In questo articolo proponiamo la realizzazione di un modello per creare le fatture o, più semplicemente, delle note pro forma con Excel. Vedremo tante funzionalità utili come la ricerca in file diversi, le aree di stampa e la protezione delle celle.
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Iniziamo il lavoro di questo articolo dal file Fattura visibile in figura 1, disponibile sul booksite del libro da cui è stato tratto questo articolo. In questa prima fase, ci occuperemo essenzialmente di lavorare nelle righe dalla 17 in giù. Le righe precedenti, infatti, dovranno essere compilate dall’utente che realizza la fattura o la nota (per la verità, più sotto, mostreremo come si possono automatizzare alcune di queste operazioni). ![]() Figura 1: il file Fattura Come prima, semplice operazione, ci occupiamo di inserire nella colonna H la formula che calcola il prezzo totale di ogni riga. La formula da usare è questa: =B17*G17-(B17*G17*E17) Questa formula calcola il prezzo, moltiplicando la quantità di pezzi (B17) richiesti di un dato prodotto per il suo prezzo unitario (G17); a questo si toglie poi lo sconto, che a sua volta si calcola moltiplicando il prezzo totale (B17*G17) per la percentuale di sconto (E17). Una volta inserita la formula, trascinatela fino alla cella H32. A questo punto viene il difficile. Dobbiamo calcolare l’importo totale della merce cui si applica l’IVA del 20%, quello della merce con IVA al 10% e quello della merce con IVA al 4%. Per farlo abbiamo bisogno di colonne di appoggio che poi, naturalmente, nasconderemo. Lavoriamo alla destra della struttura della fattura. A partire dalla cella J16, visibile in figura 2, scriviamo le etichette IMPORTI AL 20%, IMPORTI AL 10%, IMPORTI AL 4%). Nelle celle al di sotto di ciascuna etichetta riporteremo l’importo totale della riga in base al tipo di aliquota IVA da applicare. ![]() Figura 2: le colonne di appoggio per il calcolo dell’importo complessivo cui applicare ciascuna aliquota IVA Cominciamo a scrivere le formule che ci servono. In J2 la formula da usare è: =SE(D17=20%;H17;0) Se l’IVA memorizzata nella colonna D è pari al 20, allora riportiamo qui l’importo totale della riga, cioè il valore di H17, altrimenti scriviamo 0. =SE(D17=10%;H17;0) e: =SE(D17=4%;H17;0) Trascinate anche queste formule fino alla riga 32. A questo punto la colonna J contiene tutti gli importi cui va applicata l’IVA del 20%, la colonna K quelli a cui va applicata l’IVA del 10% e la colonna L quelli cui va applicata l’IVA del 4%. =SOMMA(J17:J32), in K34 =SOMMA(K17:K32) e in L34 =SOMMA(L17:L32) Adesso dobbiamo calcolare la porzione delle spese di imballo (che l’utente dovrà scrivere in D38) cui va applicata ciascuna aliquota IVA (questa porzione è in rapporto al totale complessivo, per ogni aliquota). =J34/$M$34*$D$38 Ricordiamo che i valori assoluti servono per poter liberamente trascinare la funzione nelle celle K36 e L36. Non preoccupatevi se ottenete come risultato di queste formule l’errore #DIV/0!. Questo avviene perché non ci sono dati e nella cella M34 c’è il valore 0. La divisione per 0 genera sempre un errore. Più avanti nell'articolo vedremo come tenere nascosti questi errori “temporanei”. Ora possiamo riportare i valori calcolati nella riga 34 e nella riga 36 nello schema della fattura, in particolare nelle celle A34, C34 e D34. A36 > =A34*20% C36 > =C34*10% D36 > =D34*4% Non ci resta che sommare questi valori per scoprire quanta è l’IVA complessiva. Lo facciamo in A38 (=A36+C36+D36). =A38+M34+D37+D38+D39 La formula somma il totale dell’IVA che abbiamo appena calcolato (A38) con l’importo totale che avevamo calcolato in M34; a questi aggiunge poi le spese di imballo (D38) e le spese documentate (D37) e non (D39).
L’autore Alessandra Salvaggio è titolare di uno studio di consulenza informatica che si occupa di pubblicazioni, formazione e web authoring. Da anni tiene corsi di informatica presso centri di formazione professionale, scuole e aziende. Collabora con riviste di informatica e grafica. Per Edizioni FAG è autrice di manuali di scrittura, formulari e varie guide su MS Office, macro e VBA. TAG:
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