Virtualizzazione in casa Microsoft: 4.000 server Hyper-V per i servizi Web e lo sviluppo prodotti

Data di pubblicazione: 2009

Le esigenzeTop

Individuare le aree applicative da evolvere verso server virtuali

I servizi IT di Microsoft sono distribuiti su 5 data center e numerosi laboratori di sviluppo, localizzazione e test dei prodotti, per un totale di 13.000 server che supportano l’attività di circa 500 sedi in 98 nazioni. Il consolidamento dei server comincia alla fine degli anni 90 con obiettivi di riduzione dei costi e aumento di efficienza e flessibilità nel corso del naturale turnover delle macchine. “La virtualizzazione dei server viene oggi adottata rapidamente all’interno di infrastrutture che crescono in modo continuo, fino alle cifre attuali di un milione di accessi al giorno per TechNet e tre milioni per MSDN”, premette Marcello Caenazzo, IT Director Southern Europe & Alps di Microsoft. “Le analisi dimostrano che, indipendentemente dalle dimensioni dell’infrastruttura, i server fisici risultano largamente sottoutilizzati rispetto alle effettive capacità di elaborazione, spesso con CPU e memoria sfruttate al 10 o 20 percento. Per implementare un’architettura server virtualizzata bisogna anzitutto conoscere la propria infrastruttura per rapportarla all’evoluzione delle esigenze di business e definire un piano progressivo di virtualizzazione”.

La soluzioneTop

Sfruttare Windows Server 2008 per le future necessità di server virtuali
“In Microsoft abbiamo continuamente esteso l’utilizzo delle nostre tecnologie di virtualizzazione come Hyper-V per intervenire anzitutto sugli scenari applicativi più dinamici, con frequenti cambiamenti di configurazione e carico. I database temporanei su SQL Server e tutti i casi di gestione simultanea di numerose macchine sono gli esempi tipici”, continua Caenazzo.

Negli ultimi anni l’introduzione di macchine server virtuali ha visto un’accelerazione fino a un numero pari a 4000 Virtual Machine utilizzate da Microsoft su scala mondiale e installate su circa 400 server fisici. La tecnologia utilizzata per la virtualizzazione è Microsoft Hyper-V. La gestione delle architetture virtuali è ulteriormente semplificata da Microsoft System Center Virtual Machine Manager con Data Protection Manager per le funzioni di business continuity. Microsoft Italia dispone di un Host Hyper-V dove risiedono sei macchine virtuali. Tramite il singolo server, la divisione IT fornisce servizi di patching dei PC sulla rete, servizi di stampa, file server, installazione automatica dei computer via rete, Domain Controller Read Only Mode.

I beneficiTop

I dati degli ultimi anni di virtualizzazione server dimostrano la convenienza economica su scala globale e locale
I servizi di TechNet e MSDN sono completamente virtualizzati, mentre Microsoft.com raggiunge un miliardo di hit al mese con il 50 percento dei servizi su server virtuali. La virtualizzazione viene poi utilizzata per la business continuity sfruttando lo storage condiviso su server fisici, la riconfigurazione immediata del load balancing e la possibilità di ricreare una macchina in pochi minuti. Questa infrastruttura permette di definire macchine virtuali in 20 minuti contro le 4 ore necessarie per un server fisico, mentre il supporto al disaster recovery è garantito dal failover clustering di Hyper-V che distribuisce i cluster sui data center. “Il primo ritorno è la rapidità di esecuzione delle funzioni IT rispetto alle richieste di business”, afferma Marcello Caenazzo. “La velocità di deployment aumenta di un ordine di grandezza attivando istanze virtuali di prodotti come Internet Information Server o SQL Server. Una tipica soluzione per servizi su Web consuma all’anno 44.000 kilowatt per una batteria di 10 server, mentre un server su tecnologia Hyper-V con 10 istanze consuma un decimo dell’energia e produce 3 tonnellate di ossido di carbonio contro le 34 tonnellate del sistema a server fisici”.
La riduzione del TCO per data center e filiali locali è derivata dai minori requisiti hardware, dalla riduzione del 90 percento dei costi energetici dei data center, dal basso impegno di risorse per la gestione. I servizi risultano automaticamente allineati alle necessità di business e gli investimenti per hardware e supporto sono drasticamente ridotti, mentre è aumentata la flessibilità di attivazione e manutenzione di database e server temporanei e variabili nel carico. Il costo annuale di hosting ad esclusione delle spese hardware è previsto in crescita nei prossimi 5 anni, ma la spesa complessiva, rispetto a un ambiente completamente fisico, sarà 4 volte e mezza inferiore. “Il risparmio dal 2005 ad oggi è pari a un milione di dollari. Abbiamo raggiunto l’obiettivo di virtualizzazione del 25% sull’ambiente di produzione e di laboratorio e l’anno prossimo realizzeremo il 50% delle macchine server su sistemi virtualizzati”, conclude Caenazzo. “Dal 2002 al 2008 i costi IT delle singole filiali sono diminuiti del 44% grazie a centralizzazione, consolidamento e virtualizzazione”.


Case History in breve

  • Dimensione azienda: Grande Azienda
  • Settore industriale: Information & Communication Technology
  • Scenari:
    • Virtualizzazione
  • Esigenze di Business:
    • Consolidamento e virtualizzazione
  • Prodotti:
  • Regione: Lombardia

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