Immaginate di spostarvi nel futuro via email e di incontrare voi stessi fra vent’anni. Che cosa vorreste raccontarvi? Un progetto americano consente di trasmettere la memoria avanti nel tempo, a noi stessi o ad amici. Per posta elettronica.
Chi non ha sentito parlare delle cosidette “capsule del tempo”? Si tratta di contenitori ermetici in grado di resistere centinaia o addirittura migliaia di anni, sepolti sotto terra e destinati a essere scoperti dai nostri discendenti. All’interno di questi serbatoi della memoria potremmo mettere oggetti, informazioni e tutto ciò che desidereremmo far arrivare integro ai nostri pronipoti. È una pratica comune da moltissimo tempo, anche se solo negli ultimi anni si sta cercando una qualche organizzazione del fenomeno, grazie anche alla costituzione della International Time Capsule Society. Per chi invece non ha a disposizione camere blindate sepolte sotto metri di cemento armato o contenitori indistruttibili, Matt Sly e Jay Patrikios a S. Francisco hanno avviato un progetto semplice quanto geniale: inviare una email nel futuro. FutureMe è il nome del progetto. Pochissime pagine e un form: indirizzo, oggetto, testo dell’email e data in cui inviarla. Il sistema arriva per ora fino al 31 dicembre 2036. La difficoltà maggiore sicuramente è nel trovare un indirizzo email che possa sopravvivere così tanto tempo anche se, a dire il vero, non siamo nemmeno sicuri che fra trent’anni l’email come la conosciamo esisterà ancora. Ma a parte questo l’aspetto entusiasmante sta nella creazione del messaggio. A chi vorreste scrivere? Che cosa vorreste dire e, soprattutto, quando dovrebbe essere recapitato il messaggio? La maggior parte delle oltre centimila email già registrate attraverso FutureMe hanno come destinatario lo stesso mittente. Spesso le email vengono inviate a distanza di pochi mesi, in altri casi rimangono memorizzate nei database per anni o decenni, in attesa di raggiungere il destinatario. Scrivere una email indirizzata a sé stessi fra alcuni anni è “un esercizio di introspezione formidabile” commenta Paul Hudson, cofondatore della International Time Capsule Society. E i messaggi che sono stati resi pubblici dai loro autori sono un esempio curioso dei risultati di questo esercizio: buon compleanno; felice pensione; complimenti per la tua laurea; sei ancora sposato con la stessa donna?; grazie a Dio sei ancora vivo; non pensavo che questa email sarebbe mai arrivata; ricordati di ricaricare il cellulare! Della stessa idea si è avvalsa Forbes con un progetto che, dal 24 ottobre al 30 novembre 2005 ha raccolto oltre 140.000 mail da inviare da qui a vent'anni. Circa un terzo di queste email sono state pianificate entro l'anno, mentre il 20% aspetteranno vent'anni all'interno di qualche server prima di essere spedite. L'importante è aggiudicarsi un indirizzo email, per esempio su Hotmail, che dia garanzie di durata nel tempo. Per ulteriori informazioni
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