Il nome è americano, ma l'idea è decisamente più europea. Stiamo parlando della "work-life balance" ovvero dell'equilibrio tra il lavoro e tutto il resto, tra la vita professionale e la vita familiare/sociale/personale. Un tema importante quanto difficile da spiegare. Tanto che molte aziende americane hanno addirittura organizzato dei corsi interni per gli impiegati per insegnare loro a costruire e mantenere un buon equilibrio tra le due sfere della propria vita. Ma dov'è il punto di equilibrio? Non si può ridurre il concetto a un semplice calcolo delle ore di lavoro. Equilibrio è una "situazione, condizione nella quale forze diverse si compensano tra loro", quindi una situazione stabile, in grado di durare nel tempo. La stabilità in questo caso è il punto chiave: una situazione dove la work-life balance non è ottimale è destinata a non durare e ad evolvere verso qualcosa di diverso, dal punto di vista professionale o dal punto di vista personale. In entrambi i casi, come ogni volta che si giunge a un punto di rottura, le conseguenze sarebbero traumatiche per entrambi gli interlocutori del rapporto professionale, l'azienda e il dipendente. Strumento fondamentale per migliorare la propria work-life balance è una corretta gestione del tempo. Ottimizzare il tempo a disposizione, organizzando le proprie attività in modo da rispettare priorità e scadenze, è cruciale per raggiungere il duplice scopo di perseguire gli obiettivi personali e mantenere una vita professionale equilibrata. Questo non significa che dobbiamo sempre svolgere più compiti contemporaneamente: "l'esecuzione contemporanea di più compiti potrebbe sembrare il modo giusto per giostrarsi tra le varie attività, ma in realtà impedisce di portarle effettivamente a termine", sostiene Laura Stack, autrice del volume Leave the Office Earlier. Se da un lato c'è chi chiede di aumentare l'orario lavorativo in Italia per portarlo almeno al pari delle maggiori ore lavorate negli Stati Uniti, dall'altro un autorevole economista americano vede nel modello europeo di un orario lavorativo ridotto a 35-38 ore la strada da seguire per un sistema sociale che funzioni nella nuova economia globale. Per ulteriori informazioni
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