Italcementi rinnova l’infrastruttura di backup con System Center Data Protection Manager 2007

Data di pubblicazione: 2009

Le esigenzeTop

Aumentare sicurezza e disponibilità dei dati
In ciascuna delle 50 filiali italiane di Italcementi è installato un server di supporto a tutte le attività locali, ma l’aumento dei dati prodotti e scambiati con la sede centrale costituiva una criticità sul piano della protezione delle informazioni e della continuità del servizio applicativo. Ermanno Galizzi, Responsabile Gestione Operativa, descrive nel dettaglio le problematiche di backup dei dati in Italcementi e il cambiamento di scenario dopo l’adozione di System Center Data Protection Manager 2007.
“Le tradizionali soluzioni di backup su nastro hanno sempre causato difficoltà operative, in particolare all’interno di ambienti critici come le cementerie, dove possono esistere limitazioni nella fornitura dei nastri o nella connessione di rete”, afferma Galizzi. “Con il precedente sistema di backup si verificavano inoltre dei ritardi nel restore o anche l’impossibilità di recuperare i dati più recenti. Risultava infine necessario un presidio costante sui sistemi per garantire la corretta esecuzione dei backup giornalieri”.
Al fine di aumentare la disponibilità dei dati il dipartimento IT italiano di Italcementi ha inizialmente intrapreso diverse azioni tra cui la centralizzazione dei backup . La necessità di proteggere con continuità i dati di business mediante frequenti backup ha evidenziato il limite nell’automazione, nel reale supporto al disaster recovery e nell’utilizzo ottimale della capacità di storage.

La soluzioneTop

Rapida distribuzione sulle sedi locali di un sistema centralizzato con procedure di backup differenziale
Dopo una valutazione dei diversi prodotti offerti da software house specializzate, il dipartimento IT di Italcementi ha rilevato come System Center Data Protection Manager 2007 costituisse la soluzione più adatta alle esigenze di automazione, contenimento del traffico di rete e massima disponibilità dei dati di backup delle sedi periferiche. Dopo gli esiti positivi del progetto pilota il nuovo sistema basato su System Center Data Protection Manager 2007 è entrato in produzione all’interno di un’architettura sviluppata su Microsoft Windows Server. La nuova versione ha offerto anche la possibilità di un rapido backup dei dati di Microsoft SQL Server e Microsoft Exchange. L’infrastruttura di backup è configurata con Data Protection Group e con logiche di backup differenziale per ciascuna variazione sui dati prodotti dalle sedi periferiche. I 50 server di zona sono connessi al data center di Bergamo per effettuare tre sincronizzazioni giornaliere e definire altrettanti “recovery point”. Il backup su nastro è stato abbandonato in favore di una più affidabile Storage Area Network su dischi che permette oggi di sfruttare interamente la capacità di storage della sede centrale.
“Il deployment di System Center Data Protection Manager 2007 è risultato molto semplice anche grazie all’utilizzo degli agenti, mentre la metodologia di backup differenziale ci ha permesso di migliorare notevolmente l’utilizzo delle risorse di storage e di banda”, afferma Ermanno Galizzi. “La migliore gestione del flusso di dati permette oggi ai “centri zona” di trasmettere quotidianamente al data center dai 25 ai 100 GigaByte di dati senza sovraccaricare l’infrastruttura di rete”.

I beneficiTop

Integrità e disponibilità dei dati in un’infrastruttura di backup che riduce al minimo l’intervento manuale
L’adozione di Microsoft Data Protection Manager 2007 ha ridotto costi e tempi introducendo procedure di backup su disco facilmente gestibili da una console di controllo unificata. Sono stati inoltre eliminati tutti i problemi di affidabilità e operatività derivati dalle soluzioni su nastro. Le attività di backup sui dati delle sedi periferiche avvengono oggi in modalità “unattended”, senza personale tecnico dedicato alle operazioni di avvio e controllo. Gli errori tipici dei job di backup su nastro non costituiscono più un problema, così come i rischi di danneggiamento, smarrimento o indisponibilità dei tape.
“Abbiamo ottenuto un ottimo livello di servizio e liberato circa 5 ore/uomo a settimana prima impegnate in attività ripetitive di gestione dei nastri e dei job”, dichiara Ermanno Galizzi. “Il nuovo prodotto offre inoltre garanzie più elevate contro la perdita dei dati e non presenta rischi di corruzione dei file di grandi dimensioni, come accade invece sui sistemi basati su nastro. Abbiamo infine apprezzato l’immediatezza del restore dei dati su richiesta e la semplicità di ri-sincronizzazione dei job falliti per eventi esterni come la caduta della connessione di rete”. “La retention dei dati è passata da 2 a 5 giorni e le procedure di restore risultano notevolmente semplificate. La centralizzazione del sistema di backup ci ha garantito la massima protezione sui dati di business scambiati all’interno di un’organizzazione industriale largamente diffusa sul territorio”, conclude Galizzi.


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