Studi di settore, adesione forzata

La strategia delle Entrate: è preferibile per i contribuenti non impegnarsi in un contraddittorio

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Sotto la lente anche la totale posizione della famiglia

Studi di settore, se non aderisci ti accerto. E non solo per gli ambiti reddituali riferibili all'attività di impresa o di lavoro autonomo, ma con riferimento alla complessiva posizione del contribuente.

Va intesa proprio in questi termini la strategia del fisco, contenuta in una nota inviata agli uffici locali, con la quale viene affermato che negli inviti al contraddittorio propedeutici all'accertamento da studi di settore verranno elencati elementi che suggeriscono la presenza di un tenore di vita e una disponibilità economica che non trovano riscontro nella dichiarazione dei redditi. Si va, quindi, dal possesso di immobili a quello di veicoli, passando per aerei e movimentazioni bancarie. Tutte informazioni che non incidono sulla creazione della funzione di ricavo tipica della propria attività ed elaborata in base al software Gerico. Ma si tratta, piuttosto, di elementi e di informazioni che in assenza di un reddito adeguato, da una parte puntellano il risultato degli studi e dall'altro lasciano trasparire un'esplicita avvertenza: ovvero che sia meglio aderire alle risultanze dello studio di settore con immediatezza piuttosto che impegnarsi in un faticoso contraddittorio che interesserà, a questo punto, l'intera posizione del contribuente. È evidente, infatti, che in caso di gravi indizi di evasione l'indagine fiscale potrà essere supportata da altri mezzi istruttori, come redditometro o indagini finanziarie.

Le circostanze nell’invito
TipologiaMotivo

Incongruenza dei ricavi per più anni

Tale circostanza consente in larga misura di escludere che, per il periodo d’imposta oggetto dell’accertamento, la incongruenza dei ricavi dichiarati rispetto a quelli stimati dallo studio di settore, dipenda dall’eventuale esercizio dell’attività, nel corso dell’annualità medesima, con modalità diverse da quelle considerate dallo studio stesso

Anomalie dei dati per più anni

Le anomalie evidenziano la assai probabile inattendibilità di alcuni, rilevanti dati sulla gestione aziendale, che non può non riflettersi anche sulla attendibilità dell’ammontare dei ricavi indicati nella dichiarazione, a vantaggio di quella oggettivamente individuata dallo studio di settore

Irregolarità degli obblighi fiscali e contabili

Le violazioni evidenziano una propensione all’occultamento/sottodimensionamento dei (corrispettivi conseguiti, dati rilevanti per l’applicazione degli studi, altre poste rilevanti) che aumenta la probabilità che i ricavi dichiarati siano effettivamente inferiori rispetto a quelli oggettivamente individuati dallo studio di settore

Antieconomicità della gestione di impresa

Il perdurare delle situazioni di perdita per più periodi di imposta consecutivi può considerarsi sintomatico di una condotta “antieconomica” non immediatamente giustificabile dall’analisi delle informazioni dichiarate

Scarso reddito e alto tenore di vita

In assenza di altre fonti reddituali (non dichiarate ovvero esenti o tassate alla fonte) il sostentamento del nucleo familiare risulterebbe non congruo con le spese sotenute

In termini di convenienza va comunque evidenziato come l'adesione ai contenuti degli inviti da studi di settore, relativi ai periodi d'imposta in corso al 31 dicembre 2006 e successivi, preclude da ulteriori accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui all'articolo 39, primo comma, lettera d), secondo periodo, del dpr 600/73, e all'articolo 54, secondo comma, ultimo periodo, del dpr n. 633/72, qualora l'ammontare delle attività non dichiarate, con un massimo di 50 mila euro, sia pari o inferiore al 40% dei ricavi o compensi definiti.

Reddito e tenore di vita

Ai fini dello studio di settore, a quanto pare, rileva anche la totale posizione della famiglia soprattutto quanto l'unica fonte di approvvigionamento di risorse è rappresentata dall'attività economica sottoposta agli studi di settore. Il reddito d'impresa rappresenta quindi l'elemento principale che compone il reddito complessivo conseguito. In questi casi il sostentamento del nucleo familiare del contribuente accertato è garantito da un reddito che, molto spesso si rivela poco plausibile anche alla luce degli elementi conosciuti dal fisco. In questo senso l'invito al contraddittorio si premunisce di indicare:

1.

la proprietà di immobili, non locati o diversamente utilizzati, la cui gestione ha certamente comportato il sostenimento di spese;

2.

le spese per interventi di recupero del patrimonio edilizio;

3.

la disponibilità di autoveicoli, imbarcazioni e aeromobili il cui uso e manutenzione hanno certamente comportato il sostenimento di spese;

4.

l'acquisto di immobili, autovetture, imbarcazioni, aeromobili, azioni, partecipazioni, e così via;

5.

l'esistenza di un mutuo che implica il sostenimento di spese per la restituzione del capitale e degli interessi;

6.

i componenti della famiglia che sono stati intestatari di uno o più contratti assicurativi;

7.

l'esistenza di movimenti finanziari da e verso l'estero.

L'antieconomicità

Il perdurare di situazione di grave perdita della gestione di impresa per più periodi di imposta consecutivi può essere intesa dall'amministrazione finanziaria come sintomatica di una condotta «antieconomica» non immediatamente giustificabile dall'analisi delle informazioni dichiarate.

L'imprenditore che svolge un'attività economica è indotto, in effetti, a ridurre i costi o a massimizzare i ricavi, a parità di tutte le altre condizioni, al fine di conseguire un utile. Il comportamento manifestatamente antieconomico appare quindi incongruente se non giustificato sul piano razionale.

Secondo il fisco ne consegue che dato che i ricavi dichiarati contribuiscono in modo decisivo alla formazione dei risultati dell'esercizio, la condotta apparentemente antieconomica è assai probabile che derivi dal sottodimensionamento dei ricavi medesimi.


Autore: Filippo De Magistris
Fonte: ItaliaOggi Sette - 15 Giugno 2009

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