Apprendistato tra incentivi normativi ed economici

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Apprendistato tra incentivi normativi ed economici

Apprendistato tra incentivi normativi ed economici

Il legislatore ha da sempre incentivato l’utilizzo dell’apprendistato con norme che si sono succedute nel tempo a formare il quadro complessivo attuale che è costituito da incentivazioni normative ed economiche che di seguito sinteticamente illustreremo.

Le incentivazioni di cui sotto si applicano sia ai contratti di apprendistato per la qualifica o il diploma professionale, che per quello professionalizzante e di mestiere (salvo che l’assunzione riguardi lavoratori iscritti alle liste di mobilità per i quali vige l’agevolazione prevista per chi genericamente assuma lavoratori iscritti nelle suddette liste) che per quello di alta formazione.

Incentivi normativi

Recesso libero

Il primo è rappresentato dalla previsione che, pur essendo il contratto di apprendistato un contratto a tempo indeterminato, così come definito dal testo unico, e quindi non risolvibile nel corso della sua durata se non per giusta causa o giustificato motivo, al termine del periodo di formazione esso può essere risolto dal datore di lavoro con il solo rispetto dei termini di preavviso contrattualmente previsti (preavviso che decorre dal termine del periodo formativo) senza necessità di motivare il recesso.

Computo

In via generale i lavoratori assunti con contratto di apprendistato sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l'applicazione di particolari normative e istituti.

Tuttavia singole disposizioni di legge o di contratto collettivo possono prevedere che a determinati fini si computino anche gli apprendisti per determinare le dimensioni occupazionali dell’impresa

Incentivi economici

Retribuzione

Il primo riguarda la riduzione della retribuzione dell’apprendista.

Infatti il testo unico affida ai contratti collettivi nazionali la possibilità di prevedere, in alternativa:

  • di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante, in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro, ai lavoratori addetti a mansioni o funzioni che richiedono qualificazioni corrispondenti a quelle al conseguimento delle quali è finalizzato il contratto
  • di stabilire la retribuzione dell'apprendista in misura percentuale e in modo graduale all'anzianità di servizio.

E’ da notare che il concetto della gradualità, stante la dizione letterale della norma sembra attinente solo alla seconda ipotesi. Tuttavia occorre rammentare che molti contratti collettivi nazionali hanno introdotto uno sviluppo di livelli di inquadramento anche nel primo caso.

Contribuzione

L’agevolazione economica più rilevante è però quella inerente il regime contributivo degli apprendisti sensibilmente ridotto rispetto alla generalità dei lavoratori.

Sotto questo profilo occorre distinguere, in quanto percettori di agevolazioni diverse i datori di lavoro che occupano almeno 10 dipendenti da quelli che occupano fino a 9 dipendenti pei quali è previsto un regime ancora più favorevole seppure differenziato nel tempo.

Datori con 10 dipendenti ed oltre

Per tali datori il beneficio consiste nel fatto che i contributi previdenziali a carico del datore sono:

  • il 10% della retribuzione mensile per tutta la durata del periodo di apprendistato;
  • il 10% della retribuzione mensile per ulteriori dodici mesi in caso di conferma la termine del medesimo.

Tuttavia per effetto della definizione del contratto di apprendistato come contratto a tempo indeterminato ad esso si applica dal 1 gennaio 2013 anche l’aliquota contributiva a carico del datore di lavoro per il finanziamento della Assicurazione Sociale per l’Impiego (Aspi) pari al 1,61%.

Ne consegue che l’ aliquota contributiva in atto è la seguente del 11.61%

Nel caso di passaggio in qualifica per conferma da parte di azienda sopra i 9 dipendenti rientrante nel campo di applicazione delle norme sulla CIG straordinaria la tabella verrà modificata nel senso che il contributo a carico del datore per i dodici mesi successivi verrà incrementato dello 0,30%

Datori fino a 9 dipendenti

Per i datori di lavoro che occupano fino a 9 dipendenti occorre avere presenti due distinti regimi di agevolazione derivanti dalla data di stipulazione del contratto di apprendistato.

Per gli apprendisti assunti fino al 31 dicembre 2011 le aliquote agevolate a carico del datore di lavoro sono:

  • 3,11% per il primo anno
  • 4.61% per il secondo anno
  • 11.615 per gli anni successivi

Per gli assunti dal 1 gennaio 2012 e fino al 31 dicembre 2016 le aliquote contributive sono:

  • 1,61% per i primi tre anni
  • 11,61% per gli anni successivi

A far data dalle assunzioni che interverranno a far data dal 1 gennaio 2017 (a legislazione invariata) le aliquote torneranno ad essere:

  • 3,11% per il primo anno
  • 4.61% per il secondo anno
  • 11.615 per gli anni successivi

Anche in questa tipologia dimensionale di azienda nel caso di passaggio in qualifica per conferma da parte di azienda rientrante nel campo di applicazione delle norme sulla CIG straordinaria la tabella verrà modificata nel senso che il contributo a carico del datore per i dodici mesi successivi verrà incrementato dello 0,30%

Assicurazione infortuni

Il premio per l’assicurazione infortuni sul lavoro e malattie professionali per gli apprendisti, nella misura dello 0,30%, è compreso nelle aliquote sopra indicate e riscosso dall’INPS senza oneri dei datori di lavoro nei confronti dell’INAIL

Agevolazione apprendisti

Anche la retribuzione dell’apprendista viene agevolata perché l’aliquota contributiva a suo carico è, in tutti i casi, del 5,84%.

Finanziamento della formazione

Anche su questo versante è possibile per le aziende accedere a fonti di finanziamento che pur non costituendo agevolazioni in senso proprio hanno comunque la finalità di ridurre il costo per rendere più attraente lo strumento.

Da un lato il testo unico sull’apprendistato ha previsto la possibilità di finanziamento della formazione degli apprendisti da parte dei fondi interprofessionali di cui di cui all'art. 118 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 e all'art. 12 del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 e successive modificazioni anche attraverso accordi con le regioni.

Dall’altro alcune regioni, nell’ambito delle loro prerogative autonome in materia di formazione, hanno deliberato che la formazione trasversale e di base per l’apprendistato professionalizzante e di mestiere sia finanziata dalla regione. Si rinvia per questo aspetto alle specifiche regolamentazioni regionali.

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di Mario Giudici

da Il Quotidiano Ipsoa N 30/10/anno 2013

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