Dietro front del Governo Italiano sul fringe benefit 2006 dei dipendenti

Poteva essere la tanto sospirata rivoluzione positiva. Invece, si è trattato di un vero e proprio terremoto, che ha aperto diversi scenari, alcuni dei quali, all’inizio, piuttosto penalizzanti per le imprese. Per fortuna, le associazioni del settore si sono mosse tempestivamente e alcuni emendamenti approvati nel mese di dicembre fanno ben sperare per il futuro. I primi mesi dell’anno saranno comunque decisivi per sciogliere definitivamente il nodo della fiscalità sull’auto aziendale. Intanto, si sta delineando un nuovo quadro, che prevede da una parte un regime Iva meno restrittivo, dall’altra maggiori limiti alla deducibiltà. Ecco, nel dettaglio, i cambiamenti fiscali previsti dai recenti provvedimenti della Corte Europea e del Governo italiano.

Ecco, nel dettaglio, i cambiamenti fiscali previsti dai recenti provvedimenti della Corte Europea e del Governo Italiano.

Corte Europea e Iva

La sentenza della Corte di Giustizia europea pronunciata il 14 settembre del 2006 ha stabilito che, in tema di detraibilità dell’Iva, la normativa di casa nostra è in contrasto con la disciplina comunitaria e ha riconosciuto il diritto al rimborso dell’Iva pagata e non detratta anche per gli anni passati.

L’Unione europea e il nostro governo dovranno stabilire la nuova percentuale di detrazione: lo Stato ha ipotizzato una detraibilità al 40%, ma l'Ue sembra più propensa per il 50%, percentuale già ammessa in Belgio e Spagna e ben inferiore ad altri paesi come la Germania, dove, dal 1° gennaio 2004 non esistono restrizioni alla detrazione se l'utilizzo della vettura per fini professionali raggiunge almeno il 10% del totale. Quindi, con la nuova normativa:

L'Iva dovrebbe diventare detraibile al 50% sia sugli acquisti di autovetture per gli operatori economici, per i quali ora è detraibile al 15%, sia sui beni e servizi necessari per utilizzarle, per i quali attualmente l’Iva è totalmente indetraibile.

Rimarrà naturalmente totalmente detraibile l’Iva per le auto delle aziende che le utilizzano esclusivamente come bene strumentale.

Per l’Iva non detratta sulle autovetture fino al 13 settembre 2006, le aziende potranno richiedere il rimborso, solo in via telematica, entro domenica 15 aprile 2007 (data che slitta a lunedì 16).

Finanziaria e deducibilità

Il decreto legge collegato alla Finanziaria 2007 ha introdotto invece nuovi limiti alla deducibilità delle imposte dirette sull’auto aziendale e sulle prestazioni accessorie (manutenzione, riparazione, ricambi e carburante).

Un emendamento, approvato il mese scorso, prevede comunque la possibilità di rivedere le regole quando l’Unione europea darà una risposta sulla percentuale di detrazione dell’Iva. I provvedimenti riguardano le tre formule di acquisizione della vettura (acquisto, leasing e noleggio a lungo termine):

Le aziende che non utilizzano i veicoli come beni strumentali nell’esercizio della propria attività, che finora potevano dedurre del 50% le imposte dirette sulle loro auto e sulle prestazioni accessorie, ora non possono più farlo. L’indeducibilità vale sia per i veicoli ad uso esclusivo aziendale, sia per quelli destinati ai dipendenti.

Le aziende che concedono l’auto in uso promiscuo (sia aziendale, che personale) ai dipendenti, che prima potevano dedurre totalmente le imposte, ora possono dedurre solo l’importo che costituisce il reddito da lavoro.

Non ci sara' invece, almeno per il 2006, il maggior prelievo fiscale sui dipendenti che usufruiscono di un' auto aziendale come fringe benefit. Il governo ha presentato al Senato un emendamento alla Finanziaria che modifica la norma già approvata nel decreto fiscale.

Solo le aziende che utilizzano le auto esclusivamente come beni strumentali nell’attività della propria impresa (ad esempio concessionari e autonoleggi) hanno diritto alla deduzione integrale.

Per i professionisti l’attuale deducibilità del 50% nel limite del tetto di 18 mila euro è ridotta al 25% sia con riferimento alla quota di ammortamento, sia per i costi di impiego.

Per agenti e rappresentanti di commercio, infine, la deducibilità rimane all’80% con possibilità di dimostrare l’uso esclusivo dell’auto nell’attività dell’impresa per la deduzione integrale.

Reazioni

In pochi mesi la speranza di un regime fiscale vantaggioso, acceso dalla sentenza della Corte di giustizia europea, si è trasformata, con il decreto legge collegato alla manovra Finanziaria, in uno scenario totalmente diverso. Le reazioni non si sono fatte attendere. Aniasa, ad esempio, ha presentato una proposta di modifica del provvedimento, per cercare di far coincidere le esigenze del settore con quelle della manovra del governo. Gli emendamenti hanno dato ragione a questa tempestiva contromisura. La posta in gioco è molto importante.: secondo le stime dell’Unrae, infatti, una fiscalità sulle auto aziendali in linea con quella della maggior parte dei paesi europei, garantirebbe alle imprese almeno 100 mila immatricolazioni aggiuntive. Nei prossimi mesi, dunque, emergeranno indicazioni precise e importanti sulla futura crescita del settore.

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