Basilea 2 al banco di prova

Basilea 2 entra pienamente a regime, portandosi appresso i sistemi di rating interno delle banche, testati negli ultimi anni sui bilanci aziendali. Il nuovo accordo raccoglie fatalmente il testimone cominciando a produrre i primi effetti. Le imprese saranno investite in pieno dall'avvento dei rating e il bilancio 2007 costituirà il primo banco di prova.

Dalle banche nuovi modelli

A partire da quest'anno costo del denaro e quantità di credito disponibile oscilleranno in funzione dei virtuosismi finanziari delle imprese, a seconda del loro standing creditizio.

Bilancio

Il bilancio aziendale dovrà comunicare alla banca l'immagine di un'azienda che:
• sa far buon uso del capitale proprio e non abusa del credito bancario,
• è in grado di generare abbondante cash flow (la linfa necessaria a rimborsare i prestiti che il sistema bancario ha concesso).

Gestire in modo consono da un punto di vista finanziario la propria impresa diventerà un tema centrale nei prossimi anni. Ai sensi di Basilea 2 una sana gestione finanziaria avrà la stessa valenza di una corretta gestione industriale.

Focus sulla struttura patrimoniale

È necessario, come già detto precedentemente, prestare molta attenzione alla struttura patrimoniale dell'impresa. La debolezza patrimoniale delle imprese italiane trae origine dagli ultimi 50 anni di politica fiscale dei governi via via succedutisi, che hanno creato nell'imprenditore una cultura finanziaria sfocata e distorta.

Per rispondere alle esigenze di Basilea 2, si stanno affermando sul mercato finanziario prodotti quali prestiti partecipativi e mezzanini.

Gestione del cambio

Un'ultima riflessione sulle operazioni in divisa. Un buon direttore finanziario o un buon imprenditore devono saper sfruttare a fondo i frutti derivanti dal una corretto monitoraggio di questo tipo di rischio.

Su questa variabile alcune banche italiane hanno costruito i loro conti economici degli ultimi anni, a scapito delle Pmi. Il basso livello dei tassi ha effettivamente scatenato l'appetito degli imprenditori meno avvezzi al rischio, facendoli cadere nelle trappole tese da alcune banche.

A cura di Carlo Morichini - Fidindustria S.c.ar.l.p.a.
Fonte: Finanziamenti & credito - Novecento media, n. 2, 25 Febbraio 2008

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