Verso il computer invisibile

Pubblicato: 2 agosto 2005

La diffusione di portatili, palmari e smartphone da una parte, insieme alla presenza di punti d’accesso wireless in ogni luogo, sta realizzando quello che fino a pochi anni fa era solo un sogno nei laboratori di ricerca più avanzati.

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Già 17 anni fa, Mark Weiser parlava ubiquitous computing, ovvero di piccoli dispositivi collegati mediante reti senza fili. Il computer decentralizzato aveva, nel progetto di Wieser, l’obiettivo di costruire un ambiente “attivo”, in grado di rispondere agli stimoli dell’uomo e anticipare le sue necessità.

Il suo lavoro è stato poi ripreso da Donal Norman (autore de Il computer invisibile) secondo cui i dispositivi di elaborazione diventeranno sempre più piccoli e diffusi, tanto da essere incorporati negli oggetti più comuni. E in tal modo diventeranno praticamente invisibili.

Già oggi abbiamo in tasca una potenza di calcolo enorme: un comune cellulare ha al suo interno una capacità di memoria e di elaborazione di gran lunga superiore a quella che i computer più potenti avevano all’epoca di Weiser. Smartphone e PocketPC rappresentano poi il definitivo passo verso la mobilizzazione del computer. Possiamo lavorare muovendoci esattamente come se ci trovassimo in ufficio davanti a un desktop. È sufficiente collegarsi a un hotspot wireless e accedere comodamente a tutti i dati aziendali.

Siamo nell’epoca del contiuous computing, secondo la definizione data da Wade Rush sulla rivista Technology Review. L’email ci segue su dispositivi palmari come lo smartphone. Via GPRS possiamo essere sempre collegati a servizi di istant messaging come MSN Messenger. Prodotti come Office Communicator consentono di essere sempre in collegamento con la propria azienda. E possiamo utilizzare tecnologie Voip per telefonare attraverso una rete a banda larga, come potrebbe essere una connessione Wi-Fi.

Tutto questo sta modificando radicalmente il modo di lavorare, di comunicare e di relazionarci con gli altri. I cambiamenti più visibili sono stati portati dall’email prima e dagli SMS poi, che hanno rappresentato una vera rivoluzione nel modo di comunicare sia a livello professionale sia nella sfera personale. Oggi la possibilità di collegarci a Internet in ogni luogo (in un bar, in aeroporto, durante il volo in aereo) rafforza ancora di più il nostro legame (e la nostra dipendenza) con la comunicazione digitale.

La prossima frontiera, già vicina per la verità, è la realizzazione di dispositivi radio controllati via software che permettano a un unico apparato di collegarsi a reti Wi-Fi, GSM, Bluetooth e altre ancora, adattando la frequenza di trasmissione e i protocolli di comunicazione alla rete in cui si trovano. Secondo uno studio di Venture Development si prevede un mercato di 5 miliardi di dollari nel 2007.

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Alberto Mari

Alberto Mari
Small Business Portal Manager
Microsoft Italia


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