Passaggio al futuro: nuove soluzioni al servizio della scuola che cambia

Data di pubblicazione: 2006

Le esigenzeTop

Più aperti e orientati agli studenti e alle famiglie
Aggiungere valore all’apprendimento, innovare e cambiare la didattica avvalendosi di servizi più efficienti e orientati alle famiglie e agli studenti. Questi gli obiettivi principali della recente riforma del sistema scolastico italiano realizzata dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR).
Una grande spinta in avanti verso il rinnovamento, accelerata dalla forte evoluzione tecnologica incentrata su Internet, grazie alla quale sono nati nuovi modelli di riferimento, nuovi device, nuove opportunità. “E anche nuove esigenze”, aggiunge Alessandro Musumeci, Direttore Generale dei Sistemi Informativi del MIUR. “Che ci portano a considerare in modo diverso la nostra infrastruttura informatica, dal vecchio sistema amministrativo chiuso all’interno degli uffici verso un nuovo sistema informativo aperto alle famiglie e agli studenti, senza più limiti fisici o geografici”.
Oggi, su più di 10 mila scuole, circa il 10% sono dotate di reti wireless, e ci sono quasi 600 mila computer al servizio dell’istruzione. Se si pensa, poi, che il 70% delle famiglie con figli in età scolare possiedono PC collegati a Internet, eccoci arrivati al nocciolo della questione.
“Il processo di riforma della scuola, assieme alla rapida innovazione tecnologica in corso, ha reso ormai obsoleto il sistema informativo del MIUR, e con esso il modo di lavorare sia degli uffici amministrativi che delle scuole”, dice Musumeci. Se si guarda ai numeri del Ministero dell’Istruzione, poi, si scorge una realtà molto vasta: 815 mila docenti, 44 mila dipendenti amministrativi, più numerosi soggetti che gravitano attorno al sistema dell’istruzione.

Una svolta sulla strada dell’innovazione
Per questo il MIUR ha deciso di voltare pagina e di rivedere da cima a fondo la sua architettura elaborativa, ristrutturando completamente i sistemi informativi per adeguarli ai tempi che cambiano.
Si trattava di migliorare la qualità dei servizi offerti agli utenti interni con un’evoluzione della piattaforme di office automation e di quelle per la messaggistica e la collaborazione nel rispetto della legge 196/03 relativamente al trattamento dei dati personali. Dal punto di vista organizzativo e sistemistico era necessario creare un’anagrafica centrale delle utenze per un miglioramento della gestione dell’accesso ai servizi in rete, razionalizzando e consolidando i sistemi legacy nel quadro di un’architettura più facile da gestire e da mantenere in esercizio, tramite l’acquisizione di sistemi per il system management.
E così, nel 2002 è stata bandita una gara europea del valore di 339 milioni di euro – la gara più grande nella P.A. italiana negli ultimi 5 anni – a seguito della quale, nel 2005, il Ministero ha scelto di affidarsi a un raggruppamento di imprese composto da EDS, Accenture, Auselda ed Enel.it, chiamato a realizzare e gestire, nei prossimi 5 anni, la nuova infrastruttura tecnologica. “Il processo di trasformazione appena avviato, sebbene muova il passo da una totale rivisitazione architetturale e da un corrispondente ammodernamento dell’infrastruttura tecnologica, ha l’obiettivo di incidere radicalmente sulle prassi operative abilitando la struttura centrale a svolgere con efficacia il suo ruolo di indirizzo e governo strategico del sistema dell’istruzione, le direzioni regionali a organizzarne e verificarne l’efficienza nel territorio e gli istituti scolastici a declinare in autonomia il servizio alla comunità”, precisa Enrico Casagrande, di EDS Italia. In questo ambito la tecnologia Microsoft è stata identificata come la più rispondente alle esigenze del MIUR, con un’infrastruttura composta in particolare da Microsoft Windows Server 2003, Active Directory, Microsoft SQL Server, Windows SharePoint Services, Microsoft Systems Management Server e Microsoft Exchange Server 2003. Tutto questo a trent’anni di distanza dalla posa della prima pietra del sistema informativo, nato nell’ormai lontano 1976, quando fu installato il primo mainframe del Ministero.

