Media Asset Management, la sfida tecnologica di RAI

Data di pubblicazione: 2005

Le esigenzeTop

Media Asset Management, la sfida verso il futuro
Catalogare, documentare, archiviare e ricercare contenuti multimediali: una società come RAI, che produce ogni anno numerosi programmi TV o radiofonici e possiede un vasto repertorio di materiale iconografico, ha bisogno di strumenti per valorizzare questo patrimonio di contenuti. Attraverso l’Archivio digitale delle Teche RAI, denominato “Catalogo Multimediale”, il più importante operatore media nazionale gestisce oggi un vasto patrimonio di contenuti digitali: oltre 340.000 ore TV a bassa qualità, 350.000 ore di radio e circa 35.000 foto della Fototeca RAI. Valorizzare questa ricchezza significa costruire un asset fondamentale di sviluppo, salvaguardando il valore dei prodotti nel tempo. “L’esigenza storica – dichiara Giuseppe Biassoni, direttore dei sistemi informativi – fu quella di documentare il patrimonio audiovisivo della RAI, oggi è anche quella di ampliare le opportunità di impiego del materiale archiviato, facilitando il lavoro dei professionisti impegnati ogni giorno della realizzazione di contenuti”. Il patrimonio RAI è gestito attraverso una piattaforma di Media Asset Management (MaM), basata su sistemi eterogenei e archivi creati nel tempo su base territoriale. L’interfaccia unificata di ricerca e navigazione, denominata “Octopus”, è un’applicazione basata su tecnologia Microsoft .NET realizzata ad hoc che consente di trovare ed elaborare contenuti video direttamente dal PC dell’ufficio, secondo una filosofia che dal 1997 ha cambiato radicalmente il modo di lavorare dei dipendenti RAI, prima legato alla ricerca fisica del materiale storico nei magazzini. “La archiviazione del patrimonio storico è andato a vantaggio anche degli enti esterni come la biblioteca RAI e il centro studi del Ministero dei Beni Culturali, facilitando anche i rapporti con le istituzioni o le ricerche a scopo legale e in materia di regolamentazione pubblicitaria”, precisa Barbara Scaramucci, Direttore Teche RAI. Oggi l’obiettivo dell’azienda è di facilitare ulteriormente i processi editoriali e produttivi per i quasi 8.400 utenti registrati al sistema MaM, favorendo un riutilizzo dei contenuti e un conseguente impatto sulla riduzione del costo del prodotto.

Migliorare la qualità dei contenuti multimediali e dei sistemi informativi
L’ammodernamento dei sistemi informativi e l’innovazione delle soluzioni informatiche messe in atto fanno fronte a necessità distinte, ma integrate: razionalizzare e ridurre i costi di acquisizione e gestione degli asset; aumentare la qualità dei contenuti multimediali archiviati e della documentazione (metadati) che li descrivono; rendere più efficienti le attività di creazione, aggregazione e distribuzione di contenuti, in particolare nel segmento a bassa qualità per i canali non broadcasting (Internet, broadband e UMTS); facilitare i processi creativi, produttivi e decisionali all’interno di RAI. Dal punto di vista informatico, la divisione RAI ICT ha la finalità di allineare i sistemi verso standard architetturali uniformi, puntando a soluzioni che permettano una riduzione dei tempi e dei costi di manutenzione e sviluppo di nuove applicazioni. Il recupero del patrimonio informativo e del codice sviluppato negli anni sarà affiancato dalla contemporanea riduzione delle interfacce e dall’integrazione progressiva delle applicazioni, oltre che da un superamento graduale di tecnologie obsolete, in particolare per le funzioni di ricerca negli archivi multimediali o per la gestione di ordini di servizio cartacei. Riduzione dei costi di infrastruttura per la gestione degli asset multimediali e semplificazione dell’infrastruttura fisica fanno da sfondo, infine, a un processo di forte rinnovamento, che mette sempre al centro i servizi di produzione dei contenuti multimediali e della loro valorizzazione nel tempo.

La soluzioneTop

Architettura ‘Service Oriented’ per il Media Asset Management
La soluzione adottata da RAI per la gestione degli asset multimediali (MaM) è un’architettura orientata ai servizi (SOA, Service Oriented Architecture) e basata su tecnologia Microsoft. Il modello prevede una implementazione modulare, aperta e interoperabile, di tipo “service based” delle funzionalità richieste. L’architettura si struttura in tre livelli logici: un primo strato per i servizi di base, un secondo per i servizi di alto livello rispondenti ai processi utente, e l’interfaccia utente. Le tecnologie utilizzate sono Microsoft .NET e Web service per lo sviluppo dei servizi applicativi, Windows Media per il trattamento e la gestione dei contenuti multimediali, SQL Server 2005 per l’archiviazione dei metadati, Microsoft BizTalk Server 2004 per funzionalità di workflow e orchestrazione dei servizi di base e per l’integrazione applicativa. Tramite l’utilizzo di Microsoft Direct Show, Microsoft Windows Format e Windows Media 9 codec, i servizi di encoding permettono l’acquisizione video a basso bit rate dal messo in onda (i più importanti canali televisivi italiani e alcuni canali satellitari) e dall’archivio storico RAI. L’acquisizione avviene con il salvataggio del timecode e dei principali metadati direttamente sul file multimediale per consentire operazioni di taglio e sincronizzazione con il materiale disponibile su altri formati. I metadati e le informazioni di documentazione sono così archiviati su database Microsoft SQL Server 2005 che consente ricerche testuali e accesso rapido alle informazioni. Windows Media Server facilita invece la consultazione dei contenuti multimediali sia in streaming sia tramite accesso diretto al file e, grazie a playlist “server side”, permette la visualizzazione dei contenuti in maniera disgiunta dall’effettiva archiviazione fisica, rendendo così flessibile l’intera architettura. L’estrazione dinamica dei frame con Windows Format consente all’utente anche la visualizzazione dinamica di una clip preview in base a intervalli desiderati. Sempre a livello di servizi di base, il sistema permette il taglio e la congiunzione di filmati e la successiva transcodifica di qualsiasi formato multimediale con precisione che arriva al singolo frame.

