Basilea 2, il futuro entra nel rating dell'azienda

Analisi qualitativa dell'impresa

Tra i criteri di valutazione assume un ruolo strategico l'analisi qualitativa. Ciò significa giudicare un'impresa non solo sulla base dei bilanci, ma anche sulle potenzialità di sviluppo economico.

*
In questa pagina
Il gestore bancarioIl gestore bancario
Le check listLe check list
L'analisi strategicaL'analisi strategica

Intangibles, ovvero il patrimonio intangibile dell'impresa. All'interno dei modellini di rating targati Basilea 2, trova posto (poco o tanto che sia lo spazio riservato) anche l'analisi qualitativa dell'impresa.

La funzione, lo scopo dell'inserimento dei dati qualitativi all'interno di un modello matematico, risponde all'esigenza di "umanizzare" i sistemi di rating consentendo loro di valutare l'affidabilità di un'impresa non soltanto in base a freddi numeri di bilancio, ma considerando anche programmi, capacità imprenditoriali, idee della struttura sotto esame. Riguardo all'incidenza della parte intangibile sul risultato finale è credibile immaginare che la componente qualitativa possa modificare il giudizio nella misura di un 5-10%.

Uno strumento, quindi, per affinare meglio la valutazione strategica dell'impresa e per meglio percepire la sua vulnerabilità. L'orizzonte temporale su cui si sviluppa l'analisi qualitativa è un orizzonte di medio termine, ma le stime si sono rivelate buone anche per periodi più brevi (inferiori ai 18 mesi). A differenza dell'analisi quantitativa quindi, che è rivolta al passato, con gli intangibles si considerano presente e ancor di più, futuro. Da questo punto di vista assistiamo ad un vero e proprio capovolgimento di fronte e di visione. Non è più importante ciò che si è fatto, ma piuttosto quello che si è in grado di fare.

Il gestore bancario

Attore principale della mappatura qualitativa dell'impresa è il gestore bancario, a cui è portafogliata l'azienda in questione. È lui che conosce la realtà produttiva affidatagli in gestione dalla banca, è lui che si reca fisicamente e periodicamente presso l'impresa a verificare il suo stato di salute e le sue potenzialità.

È il gestore e soltanto il gestore che può rendersi conto della qualità dei macchinari che l'azienda sta utilizzando (se si tratta o meno di macchinari obsoleti), delle capacità imprenditoriali di chi gli sta davanti, del livello organizzativo dell'impresa.

La figura del gestore ricopre quindi un ruolo strategico nella corretta valutazione dell'impresa. Di conseguenza è fondamentale che il sistema bancario individui soggetti adeguatamente preparati e formati per adempiere in modo ineccepibile a tale compito, altrimenti si finirebbe per peggiorare le discrepanze tra realtà e valutazione finale.

Se al gestore mancano le cognizioni tecniche per valutare la bontà del progetto imprenditoriale che ha di fronte, anziché produrre benefici al sistema, produrrà inefficienze, con danni sia per l'impresa sia per la banca stessa.

Le check list

L'analisi qualitativa è di solito strutturata sotto forma di check list o questionario; prevede risposte chiuse, con pesatura predefinita. Ovviamente è in grado di assegnare ad ogni realtà analizzata (ad ogni impresa) una classe di merito ben definita. Lo scopo del questionario deve essere quello di valutare il vantaggio competitivo di un'azienda sulla base di ciò che sarà in grado di fare in futuro, grazie alle competenze che già possiede.

Si tratta quindi, come già detto, di un'analisi del divenire, in contrapposizione con la staticità dell'analisi quantitativa basati su dati già manifestatisi.

All'interno della check list, che andrebbe compilata dal gestore bancario in compagnia del valutato (l'azienda) al fine di ottenere il massimo risultato, si trovano una serie di indicatori strategici, che potrebbero essere così riassunti:

corporate governance,

mercato,

prodotti e servizi,

clienti,

concorrenti,

innovazione e sviluppo,

fornitori,

risorse umane,

competenze,

management.

Partendo dal primo indicatore, possiamo definire corporate governance il sistema di regole in base alle quali le imprese sono gestite e controllate. Al suo interno troveremo informazioni e valutazioni su compagine societaria, funzioni aziendali e deleghe, controllo di gestione, break even point come percentuale del fatturato, tematiche inerenti al passaggio generazionale.

Secondo indicatore: il mercato, inteso come area geografica in cui l'impresa opera e vende il proprio prodotto. E poi: settore di appartenenza, prospettive riguardo al tasso di crescita atteso per quel particolare comparto merceologico. Le domande mirano ad approfondire la reale valenza aziendale riguardo a quote di mercato, valore dei concorrenti, percentuale di fatturato ottenuto sui mercati esteri, posizione occupata sul mercato, andamento atteso ecc.

Altra serie di indicatori molto importanti sono quelli inerenti prodotti, servizi e clientela dell'azienda sotto valutazione. Vengono sondate le motivazioni all'acquisto che stanno alla base della preferenza dell'utilizzatore per i prodotti dell'impresa, il grado di soddisfazione della clientela e i suoi bisogni. Qui l'analisi muove i propri passi scandagliando l'intricato universo delle motivazioni che spingono all'acquisto dei prodotti.