La soluzioneTop

Largo ai giovani: dal vecchio mainframe al nuovo sistema informativo dipartimentale Web
“Abbandonare la vecchia architettura mainframe è stata una scelta quasi obbligata, per orientarci verso un nuovo sistema di server dipartimentali federati, più sicuri e affidabili oltre che veloci e di facile utilizzo, che si inseriscono nella rete GARR, alla quale si appoggia il sistema educativo italiano”, racconta Musumeci.
Il progetto, partito nel 2005, si concluderà nel 2007 . Nello specifico, la realizzazione prevede la revisione e il rifacimento di tutte le postazioni di lavoro a livello locale, nella parte amministrativa così come nelle scuole.
La nuova infrastruttura basata sulla piattaforma Microsoft e selezionata dopo la valutazione di soluzioni sia proprietarie sia non proprietarie, permette di assicurare l’interoperabilità tra i sistemi e di incrementarne la sicurezza interna, avvalendosi di strumenti di collaboration di ultima generazione e di una piattaforma server che utilizza standard aperti.
Aggiunge Musumeci: “Microsoft ha permesso di introdurre un sistema più robusto, in grado di assicurare la trasmissione sicura dei dati, aspetto molto importante per la privacy dei docenti e degli studenti, che prima non era adeguatamente garantita”.
In più, con Windows Server System è finalmente possibile decentrare molte operazioni importanti, che prima venivano gestite negli uffici centrali. “Un esempio per tutti: la domanda di supplenze da parte dei docenti non di ruolo, che fino a oggi veniva gestita tramite la classica raccomandata postale, da quest’anno si può fare anche via Web, attraverso una firma elettronica one-shot reperibile presso l’ufficio postale. In questo modo si velocizzano i processi e si riducono drasticamente i rischi di errori”, spiega Musumeci.

I beneficiTop

Costi dimezzati, efficienza raddoppiata: come si prepara la strada all’eccellenza
Il MIUR, per effetto delle recenti riforme, si è ormai evoluto verso nuove logiche di pianificazione e controllo, avendo a che fare con un ampio network di soggetti dotati di forte autonomia (scuole, università, enti di ricerca). Ecco perché la portata del progetto è senza precedenti. “Non si tratta solo di rivedere e gestire i processi legati alla nuova soluzione tecnologica, un lavoro già di per sé estremamente complesso e delicato, ma anche di cambiare l’impostazione organizzativa e culturale del mondo dell’istruzione, nel quale lavora circa un milione di persone”, spiega Musumeci. Che vuol dire, in poche parole, abituare gradualmente gli utenti ad abbandonare il vecchio sistema per affidarsi a nuove logiche di workflow, nell’ottica di velocizzare e rendere uniformi tutti i processi informativi. Un sistema dove la posta elettronica la fa da padrona, dove la gestione documentale in forma elettronica diventa fondamentale, e dove si lavora in tempo reale. Per questo il MIUR ha avviato, già da due anni, percorsi di formazione per i docenti e per il personale amministrativo.
Inoltre, data la mole di servizi e il numero così elevato di personale ministeriale, quello del MIUR è un caso unico nel panorama della Pubblica Amministrazione italiana. Spiega Musumeci: “Il 90% di tutti i cedolini di stipendi smistati on line nella Pubblica Amministrazione proviene dal Ministero dell’Istruzione. Il sito Internet del MIUR oscilla tra i 12 e i 14 milioni di hit al giorno, con un numero di utenti unici tra i 300 e i 500 mila, e ogni giorno una media di 4 mila docenti richiede una casella di posta elettronica”. E l’aumento dell’efficienza nei servizi riscontrata con la nuova piattaforma tecnologica si unisce alla forte riduzione delle spese. “Il passaggio dal sistema mainframe a quello dipartimentale Web ci ha permesso di dimezzare letteralmente le spese di esercizio dei sistemi informativi del Ministero, raddoppiando allo stesso tempo l’efficienza e l’efficacia dei servizi”, afferma Musumeci.

