Cucine Lube: Hyper-V e la virtualizzazione Server Farm

Data di pubblicazione: 2011

Le esigenzeTop

L'azienda CUCINE LUBE ha subito nel tempo una continua crescita che ha causato un aumento graduale dei servizi informatici e, quindi, dei relativi server. Il numero dei server fisici catalogabili come "critici" per l'azienda, infatti, era aumentato in modo esponenziale e il carico di lavoro dei tecnici, che dovevano garantire continuità di servizio 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, era altissimo. Quindi, fare manutenzione alle macchine assicurando allo stesso tempo un eventuale ripristino dei sistemi era diventato veramente critico. Altro aspetto, non meno importante, era lo spazio fisico che le macchine server fisiche richiedevano, oltre al relativo consumo energetico.

La soluzioneTop

Per questi motivi, Cucine Lube ha realizzato un cluster Hyper-V con due nodi Windows 2008 R2 Enterprise Edition su server blade IBM. Ciascun nodo ha a disposizione uno storage locale (con tecnologia boot on SAN) per il sistema operativo e tre storage condivisi da 250 GB ciascuno configurati come Cluster Storage Volume su SAN IBM in fiber channel. L'amministrazione del cluster e delle macchine virtuali è demandata a System Center Virtual Machine Manager 2008 R2. Tale software permette, grazie alle tecnologie di Live Migration, Quick Migration e Quick Storage Migration di intervenire tempestivamente sulle macchine virtuali.
Con Live Migration infatti, l’azienda riesce a spostare senza particolari disservizi le macchine virtuali ospitate in un nodo verso l’altro, per motivi di ricollocazione temporanea (per manutenzione o applicazione delle patch su un server) o per spostare tali macchine in modo da bilanciare equamente il carico di lavoro sui nodi.
Con Quick Migration, invece, l’azienda può spostare le macchine virtuali, previo salvataggio dello stato di macchine virtuali, e quindi la loro non disponibilità crea disservizio all’azienda.
Grazie alla tecnologia di Quick Storage Migration l’azienda può importare ed esportare le macchine virtuali da una LUN all’altra, ma anche dai server Hyper-V di test dove vengono preparate le macchine virtuali dall’ambiente di laboratorio e poi spostate nell’ambiente di produzione.
Altra caratteristica interessante consiste nella possibilità per gli amministratori di accedere alle macchine virtuali attraverso il portale HTTPS di SCVMM 2008, pubblicato su Internet, senza la necessità di avere una VPN aziendale.
Infine, SCVMM 2008 R2 è stato utilizzato per la migrazione, attraverso l’uso dello strumento di conversione Physical to Virtual, dei server di produzione fisici che l’azienda possedeva, non rendendo necessaria la reinstallazione di applicativi e la relativa riconfigurazione dei server virtuali.

I beneficiTop

L'adozione di un sistema di virtualizzazione come Hyper-V, ha permesso all’azienda di centralizzare i servizi informatici vitali per la sua vita quotidiana e per quella della produzione, staccandosi dalla criticità dell'hardware (Hyper-V su IBM Blade). Questa soluzione l’ha anche sollevata dal gestire backup e immagini di sistema in modo disomogeneo sfruttando caratteristiche interessantissime quali il Bar Metal, il Live Migration e snapshot sulle singole macchine virtuali. Inoltre, la stessa ha risolto la problematica dello spazio per la collocazione dell'hardware e ha ottimizzato il relativo consumo energetico.


Il cliente

Case History in breve

  • Dimensione azienda: Media Azienda
  • Settore industriale: Manifatturiero
  • Scenari:
    • Virtualizzazione
  • Esigenze di Business:
    • Consolidamento e virtualizzazione
    • Efficienza e produttività
    • Ottimizzazione dei costi
  • Risparmio: Evidente risparmio, riduzione dei costi di assistenza e nei consumi energetici
  • Prodotti:
  • Regione: Marche