Si potrà trattare del prezzo, dell'immagine che tali prodotti hanno sul mercato, del servizio offerto a chi acquista, dell'assistenza post vendita, del mantenimento del valore del bene nel tempo, o del grado di fidelizzazione che l'azienda riesce a costruire con la propria clientela. Si andranno ad esaminare i principali prodotti che l'impresa fabbrica, il loro ciclo di vita, la percentuale dei resi, il grado di concentrazione del rischio (l'impresa ha tanti clienti, pochi, è mono cliente), la capacità di pianificazione dell'imprenditore o del management riguardo alle vendite (portafoglio ordini), i canali distributivi utilizzati.

Molto importante anche l'esame della concorrenza, intesa nell'ottica di valutare il reale pericolo che i concorrenti rappresentano per l'impresa. Contempla l'analisi sui principali competitors, sul loro fatturato e sulle quote di mercato detenute, con lo scopo di definire se l'azienda da affidare si trova in posizione dominante o meno.

Il grado di innovazione rappresenta un'altra variabile cruciale nell'analisi degli intangibles. Qual è la percentuale annua, rispetto al fatturato, della componente ricerca e sviluppo? Quanto incidono i costi per innovare il prodotto, per svilupparlo rispetto al fatturato? Esiste una pianificazione dell'innovazione? Qual è il portafoglio brevetti dell'azienda? Ne detiene molti? Nessuno? Arriviamo ai fornitori. Sono strategici e contornano l'azienda in modo pressoché permanente o sono caratterizzati da una forte saltuarietà? L'impresa dispone di alternative per mantenere gli standard qualitativi o è nelle mani di pochi fornitori monopolisti? Ma il vero cardine dell'impresa sotto l'aspetto qualitativo è rappresentato dalle ultime due variabili, che, anche ai fini della pesatura, appaiono prioritari e "pesanti": risorse umane e management.

Partendo dalle prime, vero motore dell'impresa, occorrerà scandagliare a fondo il reale livello di affezione dimostrato dai dipendenti (grado di assenteismo, soddisfazione, turnover). Si andrà poi a verificare l'eventuale utilizzo di consulenze esterne e della formazione interna.

Ultimo il management, ovvero il governo dell'impresa. Moralità, onorabilità, capacità tecniche, imprenditoriali, gestionali. Valutazione periodica dell'operato. Conoscenza di tutto ciò che con l'azienda interagisce (mercato, clienti, concorrenti, fornitori…).

L'analisi strategica

Ultimata la compilazione della check list, nell'ipotesi ovviamente di una piena e onesta collaborazione da parte dell'impresa, la banca potrà procedere ad un'analisi strategica del grado di vulnerabilità aziendale, incrociando i dati raccolti e implementando il proprio modellino di rating con le nuove informazioni acquisite. Ribadisco la necessità di un atteggiamento collaborativo da parte dell'impresa.

D'altro canto quest'ultima ha tutto l'interesse a rendere di dominio pubblico informazioni su alcune sue peculiarità che altrimenti resterebbero celate e che viceversa sono in grado di migliorarne la valutazione. Tutto ciò presuppone un cambiamento da parte di imprenditori e manager, che devono far partecipi delle loro idee e dei loro programmi anche il mondo bancario, cosa che fino ad oggi non avveniva. A loro volta le banche dovrebbero evolvere in qualcosa di più vicino alle imprese, un vero partner finanziario, in grado di valutare obiettivamente tali idee e tali progetti.

Evolvere non è mai semplice. Da un lato gli imprenditori sono da sempre abituati ad essere reticenti, a custodire gelosamente i loro segreti, a fornire il minor numero di informazioni possibili. Dall'altro lato gli istituti forse ancora non dispongono di gestori in grado di valutare correttamente le reali potenzialità di un business. Si prospetta quindi un cammino lungo e tortuoso, ma è soprattutto da una corretta interpretazione e valutazione delle informazioni qualitative che i modellini di rating potranno dimostrarsi vincenti, perché è proprio da qui che l'analisi d'impresa spicca un balzo in avanti, inserendo per la prima volta nel meccanismo di valutazione un nuovo importantissimo elemento: il futuro. L'impresa per la prima volta non verrà più unicamente premiata o bocciata a seconda di quello che ha fatto in passato e che si evince dai bilanci, ma anche in virtù di quelle che sono le sue potenzialità.


Autore: Carlo Morichini - Fidindustria S.c.ar.l.p.a.
Fonte: Finanziamenti & credito - Novecento media, n. 3, 25 Marzo 2009

TAG:

Se hai trovato questi contenuti interessanti, abbonati alla newsletter PMI. È una mail gratuita che tutte le settimane ti informa sulle novità, sugli articoli, le scadenze e gli eventi più importanti. Ci trovi anche su Facebook e Twitter.


In partnership con Novecento
**
**
**
**


Concorso: in palio 15.000 euro in tecnologia

Finanziamenti & credito

Risorse
Chiudi



Condividi
Chiudi