Basilea 2 al banco di prova

Gestione finanziaria oculata

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Gestire in modo consono da un punto di vista finanziario la propria impresa diventerà un tema centrale nei prossimi anni. Ai sensi di Basilea 2 una sana gestione finanziaria avrà la stessa valenza di una corretta gestione industriale. Di seguito procederemo con una disamina dei principali accorgimenti da adottare per non incorrere in penalizzazioni in termini di rating.

Ad esempio, finanziare gli investimenti in beni durevoli (macchinari, impianti, immobili, attrezzature, marchi, brevetti, immobilizzazioni in genere) con prodotti di breve termine, vale a dire fidi di cassa, smobilizzo crediti e finanziamenti liberi con duration inferiore a 18 mesi rappresenta un primo grave errore da evitare. Si tratta di una scelta assolutamente non conforme ai dettami della finanza, altamente rischiosa e priva di significato. Qualsiasi bene che conferisca all'impresa benefici su più esercizi deve essere finanziato con strumenti che spalmino il peso del debito contratto per acquisirli su un numero adeguato di anni.

Gli esercizi saranno allora una decina o una quindicina in caso di acquisto o costruzione di immobili, tre o cinque se invece si tratta delle restanti voci (materiali e immateriali). Il beneficio per l'impresa è molteplice; non soltanto si accaparra linee bancarie che godono del beneficio del termine e che quindi non possono essere soggette ad azioni direvoca da parte del sistema bancario se non in caso di palese dissesto finanziario, ma fissa contrattualmente il pricing dell'operazione limitando il numero di variabili costo. Infatti, una volta definito il tasso dell'operazione all'interno del contratto di finanziamento, alla banca resta ben poco margine per modificare le condizioni pattuite con l'imprenditore.

Ben diversa la situazione per i prodotti di breve termine. Basti pensare al numero di ammennicoli collegati a uno scoperto di conto corrente e tranquillamente modificabili dall'istituto bancario in un qualsiasi momento (giorni banca, spese per riga, spese di gestione rapporto, spese di chiusura trimestrali, commissioni di massimo scoperto, ecc.).

Come sopra accennato, le linee di breve termine sono contraddistinte da un'elevata vulnerabilità in termini di revocabilità. In cinque giorni l'istituto può chiedere all'impresa di rientrare dalla propria esposizione di cassa o di azzerare l'utilizzo dei propri castelletti di salvo buon fine o di anticipo fatture, con evidenti traumi per il soggetto debole del contratto (l'impresa appunto). Utilizzare queste forme tecniche per coprire i propri investimenti significa sottoporre l'azienda a una potenziale crisi di liquidità, con quel che ne consegue.

Per queste tipologie di spesa è estremamente pericoloso anche ricorrere allo smobilizzo crediti, perché in caso di diminuzione degli ordinativi a seguito di crisi di mercato, delle importanti riserve di liquidità verrebbero a mancare, perché utilizzate come coperture per l'acquisto di immobilizzazioni e non per supportare il cosiddetto debito di funzionamento.

I finanziamenti di durata inferiore ai diciotto mesi presentano gli stessi limiti delle due forme analizzate sopra: sono facilmente revocabili e non possono rimanere in essere per lunghi periodi. Aggiungono eventualmente ancora una variabile di forte criticità se accesi in divisa (in valute diverse dall'euro), perché assegnano un'ulteriore incognita alla gestione, derivante dall'oscillazione del cambio.

La facilità di ottenimento di una linea di smobilizzo crediti o di un finanziamento entro i 18 mesi spingono l'imprenditore a sovrappesare l'utilizzo delle linee di breve termine. Esiste però sul mercato la possibilità, attraverso la garanzia dei confidi, di ottenere agevolmente anche linee di medio termine. L'importante è sfruttare tutte le possibilità che il mercato finanziario offre (cooperative fidi appunto) per potenziare la propria capacità di credito.

Utilizzare strumenti di breve termine per coprire beni durevoli comporta un peggioramento degli indici di struttura, cioè di quegli indicatori che misurano l'equilibrio finanziario dell'impresa. Un esempio su tutti: il rapporto

Rapporto

dovrebbe normalmente esporre valori superiore a 1-1,25. Utilizzando in modo improprio le fonti di finanziamento il rapporto tende a decrescere e a spostarsi sotto l'unità a causa dell'incremento del denominatore, dovuto all'acquisizione di nuove immobilizzazioni (attivo immobilizzato appunto).

Purtroppo il numeratore non cresce di conseguenza perché la fonte finanziaria utilizzata, anziché essere rappresentata da un finanziamento a medio termine (che troverebbe allocazione tra i capitali permanenti insieme al patrimonio netto) è costituita da una linea di breve termine che come tale va appostata tra i debiti di breve termine (o debiti di funzionamento).

Gli indici di struttura fanno parte di tutti i sistemi di rating in via di adozione ai fini di Basilea 2. Un peggioramento di questi indici incide quindi di conseguenza in modo sostanziale sul rating d'impresa, con riflessi negativi in termine di pricing del credito e di concessione di nuove linee.


Autore: Carlo Morichini - Fidindustria S.c.ar.l.p.a.
Fonte: Finanziamenti & credito - Novecento media, n. 2, 25 Febbraio 2008


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