Una riforma fallimentare a scarso «appeal» fiscale

La riforma fallimentare ed il correttivo alla riforma sembrano avere completamente dimenticato che tra la nuova normativa concorsuale e la vecchia normativa tributaria occorre stabilire un adeguato coordinamento e ammodernamento, per stare al passo delle nuove procedure ed evitare di penalizzare nuovi istituti che dovrebbero invece avere la caratteristica della premialità e celerità. Sarebbe, pertanto, auspicabile un tavolo di confronto tra il legislatore fiscale e gli operatori concorsuali.

Norme fiscali e norme concorsuali

Dopo anni di lunghe discussioni circa la necessità di intervenire nell'impianto della legge fallimentare del 1942, divenuta inadeguata alle esigenze dell'economia e del trattamento delle crisi delle moderne imprese, si è finalmente giunti ad un parziale ma significativo intervento legislativo di restyling.

Profili fiscali e effetti fiscali della riforma fallimentare

Cessione dei crediti tributari nel fallimento e transazione fiscale nel concordato preventivo
Ad onor del vero, la riforma fallimentare non si è mostrata totalmente «insensibile» ...
Continua...

Ma il vero problema per le nuove procedure concorsuali è il nuovo approccio aziendalistico e privatistico che la riforma ha voluto dare a tutte le fasi e le procedure.

A cura di Marcello Pollio - Dottore commercialista in Genova e Milano, Studio Pollio e associati - Fondazione Luca Pacioli
Fonte: Corriere Tributario - Ipsoa Editore, n. 43, Novembre 2007

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