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La richiesta occupazionale è per le figure di verticeLa sfida dell'internazionalizzazione, i venti di crisi che arrivano dai mercati finanziari e impongono una revisione dei rapporti con il mondo del credito, la necessità di innovare per restare competitivi. Tre ragioni che spiegano la necessità di nuove professionalità per il mondo delle pmi. A dispetto di un quadro economico generale in via di peggioramento, con i consumi fermi, il prodotto interno lordo che procede a passo di gambero (-0,1% le previsioni del Fondo monetario internazionale per l'anno in corso) e la disoccupazione che rialza la testa (6,7% nel secondo trimestre), le pmi si dimostrano il settore più dinamico. Come certifica un recente rapporto di Unioncamere, saranno loro a trainare il mercato del lavoro nei prossimi mesi, colmando i vuoti delle grandi aziende. ![]() Le figure più ricercateMpsItalia, società di executive search di Gi Group, ha effettuato un sondaggio tra le imprese di piccole o medie dimensioni per conoscere gli orientamenti occupazionali per i prossimi mesi. Dalla ricerca emerge un quadro per certi versi sorprendenti: in testa alle ricerche ci sono figure come direttori generali, direttori commerciali, export manager e operations manager, ovvero tutte figure per tradizione appannaggio delle grandi aziende. È in atto, quindi, un processo di trasformazione silenzioso che sta cambiando radicalmente la struttura organizzativa delle pmi, storicamente ancorate al ruolo predominante dell'imprenditore, con il suo nucleo familiare in vario modo coinvolto nelle posizioni strategiche. Oggi, invece, queste stesse realtà vanno a caccia di professionisti con elevati skill, nella maggior parte dei casi con una lunga esperienza alle spalle, spesso maturata all'interno di grandi realtà. I motori di questa nuova stagione sono essenzialmente due: l'esigenza di riorganizzazione interna per combattere gli sprechi e tirare fuori valore e la necessità di internazionalizzare le vendite, e in alcuni casi anche la produzione, a fronte di mercati sempre più globalizzati. Imprese di qualità al topSandro Sereni, senior partner di MpsItalia, disegna l'identikit delle aziende più dinamiche: «In un contesto di difficoltà economica per la grande impresa, le note liete sul fronte occupazionale arrivano soprattutto dalle aziende che realizzano prodotti di qualità e hanno un fatturato fino a 50 milioni di euro. Si tratta infatti di aziende di piccole e media dimensione a prevalente gestione imprenditoriale diffuse su tutto il territorio italiano e appartenenti a diversi settori e distretti industriali, ma accomunate da un focus produttivo su beni di alta qualità, alla ricerca di nuovi mercati emergenti in cui proporsi». Un dato che trova conferma dalla professionalizzazione della ricerca di figure professionali: «Negli anni 90 solo il 15% si rivolgeva a società di executive search per ricercare professionalità adeguate ai propri bisogni, mentre tutte le altre preferivano muoversi in proprio. Oggi la quota è salita al 40%, un dato che dovrebbe essere confermato anche nel 2009». Dalla ricerca emerge che più della conoscenza specifica del prodotto, nei candidati viene valutata con favore la buona conoscenza dei mercati di interesse, specie quelli dell'Europa orientale e dell'Est asiatico nel caso di figure commerciali e legate all'export, alle quali viene chiesto soprattutto di trovare i canali più efficaci per entrare in questi mercati. Nel caso, invece, di realtà in fase di ammodernamento e ristrutturazione l'esperienza organizzativo-gestionale e la maturità, anche anagrafica, sono i plus ricercati nei manager da assumere come direttori generali che sappiamo garantire continuità operativa e nuovi scenari di business. «In questo contesto manager senior con esperienze internazionali alle spalle e con l'entusiasmo di cogliere nuove sfide hanno ottime chance di inserimento», commenta Sereni, «la maturità e la professionalità acquisite sono un biglietto da visita molto apprezzato dall'imprenditore». Crescono le opportunità per i lavoratori più qualificatiSecondo l'ultimo osservatorio Excelsior, curato da Unioncamere e ministero del lavoro, sono le piccole imprese a sostenere l'occupazione in questo scenario negativo per i mercati. Nel primo semestre dell'anno, le pmi (dalla ricerca sono ricomprese in questa categoria quelle con meno di 50 dipendenti) hanno incrementato i posti di lavoro dell'1,5% rispetto allo stesso periodo del 2007, mentre le grandi aziende hanno subito una contrazione dello 0,2%, mentre le medie aziende hanno registrato uno 0,2% di crescita. Il dato complessivo per il 2008 dovrebbe attestarsi su un risultato positivo per 110 mila unità. Quanto alle professionalità, c'è uno spostamento verso l'alto delle competenze richieste, a conferma della ricerca di qualità da parte dell'imprese. In particolare, l'anno si chiuderà con 20 mila assunzioni in più tra i profili cosiddetti «high skill», cioè dirigenti, impiegati a elevata specializzazione e tecnici. Risulterà, invece, in calo la domanda di operai non specializzati.
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