Trovi articoli sullo stesso argomento in: Fisco e tasse » Evasione fiscale Sotto la lente anche la totale posizione della famigliaStudi di settore, se non aderisci ti accerto. E non solo per gli ambiti reddituali riferibili all'attività di impresa o di lavoro autonomo, ma con riferimento alla complessiva posizione del contribuente. Va intesa proprio in questi termini la strategia del fisco, contenuta in una nota inviata agli uffici locali, con la quale viene affermato che negli inviti al contraddittorio propedeutici all'accertamento da studi di settore verranno elencati elementi che suggeriscono la presenza di un tenore di vita e una disponibilità economica che non trovano riscontro nella dichiarazione dei redditi. Si va, quindi, dal possesso di immobili a quello di veicoli, passando per aerei e movimentazioni bancarie. Tutte informazioni che non incidono sulla creazione della funzione di ricavo tipica della propria attività ed elaborata in base al software Gerico. Ma si tratta, piuttosto, di elementi e di informazioni che in assenza di un reddito adeguato, da una parte puntellano il risultato degli studi e dall'altro lasciano trasparire un'esplicita avvertenza: ovvero che sia meglio aderire alle risultanze dello studio di settore con immediatezza piuttosto che impegnarsi in un faticoso contraddittorio che interesserà, a questo punto, l'intera posizione del contribuente. È evidente, infatti, che in caso di gravi indizi di evasione l'indagine fiscale potrà essere supportata da altri mezzi istruttori, come redditometro o indagini finanziarie.
In termini di convenienza va comunque evidenziato come l'adesione ai contenuti degli inviti da studi di settore, relativi ai periodi d'imposta in corso al 31 dicembre 2006 e successivi, preclude da ulteriori accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui all'articolo 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, del dpr 600/73, e all'articolo 54, secondo comma, ultimo periodo, del dpr n. 633/72, qualora l'ammontare delle attività non dichiarate, con un massimo di 50 mila euro, sia pari o inferiore al 40% dei ricavi o compensi definiti. Reddito e tenore di vitaAi fini dello studio di settore, a quanto pare, rileva anche la totale posizione della famiglia soprattutto quanto l'unica fonte di approvvigionamento di risorse è rappresentata dall'attività economica sottoposta agli studi di settore. Il reddito d'impresa rappresenta quindi l'elemento principale che compone il reddito complessivo conseguito. In questi casi il sostentamento del nucleo familiare del contribuente accertato è garantito da un reddito che, molto spesso si rivela poco plausibile anche alla luce degli elementi conosciuti dal fisco. In questo senso l'invito al contraddittorio si premunisce di indicare:
L'antieconomicitàIl perdurare di situazione di grave perdita della gestione di impresa per più periodi di imposta consecutivi può essere intesa dall'amministrazione finanziaria come sintomatica di una condotta «antieconomica» non immediatamente giustificabile dall'analisi delle informazioni dichiarate. L'imprenditore che svolge un'attività economica è indotto, in effetti, a ridurre i costi o a massimizzare i ricavi, a parità di tutte le altre condizioni, al fine di conseguire un utile. Il comportamento manifestatamente antieconomico appare quindi incongruente se non giustificato sul piano razionale. Secondo il fisco ne consegue che dato che i ricavi dichiarati contribuiscono in modo decisivo alla formazione dei risultati dell'esercizio, la condotta apparentemente antieconomica è assai probabile che derivi dal sottodimensionamento dei ricavi medesimi.
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