Flussi di lavorazione sotto controllo
I servizi di “alto livello”, invece, sono realizzati attraverso l’implementazione e l’integrazione di quelli di base. Integrano le funzionalità utente e sono in linea con i processi aziendali generali. Per esempio, l’attivazione dei flussi di lavorazione è gestita combinando i servizi del framework di base con le potenzialità di Microsoft BizTalk Server, in modo da tenere sotto controllo e completare le richieste pervenute dagli utenti, le operazioni di taglio e creazione di spezzoni, estrazione dei metadati, notifica agli utenti e ad applicazioni esterne del completamento delle attività e della disponibilità dei file per le lavorazioni successive. Grazie all’architettura basata su servizi e all’adozione di un framework di Enterprise Application Integration (EAI) e di business orchestration denominato “Media Bus”, la piattaforma consente di acquisire i nuovi contenuti, trovare e richiamare a video il materiale archiviato, gestire la movimentazione di file nel database, definire i metadati descrittivi (operazione compiuta da service esterni specializzati), di lavorare quasi in tempo reale il materiale andato in onda sulle principali reti televisive nazionali e transcodificare i materiali ottenuti da un formato originale a uno nuovo. Il terzo livello, infine, è quello dell’interfaccia utente. La realizzazione di controlli Web specifici realizzati in ASP.NET per la consultazione dei contenuti multimediali, rende semplice, ed efficace l’integrazione delle funzionalità anche all’interno di altre applicazioni RAI.

I beneficiTop

Valorizzazione del patrimonio storico e fallout di prodotti multimediali
La complessità della soluzione adottata e la forte integrazione con i processi di produzione hanno determinato benefici di diversa natura. In primo luogo, la soluzione ha rinforzato l’obiettivo principale del sistema MaM: portare i materiali multimediali “sulla scrivania” di giornalisti e operatori professionali che lavorano in RAI. Eliminando il ricorso alle cosiddette “Salette di visione” e diminuendo i tempi di richiesta, prima legati alla distribuzione fisica e alla movimentazione di magazzino, sono stati abbattuti importanti costi aziendali. La tecnologia Microsoft ha permesso di integrare gli archivi storici e ha facilitato la digitalizzazione del patrimonio di materiale pregresso, permettendone un utilizzo maggiore durante le fasi di produzione. “L’azione di salvaguardia del patrimonio RAI ha anche un valore storico e d’urgenza ed è considerato con interesse anche dai nostri concorrenti europei e preso come esempio dalla stessa Unione Europea”, precisa Roberto Rossetto, dirigente Teche RAI. L’unificazione è avvenuta anche a livello di strumenti: l’uso di Windows Media Server, BizTalk Server e della tecnologia.NET ha permesso la costruzione di un ambiente integrato, proiettato verso la costruzione di nuovi servizi e prodotti. Da una parte le nuove caratteristiche tecniche introdotte – a partire dalle codifiche video a qualità più elevata (fino a 800 Kbit/s) fino all’opportunità di generare key-frame in automatico o in maniera dinamica – e dall’altra il lavoro sul materiale storico, aprono la strada a una nuova generazione di prodotti multimediali adatti a canali differenziati (telefonia 3G, servizi basati su connettività Xdsl) o basati su eventi passati, personaggi celebri, opere storiche, iniziative che porteranno all’arricchimento dei palinsesti a contenendo i costi legati alla gestione dei materiali d’archivio e al loro utilizzo nelle nuove produzioni.

Vantaggi della scelta Microsoft ai fini del progetto
La convergenza verso le tecnologie Microsoft Windows Media ha portato vantaggi anche di tipo funzionale nella più agile consultazione dei contenuti lato utente (scorrimento in avanti e all’indietro del video, estrazione di key-frame dinamici ecc.) e a livello di performance nello streaming media. Oggi grazie all’archiviazione su file di dimensioni ridotte e l’utilizzo di play list, la consultazione è disponibile quasi in linea (soltanto 10 minuti di ritardo) con la diretta televisiva, mentre Microsoft BizTalk Server abilita notifiche più rapide alle richieste di codifica di nuovi filmati. La piattaforma Microsoft garantisce una rapida integrazione con altre applicazioni e nuove opportunità legate alla gestione dei diritti digitali (DRM). Interessante esperienza costituisce l’integrazione del contributo multimediale per i contenuti trasmessi dalle reti Rai, Mediaset e di La7, con l’applicazione RAI di analisi dei dati Auditel. Ciò permette un’efficace analisi dello share rispetto al contenuto trasmesso e fornisce indicazioni utili per azioni di “controprogrammazione”. Sul fronte dei meccanismi di ricerca, invece, per migliorare performance ed efficacia del motore è stata realizzata una sperimentazione che ha fornito risultati positivi con Microsoft SQL Server 2005, per sfruttare le funzionalità migliorate di ricerca testuale, il supporto nativo di XML con il nuovo XML data type. Conclude Giuseppe Biassioni: “I tre vantaggi principali che abbiamo ottenuto sono stati certamente di avere favorito il lavoro distribuito e l’uso del PC per il video editing, abbassando i costi e alzando la qualità dei prodotti, l’introduzione di importanti caratteristiche tecniche di produzione e la possibilità di guardare al futuro con fiducia, pensando alla multicanalità e alla realizzazione di nuovi prodotti e programmi specialistici”.


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