Gestione delle immobilizzazioni con Excel 2007

Problemi gestionali e fiscali

Uno dei più delicati problemi di Contabilità e di Controllo di Gestione, comune alla maggior parte delle aziende, è la gestione delle Immobilizzazioni e dei relativi Ammortamenti: è davvero difficile trovare un’azienda di una certa dimensione che sia in grado di stimare il valore netto contabile (net book value) di tutti i suoi beni in un certo periodo.
Come è noto, un’immobilizzazione è un bene aziendale (asset) il cui utilizzo avviene in un periodo superiore all’anno1 e il cui valore viene iscritto nello Stato Patrimoniale assieme alla somma del valore netto contabile delle altre immobilizzazioni della stessa categoria. Sotto il profilo contabile, pertanto, la spesa sostenuta per l’acquisto del bene va ripartita per il periodo di effettivo utilizzo dello stesso. Nel conto economico, quindi, vedremo solamente il costo di ammortamento.

Un bene pluriennale viene portato a costo (in gergo “spesato”) annualmente attraverso il meccanismo dell’ammortamento (depreciation). Quest’ultimo deve essere strettamente correlato alla vita utile del bene, cioè al periodo di sfruttamento economicamente conveniente dello stesso. La vita utile non va confusa con la vita o durata del bene: anche se un PC 386 del 1985 funzionasse perfettamente, risulterebbe poco produttivo per la maggior parte delle aziende modernamente organizzate, che costringerebbero i propri dipendenti a inutili – e improduttive – attese davanti al monitor. Per questo motivo, la vita utile segna il periodo nel quale la società trarrà vantaggio economico dall’utilizzo di un certo asset.
La vita utile segna il periodo di ammortamento del bene e, sulla base di questo periodo, viene determinata l’aliquota di ammortamento espressa – generalmente – attraverso un numero percentuale. Per esempio, una vita utile di 10 anni, avrà un’aliquota di 1/10, quindi 0,1 cioè 10%. Una vita utile di 12 anni determinerà un’aliquota d’ammortamento di 1/12, cioè 8,33%. Le immobilizzazioni possono essere materiali (tangible assets) o immateriali (intangible assets).
Le prime rappresentano beni facilmente “inventariabili”, cioè facilmente visibili e identificabili fisicamente. Un esempio di tali beni può essere rappresentato da un fabbricato o da un automezzo.
Le immobilizzazioni immateriali, invece, sono attività non facilmente visibili, come per esempio, l’avviamento di un’azienda, i costi notarili, il marchio e così via. Questa distinzione, tuttavia, non ha impatto sul nostro modello di analisi, se non per una distinzione analitica più formale che sostanziale.
In questo paragrafo cercheremo di analizzare il problema della gestione dei cespiti nel modo più esauriente possibile, affrontando i problemi e le complicazioni derivanti dalla numerosità dei beni e delle loro categorie, e dal conflitto tra la contabilizzazione fiscale e quella civilistica/gestionale.

Problemi gestionali e fiscali

Il fatto che il costo vada ripartito tra più esercizi (anni) impone una valutazione diversa a seconda dell’obiettivo che si intende raggiungere.
Sotto il profilo fiscale è conveniente mostrare un costo di ammortamento più alto possibile al fine di raggiungere un risultato economico più basso possibile e pagare meno imposte.
Da un punto di vista gestionale, invece, occorre dare al management una visione più veritiera possibile dell’incidenza dei costi di ammortamento sul risultato economico della società.
Questo può significare anche intraprendere progetti volti a rivalutare le aliquote più adeguate alla giusta valorizzazione del costo annuale. Vediamo un esempio.

Figura 1

Figura 1: Dedicando una colonna specifica alle aliquote fiscali è possibile tenere una doppia contabilità sugli ammortamenti.

Ipotizziamo che una società acquisti un gruppo elettrogeno: se il business di questa società richiede un uso giornaliero del bene (come le società di catering esterno o le società che organizzano i concerti nelle piazze), non v’è dubbio che l’aliquota debba essere quella normalmente utilizzata per questi macchinari, poiché l’usura determinerà un deperimento del bene strumentale. Se invece il business dell’azienda implica un uso saltuario (ha bisogno di avere elettricità solo quando vi è un black out), allora è possibile ipotizzare l’assunzione di un’aliquota molto più bassa, quindi un ammortamento molto diluito nel tempo.

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Gianclaudio Floria è tra i maggiori esperti italiani di Excel. Si è occupato di Controllo di Gestione, Fusioni e Acquisizioni e Pianificazione Strategica a livello internazionale. Ha fondato Excelling.it, portale di riferimento per le applicazioni aziendali di Excel che offre una newsletter e numerosi Tips & Tricks. Autore di numerosi testi e pubblicazioni, tiene lezioni presso diversi Master post-laurea, tra cui il Master Amministrazione, Finanza e Controllo di Gestione de Il Sole 24 Ore Formazione.

1La terminologia esatta dovrebbe fare riferimento all’esercizio, cioè a un periodo temporale indefinito che può essere anche di un solo mese come di più anni. Questo libro, però, vuole avere un taglio pratico e, nella pratica, l’esercizio corrisponde quasi sempre all’anno.

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