativo piano.
E` necessaria una scaletta che guidi l’analista nella raccolta dei dati, nel commento, nell’organizzazione del documento.
Un buon format potrebbe essere il seguente:
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Sommario |
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Descrizione Azienda/Progetto |
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Fattibilità di Marketing |
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Fattibilità Tecnica |
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Fattibilità Economico-Finanziaria |
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Fattibilità Organizzativa |
Sommario
Nella parte introduttiva - Sommario - e` opportuno indicare le principali informazioni come la denominazione dell’azienda, le finalità del piano, i destinatari, la sua struttura e anche sintetizzarne i contenuti; si tratta di una parte che deve riportare in modo sintetico i dati salienti di carattere economico-finanziario e le strategie per la realizzazione degli obiettivi.
Descrizione Azienda progetto
Nella parte Descrizione Azienda/Progetto si possono inserire le informazioni relative alla struttura proprietaria, alla localizzazione produttiva e commerciale e alle performance storiche in caso di un’azienda on-going, la mission aziendale, gli obiettivi economico-finanziari.
Fattibilità di marketing
Nella successiva sezione - Fattibilità di marketing - puo` essere svolta un’ampia disamina di tutti gli aspetti di mercato e ambientali connessi al business; tali sezioni sono il serbatoio informativo che dovrà guidare l’analista nella successiva definizione delle strategie di marketing.
In questa sezione deve prendere corpo tutto l’impianto progettuale in merito ai mercati da aggredire, i prodotti da offrire, le modalità di collocamento commerciale.
Fattibilità tecnica
Segue quindi una terza parte – Fattibilità tecnica - in cui devono essere esposte le principali tematiche connesse con lo sviluppo operativo del progetto, le tipologie di investimento e il loro ammontare, i processi tecnologici e produttivi da adottare, i modelli di rapporto con fornitori e distributori.
Start-up
In caso di Start-up, prende corpo in tale sezione la descrizione delle principali spese necessarie alla partenza dell’iniziativa e delle fonti finanziarie necessarie.
Fattibilità economico finaziaria
Segue infine una quarta finale - Fattibilità economico-finanziaria - in cui le strategie devono essere raccordate con i volumi di vendite e di profitto desiderati, le necessità di pareggio economico, la struttura dei margini di contribuzioni ai vari livelli, le risultanze delle analisi per ratios e per settore, al fine di testare la convenienza dell’iniziativa.
Fattibilità organizzativa
Quindi il piano deve proseguire con una parte - denominata Fattibilità organizzativa - nella quale devono essere indicati tutti i programmi necessari alla realizzazione delle strategie - risorse tecniche, economiche, finanziarie e umane, fasi, tempi - e le modalità di controllo ritenute piu` opportune per seguire i processi attivati. Dovrà quindi essere delineata la struttura organizzativa, le responsabilità , le vie di coordinamento.
Piano di emergenza
Come ultimo step e` preferibile, almeno per grandi linee, prevedere un piano di emergenza da implementare in caso di andamenti poco soddisfacenti o gravi difficoltà che richiedano un intervento pronto e determinato di riassetto.E` evidente che il format presentato sia comunque indicativo: in base alle circostanze alcune parti potranno essere omesse, altre aggiunte o comunque occorrerà dare maggiore spazio ad alcuni aspetti, adombrando taluni altri In genere, e` importante organizzare prima il materiale tabellare e numerico, produrre quindi i relativi grafici e poi procedere al commento testuale; la parte quantitativa del piano costituisce le fondamenta per ogni possibile speculazione analitica e strategica.
Autore: Antonio Ferrandina
Fonte: PMI - Ipsoa Editore, n. 1/2010