Quando RFID incontra Excel

Cos'è RFID

Con RFID, acronimo di radio frequency identification, viene comunemente indicata quella tecnologia che permette l'identificazione a distanza di oggetti e persone. Grazie a particolari etichette a radiofrequenza dette anche smartlabels, transponders o tags, è possibile leggere e scrivere a distanza l'etichetta di un prodotto o il badge di una persona.
Pur essendo definita la tecnologia del futuro, RFID ha più di 60 anni.
Nel 1939, durante la seconda guerra mondiale, gli inglesi erano interessati a distinguere i propri aerei da quelli nemici. A tal fine svilupparono un sistema da applicare sui loro aeromobili (detti friendlies), in cui un trasponderrestituiva un segnale in codice ogni volta che veniva interrogato. In questo modo un aereo amico (friendly) era distinguibile da un aereo nemico (foe). La prima applicazione del vero predecessore di RFID, però, risale al 1945 quando Leon Theremin – in servizio per il governo sovietico - mise a punto un dispositivo per lo spionaggio.
Come molte tecnologie, però, l’avvento sul mercato di RFID avviene diversi decenni dopo.
Nel 1970 inizia lo sviluppo dei dispositivi per l’impianto su animali e sistemi antifurto. Negli anni ’80 la tecnologia progredisce ancora, ma solo verso la metà degli anni ’90 la miniaturizzazione dei tag assieme alla diminuzione del costo dell’elettronica consente lo sviluppo dei primi casi aziendali di successo.
In questo periodo storico ci sono alcuni elementi che danno visibilità a una tecnologia ritenuta - a torto – emergente:

la creazione di uno standard (ISO 15693) per i tag con frequenza 13,56Mhz

il tentativo di realizzare una codifica internazionale dei prodotti (EPC) con tecnologia RFID

la richiesta dell’uso della tecnologia RFID da parte delle grandi catene di distribuzione americane

Queste sono state le principali cause che hanno attirato l’attenzione dei media e degli operatori su questa rivoluzionaria tecnologia. In questo articolo ci occuperemo dei tags passivi operanti a 13,56 MHz compatibili con lo standard internazionale ISO 15693.

I Tag

All’interno del tag è presente:

una memoria

un micro-chip

un'antenna miniaturizzata

un condensatore

Il condensatore, attraversando il campo magnetico generato dal dispositivo di lettura/scrittura (comunemente definito reader), viene sollecitato a trasmettere o ricevere le informazioni.
Quando uno o più tags transitano nel campo operativo dell’antenna del reader, vengono sollecitati a rispondere ai comandi emessi dal reader.
La memoria di un tag è suddivisa logicamente in 2 parti, la prima parte è una memoria di sola lettura di 64 bit contenente il codice identificativo univoco del tag. La seconda parte, definita memoria utente, è leggibile e scrivibile centinaia di migliaia di volte. La quantità di memoria utente è variabile, i tags più comuni consentono di memorizzare oltre un centinaio di caratteri.
Esistono vari tipi di tag. A secondo del campo di applicazione, i tags possono assumere forme e dimensione tra le più disparate (etichette autoadesive, badge, bottoni, tondini, portachiavi, braccialetti, etc). Il costo unitario di un tag dipende essenzialmente dalla lavorazione a cui è stato sottoposto per realizzare il suo rivestimento e dalla sua forma. Indicativamente, un tag, nella sua forma più semplice, costa circa 50 centesimi di euro.

I vantaggi della tecnologia RFID

E’ evidente l'analogia con il codice a barre, ma le differenze sono notevoli.
Il tag contiene una memoria leggibile e scrivibile migliaia di volte. In altre parole, l’informazione gestita mediante tecnologia RFID, è un’informazione dinamica, ovvero è un’informazione aggiornabile nel tempo. Il reader, in base alla dimensione della sua antenna, è in grado di leggere e scrivere fino ad 1 metro di distanza più etichette contemporaneamente. Inoltre, la lettura/scrittura del tag, non risente di situazioni ambientali particolarmente sfavorevoli: polvere, assenza di luce, umidità, temperatura.
La lettura/scrittura del tag può avvenire anche se non è visibile oppure è sporco (per esempio si può leggere e scrivere il tag anche se questi è all’interno di una scatola, dietro un muro o nel portafoglio di una persona).
Quando il tag cessa la sua funzione può essere riutilizzato per altre applicazioni determinando un risparmio di costi notevole.
Un altro vantaggio della tecnologia RFID consiste nella possibilità da parte dell’applicazione, di inibire in maniera definitiva la scrittura del tag. L’inibizione può riguardare alcuni o tutti i blocchi della memoria del tag. Tale caratteristica risulta molto utile quando, per esigenze applicative, si vuole congelare in maniera definitiva l’informazione presente sul tag (si pensi a un tag applicato ad un’auto: la memoria contenente la targa verrà inibita alla scrittura, mentre la restante memoria, contenente i dati relativi alla manutenzione dell’auto, verrà aggiornata al momento dei tagliandi).
I campi di applicazione della tecnologia RFID, insomma, sono teoricamente infiniti. Ecco solo alcuni esempi applicativi:

controllo degli accessi (il tag conterrà gli orari di ingresso e di uscita)

gestione pazienti (il tag conterrà i dati importanti della cartella clinica)

pianificazione lavorazione (il tag conterrà le lavorazioni richieste e i tempi impiegati)

gestione documentale (il tag conterrà le principali info sul documento come la l’intestazione con la partita IVA di una fattura o l’autore, l’editore, la collana o l’anno di pubblicazione nel caso di un libro)

manutenzione impianti (il tag conterrà gli interventi effettuati/richiesti sull’impianto)

Articolo fornito da Domenico Marchitti (in collaborazione con www.excelling.it)


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