A partire dal 2003 è stato avviato il primo modulo della riforma fiscale diretto a modificare il sistema di tassazione del reddito delle persone fisiche il cui obiettivo è quello di giungere, a regime, ad un sistema che preveda solo due aliquote d’imposta – rispettivamente il 23% per i redditi fino a 100.00 euro e 33% per quelli superiori. Il modulo avviato nel 2003 prevede alcune novità, che verranno di seguito analizzate nel dettaglio: nuove aliquote e scaglioni di redditi, introduzione di una area di esenzione e modifica delle detrazioni per lavoro. Gli elementi che, invece, sono rimasti invariati rispetto alla normativa in vigore fino al 31/12/2002 sono le modalità di calcolo degli oneri deducibili (spese mediche, interessi passivi, ecc.), gli importi delle detrazioni previste per familiari a carico (coniuge, figli ed altri), per oneri (sempre pari al 19% dell’onere sostenuto), per canoni di locazione e le regole per il calcolo del credito d’imposta per gli utili distribuiti. ![]() Al fine di evitare che il nuovo regime fiscale possa risultare più gravoso rispetto a quello in vigore fino al 31/12/2002, è stata introdotta una “clausola di salvaguardia”, in base alla quale il contribuente può optare per la vecchia normativa, qualora l’imposta dovuta risulti più conveniente rispetto al nuovo sistema di tassazione. Tale clausola, con la legge finanziaria del 2004, è stata estesa anche per il periodo d’imposta relativo al 2004 (Unico 2005). L’applicazione realizzata ha lo scopo di agevolare la verifica della clausola di salvaguarda, attraverso il confronto tra l’imposta lorda calcolata in base alla normativa in vigore fino al 31/12/2002 e quella in vigore dal 1/01/2003.
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