Il campione analizzato è costituito da 16.943 imprese (11.941 ditte individuali e 5.002 società di persone). La criticità è rappresentata dalla presenza di finanziamenti in sofferenza o da 180 giorni consecutivi di esposizioni scadute. Dallo screening effettuato risulta che è il 3,9% delle imprese del campione a essere in situazione di default secondo i parametri di Basilea 2. La ricerca poi analizza la probabilità di default nei prossimi 12 mesi, attribuendo i cosiddetti rating alle ditte del campione. dall'analisi emergono tre gruppi di imprese. ![]() Nel primo rientrano le imprese virtuose fino alla solvibilità buona, che presentano un equilibrio finanziario e possono fare un salto di qualità consolidando la struttura economico finanziaria; un secondo gruppo definito inseguitrici che si pongono in una zona grigia tra la solvibilità sufficiente e la vulnerabilità soft, infine nell'ultimo gruppo rientrano quelle delle imprese attardate, con notevoli difficoltà finanziarie. Una particolarità emerge poi con riguardo alla relazione tra tasso di default e mercato di riferimento. I dati evidenziano che tanto è maggiore l'ampiezza del mercato tanto più è elevato il tasso di default riscontrato tra le imprese. Per chi opera nei confini cittadini infatti la soglia è del 3,2%, mentre si balza al 9,2% di rischiosità per i mercati extra Ue. ![]() La lettura fornita è in relazione alla concorrenza più agguerrita e allo stesso tempo al reperimento di risorse necessarie a finanziare il presidio della propria posizione sul mercato. Per quel che riguarda la voce dei tempi di incasso di pagamento la ricerca offre una situazione di inedito virtuosismo: il 42,1% dispone di una coincidenza tra i tempi di incasso e pagamento, il 34,3% gode di vantaggi nella definizione delle scadenza mentre per il 23,5% i tempi di pagamento sono inferiori a quelli di incasso. «Non sono d'accordo con i risultati così tranquillizzanti, il dato legato ai giorni di pagamento mi sembra eccessivamente positivo», riflette Stefano Caselli, docente senior dell'area intermediazione finanziaria e assicurazioni all'università Bocconi. «Non mi sembra rappresenti bene il sistema italiano con riferimento agli operatori più piccoli». La dilazione dei tempi comunque accresce il rischio del default, chi incassa a 90 giorni, tempo medio di pagamento peraltro per le pmi, è esposto al rischio.
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