Clima, parte il conto alla rovescia

Con la pubblicazione in Guue del pacchetto 20-20-20, al via gli adempimenti per le imprese

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Le prime a essere operative sono le misure per auto più verdi

Progettazione di veicoli ancora più verdi, produzione di carburanti e biocarburanti maggiormente ecocompatibili, nuove industrie obbligate all'acquisto dei «permessi per inquinare», ulteriore riduzione delle emissioni di gas serra provenienti da determinati settori produttivi.

Questo il contributo che il mondo dell'impresa sarà chiamato a prestare nella lotta ai cambiamenti climatici già a partire dal 2010 in base alla versione definitiva del «pacchetto clima-energia», il pacchetto costituito dall'insieme di sei provvedimenti messo a punto dall'Unione europea e ora ufficializzato con la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Il pacchetto, altresì noto come ««20-20-20» e composto da un regolamento, quattro direttive e una decisione (tutti sulla Guue del 5 giugno 2009 n. L140), mira a raggiungere entro il 2020 una riduzione del 20% delle emissioni di gas a effetto serra, l'abbattimento del 20% dei consumi energetici comunitari, l'aumento del 20% dell'utilizzo di energie da fonti rinnovabili.

L’obiettivo in sintesi
SettoreProvvedimentoContenuto

Riduzione emissioni autovetture

Regolamento Ce n. 443/2009

COSA: dal 1° gennaio 2012 nuovi limiti massimi di emissione di C02 (120grCO2/km)

COME: entro il 2012 il 65% delle nuove vetture dovrà rispondere ai requisiti; entro il 2014 l’80%, entro il 2015 l’interaproduzione

Incremento energie rinnovabili

Direttiva 2009/28/Ce

COSA: entro il 2020 raggiungimento obiettivo comunitario dell’utilizzo di almeno il 20% di energie da fonti rinnovabili.

COME: almeno il 10% del risparmio energetico dovrà comunque provenire dal settore dei trasporti

Rispetto di nuovi criteri di ecocompabilità per i biocarburanti

Estensione mercato quote emissioni

Direttiva 2009/29/Ce

COSA: entro il 2020 abbattimento emissioni di gas serra del 20% rispetto ai livelli del 2005

COME: allargamento del novero delle industrie obbligate ad acquistare i permessi per inquinare. A partire dal 2013 tutti gli Stati membri dovranno affidare ad una gara all’incanto le quote non assegnate gratuitamente

Riduzione gas serra da combustibili

Direttiva 2009/30/Ce

COSA: abbattimento di almeno il 6% entro il 2020

COME: divieto di commercializzazione di benzine e combustibili diesel con tenore di zolfo ed additivi superiori ai nuovi limiti; nuove caratteristiche per biocombustibili

Stoccaggio sotterraneo carbonio

Direttiva 2009/31/Ce

COSA: regole per l’individuazione e gestione dei siti di stoccaggio di CO2

COME: criteri di caratterizzazione siti, regole su professionalità, autorizzazioni, garanzie finanziarie gestori

Riduzione gas serra altri settori

Decisione 407/2009/Ce

COSA: riduzione a livello comunitario del 10% entro il 2020 rispetto ai livelli del 2005 delle emissioni provenienti da settori non inclusi nel sistema di scambio quote, come quelli del trasporto stradale, marittimo e dell’agricoltura

COME: possibilità per gli Stati membri di utilizzare, in parte i diritti di emissione acquisiti per gli anni successivi, ricorrere a scambio dei medesimi e realizzazione di progetti in Paesi terzi

Riduzione emissioni autovetture

Immediatamente operative dall'8 giugno 2009 le disposizioni recate dal regolamento Ce n. 443/2009 che obbligano i fabbricanti di autovetture a pianificare, con ricorso a nuove tecnologie e promozione di carburanti a basso impatto ambientale, un graduale abbattimento delle emissioni di anidride carbonica provocate dai loro prodotti. Ogni costruttore di autovetture sarà obbligato dal 1° gennaio 2012 a rispettare nuovi limiti massimi di emissione di CO2, che coincidono con 120grCO2/km. Target che dal 2020 passerà a 95 grCO2/km. Le tappe per le industrie automobilistiche saranno tre: entro il 2012 il 65% delle nuove vetture dovrà rispondere ai descritti requisiti; entro il 2014 lo dovrà essere l'80% delle auto, entro il 2015 l'intera produzione. Le nuove regole riguarderanno tutti i veicoli a motore inclusi nella categoria M1 della direttiva 2007/746/Ce, a esclusione di quelli adibiti a uso speciale (allegato II, parte A, punto 5, stessa direttiva) e immatricolate per la prima volta sul territorio Ue. Il superamento dei limiti di emissione comporterà il pagamento di una indennità calcolate in base all'eccesso di C02 emesso moltiplicato per il numero di autovetture. Deroghe sono previste per i costruttori di autovetture in misura inferiore alle 10 mila unità annuali.