Windows Server System: un’infrastruttura sicura e affidabile per gestire la standardizzazione dei processi ed estendere il riuso nella Pubblica Amministrazione
“Standard” e “riuso”: da qui passa l’innovazione della P.A., e questi sono gli obiettivi che il MIUR può finalmente raggiungere con i nuovi sistemi informativi. Racconta Musumeci: “Grazie alla nuova piattaforma Microsoft Server System 2003, stiamo utilizzando interi pezzi di sistemi informativi già realizzati in ottica standard. Per esempio, riutilizziamo il sistema di protocollo realizzato dal CNIPA (Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione), e stiamo riutilizzando il sistema informativo del personale e quello di gestione contabile del Ministero del Tesoro, tutti sistemi realizzati per favorire la standardizzazione, l’interoperabilità e il risparmio di risorse finanziarie pubbliche”. Di recente, infatti, il MIUR ha realizzato nuove applicazioni relative all’anagrafe di edilizia scolastica, che sono state inserite nel catalogo del riuso gestito dal CNIPA. “Microsoft sta contribuendo fortemente al riuso delle soluzioni informatiche nella PA e alla creazione di standard aperti, permettendo così di incrementare l’efficacia e l’efficienza dei sistemi e dei processi, riducendo notevolmente i costi”, continua Musumeci.
L’apporto di Microsoft Windows Server System si è rivelato essenziale non solo per quanto riguarda la parte relativa alla gestione dei sistemi operativi, ma anche perché valorizza le caratteristiche dei pacchetti applicativi utilizzati dalle postazioni periferiche, come Microsoft Office System.
“Un sistema che serve quasi un milione di dipendenti, oltre che milioni di studenti, aveva bisogno di piattaforme consolidate e comprovate. Le soluzioni Microsoft sono state riconosciute dal MIUR come soluzioni ‘proved’, cioè affidabili, e al tempo stesso in grado di garantire una sicurezza maggiore e una facilità di utilizzo immediata da parte degli utenti”, afferma Musumeci.

Collaboration, interazione con il territorio, nuovi servizi on line: Microsof e MIUR insieme verso il futuro
La scelta della tecnologia Windows Server System si è rivelata anche la soluzione migliore per abilitare lo sviluppo di nuovi servizi di collaborazione e comunicazione. “Grazie agli strumenti di collaboration ad alta interoperabilità forniti da Microsoft, siamo finalmente in grado di mettere in relazione settori e persone che prima non riuscivano a parlarsi, e che oggi invece riescono a scambiarsi informazioni e dati importanti”, specifica Alessandro Musumeci.
È su questo terreno che si gioca il futuro del sistema scolastico italiano. “Una delle sfide che stiamo affrontando in questi anni, e che sarà sempre più importante nei prossimi anni, è quella legata alla collaborazione del sistema informativo del Ministero dell’Istruzione con i sistemi dell’Istruzione a livello regionale, soprattutto per quel che riguarda il canale della formazione-lavoro”, spiega Musumeci.
In questa fase di passaggio della riforma scolastica, infatti, l’interazione con il territorio riveste un ruolo particolarmente importante. Diventa essenziale, quindi, dotarsi di sistemi informativi in grado di interoperare in modo efficace e rapido per comunicare e scambiare dati nella massima sicurezza.
Windows Server System, inoltre, permette al MIUR di verificare, controllare ed eventualmente intervenire su un fenomeno di forte attualità sociale come quello della dispersione scolastica. “L’unico elemento di controllo e di verifica, qui, è proprio l’interoperabilità fra i sistemi informativi, che ci consente lo scambio di informazioni con le piattaforme regionali”, spiega Musumeci.
Senza contare che le attività del MIUR devono continuare ogni giorno a pieno regime, ragione per cui è necessario gestire vecchi e nuovi servizi in modalità di affiancamento, come quello del cedolino degli stipendi dei docenti, che oggi viene inviato sia per posta tradizionale che per e-mail. Nuovi servizi che confermano il posizionamento all’avanguardia del MIUR, in prima linea sulla strada dell’innovazione.


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