Le applicazioni presentate in questo "come fare" sono tipiche delle funzioni finanziarie di Excel. Alcuni argomenti, in azienda, sono misconosciuti o vengono applicati in modo approssimativo. Utilizzando gli strumenti appropriati, tuttavia, è possibile introdurre metodologie di calcolo che stravolgono i risultati e implicano decisioni diverse da parte del management. E questo è proprio un compito del Controllo di Gestione. Il CAGR Il CAGR (Compound Annual Growth Rate), o tasso annuo di crescita composto, è un indice che rappresenta il tasso di crescita medio di un certo valore in un dato arco di tempo. L’ipotesi che sottende a questo concetto è che, a prescindere da quali siano state le oscillazioni nella crescita del Capitale, tra il periodo T1 e il periodo T2, considerati N periodi di capitalizzazione, si sia avuto un certo tasso di crescita medio. Se usiamo questo tasso medio per ogni singolo periodo di capitalizzazione, il Capitale al tempo T1 giungerà a eguagliare il Montante al tempo T2. Questo indicatore è utilizzato molto spesso per valutare la crescita delle aziende, dei loro profitti o del prezzo delle azioni. Se osserviamo che il fatturato di un’azienda è cresciuto è ragionevole pensare che l’azienda stessa sia cresciuta in qualche modo. Ovviamente le ragioni di questa crescita possono essere diverse, e tra queste vanno citate le seguenti:
Il concetto di crescita, ovviamente, può anche essere applicato ad altri contesti non aziendali, quindi il CAGR è un indicatore utile in molti altri settori di analisi. Vediamo qualche esempio. Se la nostra azienda fatturava 15 milioni euro nel 2003 e nel 2006 fatturerà 25 milioni, qual è il tasso di crescita medio annuo? Il numero di capitalizzazioni nell’anno è 1 e i periodi sono 3. L’impostazione della formula è semplice e richiede quattro argomenti: =TASSO(Periodi; Rata; Val. attuale; Val. futuro; Tipo; Ipotesi) Come possiamo notare la crescita sarà del 18,6% annuo, che può definirsi un ottimo risultato. Tuttavia, per una valutazione realmente precise sotto il profilo finanziario occorre valutare i flussi di cassa e non il fatturato. Solo dei flussi finanziari positivi garantiscono valore. ![]() Figura 1 - Calcolo del CAGR tramite la funzione TASSO(). ![]() Figura 2 - Derivazione della crescita a partire dal CAGR e rappresentazione grafica. I fatturati e i ricavi, così come gli utili, si prestano a troppe manipolazioni e alchimie contabili per rappresentare un criterio affidabile di valutazione. I crolli delle borse e la crisi dei colossi delle telecomunicazioni ne sono una triste e dolorosa prova. Questa funzione viene spesso utilizzata dagli azionisti di una società per chiedere al management una certa performance. Chiedere una crescita annua del fatturato del 20% significa chiedere un CAGR del 20%. E non è un obiettivo semplice, perché significa raddoppiare il fatturato in meno di quattro anni. Sul piano grafico, il CAGR linearizza le crescite reali di un certo fenomeno. Confrontando graficamente il fatturato di una società e la proiezione del fatturato sulla base del tasso medio di crescita annuo, si nota che vi sono notevoli differenze. Queste differenze hanno un impatto finanziario determinante quando ci si trova in un regime di tassi variabili di anno in anno. Infatti, se il primo anno i tassi di interesse sono alti (supponiamo il 15%) e l’azienda cresce poco, perderemo opportunità di investimento; se invece l’azienda cresce molto quando i tassi di interesse sono bassi, non riusciremo a capitalizzare così come avremmo fatto in un regime di alti tassi di interesse. Questo è il limite del CAGR, che rimane in ogni caso uno strumento analitico molto raffinato. Capitolo tratto da Gianclaudio Floria, Excel per il controllo di gestione, Milano, Tecniche Nuove, 2004.
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