Interoperabilità, collaborazione e sicurezza

Tre pilastri per l’e-government

Dopo l’entrata in vigore della normativa sul protocollo informatico e la direttiva sulla posta certificata, il confronto pubblico e l’approfondimento delle regole condivise per la buona riuscita degli obiettivi del Piano nazionale di eGovernment si fanno più serrati. Da una parte il legislatore sta operando per dare norme oggettive, dall’altra i fornitori, i solution provider e i partner stanno lavorando per fornire la migliore assistenza alle amministrazioni locali. Sullo sfondo nascono e si sviluppano tematiche trasversali che riguardano la filosofia generale degli interventi e le tutele che si ritiene siano necessarie adottare per garantire uno sviluppo solidale ed equilibrato. In questo contesto, Microsoft Italia è da tempo impegnata su più fronti per garantire questi obiettivi, sostenendo lo sviluppo locale e promuovendo regole condivise e soluzioni trasparenti. Come sostiene Andrea Valboni, Technology Officer Public Sector di Microsoft Italia, “la società ha posto tre principi fondamentali nello sviluppo delle attività del Public Sector di Microsoft: la collaborazione con Cnipa e gli organismi deputati alla definizione degli standard, l’adozione di politiche di sostegno per l’interoperabilità dei sistemi, favorendo dunque il riuso del software nella P.A., e il focus continuo sui temi della sicurezza informatica”.

In quest’ultimo ambito Microsoft ha sviluppato – nel contesto del programma Trustworting Computing – una serie di soluzioni (come per esempio, Microsoft Systems Management Server 2003 o gli Update Services) che permettono di distribuire applicazioni, gestire gli asset IT, installare le patch di sicurezza o componenti aggiornate in modo semplice, facilitando il lavoro degli amministratori di sistema. La sicurezza non riguarda soltanto la prevenzione di attacchi, ma anche e soprattutto la stabilità dei sistemi”, continua Valboni. “È necessario che anche nel settore pubblico ci sia la cultura dell’aggiornamento. Stare al passo con le migliorie applicative è, infatti, necessario per rendere sicuri i servizi al cittadino”.

Per sostenere questa filosofia Microsoft Italia ha deciso di collaborare con Cnipa per la costituzione di un nuovo ente dedicato alla gestione della sicurezza informatica nella P.A. A fianco del supporto già dato con l’eGovernment Security Program, in vista c’è la costituzione di un tavolo operativo per garantire ai centri regionali e territoriali assistenza e consulenza in materia di sicurezza informatica.

Un secondo pilastro dell’e-government, secondo Microsoft, è quello dell’interoperabilità: “Microsoft riconosce l’importanza della portabilità applicativa, dell’interoperabilità e del riuso. A questo fine rende disponibili in modo sistematico informazioni tecniche chiave e partecipa attivamente ai lavoro di numerosi enti, comitati e consorzi di standardizzazione”.

Alla disponibilità del codice, secondo Microsoft, deve essere affiancata la creazione coordinata e la condivisione di standard. Per questo, ha recentemente rilasciato gli schemi XML di Word 2003, Excel 2003 e InfoPath 2003 senza royalty. “Per parlare correttamente di riuso, è necessario partire dalle soluzioni multipiattaforma e dalla neutralità informatica. Questi sono i reali presupposti per utilizzare a livello territoriale il software condiviso e adattarlo ai bisogni concreti”.

Per ottenere una reale interoperabilità, secondo Andrea Valboni, si deve procedere cioè come per gli standard consolidati e oggi in uso come Http, Soap, SSL: “Serve un lavoro dal basso, che sulla base delle esigenze reali e concrete porti alla definizione di schemi aperti, comuni e condivisi, per esempio ‘di formato’ sui documenti della P.A. come è stato fatto nel Regno Unito con il sito governativo www.e-envoy.gov.uk, che condivide schemi per ogni tipologia di documento. Microsoft è impegnata per portare chiarezza in questo ambito e supporta tutte le iniziative di università, associazioni o partner rivolte alla definizione di strumenti per l’interoperabilità”.

A completare le iniziative, un altro impegno di Microsoft è quello intrapreso per il rispetto della privacy, richiesto anche in ambito pubblico dalla nuova normativa entrata in vigore a gennaio. Per aiutare la P.A. a rendere i propri servizi conformi alla legge Microsoft sta lavorando alla definizione di un “Libro Bianco” sulla privacy nell’information technology: “Dal punto di vista tecnologico – conclude Valboni – siamo già in grado di garantire i livelli giusti di autorizzazione all’accesso dei dati o la protezione del sistema su cui risiedono. Si tratta soltanto condividere questo know how, offrendo formazione e assistenza”.


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