Incremento energie rinnovabili

Ogni stato dovrà concorrere al raggiungimento entro il 2020 dell'obiettivo comunitario dell'utilizzo di almeno il 20% di energie da fonti rinnovabili. La partecipazione dei singoli stati è stabilita dalla direttiva 2009/28/Ce (direttiva da trasporre sul piano nazionale entro il 5 dicembre 2010), che per l'Italia prevede il target del 17%. Almeno il 10% del risparmio energetico dovrà provenire dal settore dei trasporti. Ogni stato dovrà raggiungere gli obiettivi prefissati predisponendo un proprio piano nazionale (sul modello che la Commissione Ue adotterà entro il giugno 2009) e attuando azioni di promozione dell'efficienza e dei risparmi energetici e ricorrendo anche a strumenti quali regimi di sostegno, cooperazione con altri stati. A concorrere al raggiungimento del target saranno altresì nuovi e più stringenti criteri di ecocompabilità per i biocarburanti. Questi, per essere computati tra le energie rinnovabili, dovranno infatti assicurare rispetto di biodiversità, ecosistema, bassa emissione di gas serra. Estensione mercato quote emissioni.

Entro il 2020 le emissioni di gas serra dovranno essere abbattute del 20% rispetto ai livelli del 2005. Il raggiungimento del nuovo target imposto dalla direttiva 2009/29/Ce (da attuare entro il 31 dicembre 2012) dovrà avvenire secondo un calendario che partirà nel 2013 e si estenderà fino alla deadline del 2020. Operativamente, l'obiettivo sarà perseguito, innanzitutto, mediante l'allargamento del novero delle industrie obbligate ad acquistare i permessi per inquinare. Tra le new entry, le attività di produzione dell'alluminio, di metalli non ferrosi, lana minerale e quelle deputate alla fabbricazione di numerosi prodotti chimici. Ancora, a contribuire all'abbattimento dei gas serra sarà l'innalzamento delle percentuali dei diritti di emissione che ogni impianto dovrà pagare per poter emettere i propri fumi in atmosfera. Sono tuttavia previste delle misure di sostegno per le industrie a elevata intensità energetica (fondamentalmente, quelle del settore manifatturiero, le quali potranno ottenere l'assegnazione gratuita fino al 2027 delle quote) e delle esclusioni dal sistema del mercato emissioni per gli impianti di ridotte dimensioni (meno di 25 mila tonnellate di C02 annue).

Punto nodale della nuova direttiva l'istituzione di un meccanismo d'asta per i premessi di inquinare. Infatti, a partire dal 2013 tutti gli stati dovranno affidare a gare all'incanto le quote non assegnate gratuitamente. I proventi dovranno in gran parte essere destinati alla riduzione delle emissioni di gas serra attraverso il finanziamento del Fondo globale per l'efficienza energetica e le energie rinnovabili, la promozione di ricerca e sviluppo, gli aiuti al settore edilizio. L'obbligo di riduzione delle emissioni potrà arrivare al 30% previo accordo internazionale (accordo previsto nell'ambito della conferenza Onu sul clima calendarizzata per il prossimo dicembre a Copenaghen).

Riduzione gas serra da combustibili

Le emissioni di gas serra prodotte dal ciclo dei combustibili dovranno essere abbattute di almeno il 6% entro il 2020. L'obiettivo, imposto dalla direttiva 2009/30/Ce (da trasporre sul piano nazionale entro il 31 dicembre 2010), sarà assicurato tramite il divieto di commercializzazione di benzine e combustibili diesel con tenore di zolfo e additivi superiori ai nuovi limiti sanciti dalla direttiva in parola e alle nuove caratteristiche che i biocombustibili dovranno avere. Per la fabbricazione di questi ultimi sarà infatti vietato l'impiego di materie prime che può cagionare danni all'agricoltura e l'utilizzo di terreni che mediante la conversione a fonte di produzione possano provocare una perdita di carbonio non compensabile.

Stoccaggio sotterraneo carbonio

La lotta ai gas serra passerà anche attraverso lo stoccaggio del biossido di carbonio nel sottosuolo. La direttiva 2009/31/Ce (attuazione entro il 25 giugno 2011) detta infatti le regole per l'individuazione dei siti che i singoli Stati membri vorranno dedicare al deposito, siti da scegliere in base a precisi criteri di caratterizzazione. Lo stoccaggio dovrà essere subordinato ad una autorizzazione rilasciata dalle Autorità pubbliche competenti e al rispetto, da parte dei gestori dei siti, di precisi parametri ambientali, professionali e di garanzia finanziaria.

Riduzione gas serra altri settori

A contribuire alla riduzione dei gas serra sarà il controllo delle emissioni provenienti da settori non inclusi nel sistema di scambio quote, come quelli del trasporto stradale, marittimo e dell'agricoltura. La decisione 407/2009/Ce (operativa dal 25 giugno 2009) impone infatti agli stati Ue di concorrere alla riduzione dei gas serra di detta provenienza nella misura del 10% entro il 2020 rispetto ai livelli comunitari del 2005. Per il raggiungimento degli obiettivi (l'Italia dovrà ridurre le proprie emissioni di settore del 13%), sarà possibile per gli Stati utilizzare, in parte, i diritti di emissione acquisiti per gli anni successivi, nonché ricorrere allo scambio dei medesimi ed alla realizzazione di progetti di abbattimento in paesi terzi.


Autore: Vincenzo Dragani
Fonte: ItaliaOggi Sette – 15 Giugno 2009

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