Nonostante sia già stata stabilita una normativa, l'Europa continua a subire pesantemente questi fenomeni. In particolare, dall'Italia parte il 4,3% dello spam europeo. Secondo la Commissione Europea è tempo che gli Stati Membri adottino una politica più efficace per contrastarli.
"È tempo di trasformare il reiterato timore dello spam in azioni concrete di lotta contro questa attività illegale", afferma Viviane Reding, Commissaria responsabile della società dell'informazione e dei media. "Applicando la legislazione europea che vieta lo spam, le autorità dei Paesi Bassi sono riuscite a far scendere dell'85% i messaggi indesiderati nel loro territorio: sono sicura che anche altri paesi potrebbero raggiungere un simile risultato applicando più efficacemente la normativa in vigore. Riesaminerò questo problema l'anno prossimo per valutare se sia necessario adottare ulteriori disposizioni legislative antispam." Le email non richieste hanno ormai superato in numero quelle ufficiali, secondo stime di Symantec e MessageLabs si parla di una percentuale che va tra il 54% e l'85% di tutto il traffico email. Oltre a rappresentare uno spreco impressionante di risorse (ciascuna di queste email deve essere elaborata dai server di Internet, smistata, ricevuta e filtrata dai programmi di posta elettronica), si aggiunge il fatto che spesso queste email nascondono anche pericolose truffe (vedi il fenomeno del phishing). Ma come difendersi? Il primo passo è ovviamente quello di dare sempre importanza alla sicurezza del PC e dotarsi di software appropriato, in grado di proteggere la casella di posta elettronica e la navigazione Internet da questi pericoli. In secondo luogo, ma non meno importante, occorre lavorare sul fenomeno spam alla radice. Lo spam esiste perché c'è un mercato. Finché alcune aziende troveranno incauti clienti disposti a comprare online miracolosi prodotti farmaceutici, software di provenienza ignota o richiedere prestiti a condizioni impensabili, finché ci sarà un mercato per questi prodotti, ci saranno sempre soggetti senza scrupoli disposti a investire tempo e energie per intasare la rete di messaggi spazzatura che li pubblicizzano. Dobbiamo smettere di aprire queste email o, peggio ancora, di cliccare sui link contenuti. Bastano poche vendite per un'azienda di questo tipo a giustificare (ammortizzare) milioni di email distribuite in modo illecito. Ricordate che nessuno regala niente e se un prodotto fosse davvero miracoloso, non tarderebbe ad apparire nel mercato "ufficiale". Il fatto che ci arrivi da uno sconosciuto attraverso un canale illegale ci deve portare a un'unica e chiara azione: eliminare immediatamente il messaggio. Nella tabella che segue: i primi dodici paesi produttori di spam (fonte: Sophos).
Per ulteriori informazioni
Se hai trovato questi contenuti interessanti, abbonati alla newsletter PMI. È una mail gratuita che tutte le settimane ti informa sulle novità, sugli articoli, le scadenze e gli eventi più importanti. Oppure iscriviti al canale RSS: il nuovo modo di ricevere in diretta le informazioni via Internet. Per ogni commento, suggerimento, osservazione o critica: contattaci. Ci aiuterai ad offrire un servizio migliore.
|