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Il sistema finanziario, nell'approcciare questo nuovo mercato, ha dovuto tener conto della caratteristica che lo contraddistingue e cioè che i denari ritornano in un arco temporale più ampio rispetto a quello di un investimento tradizionale. Per ammortizzare il costo di un impianto fotovoltaico o di una centrale idroelettrica non sono sufficienti i canonici cinque anni, ma bisogna spingersi su orizzonti temporali che superano la soglia dei dieci anni, per abbracciare anche i venti. Di qui la necessità di costruire prodotti finanziari con piani di rimborso di ampio respiro, supportati da garanzie innovative rispetto al passato. L'utilizzo dello strumento ipotecario viene via via sostituito da vincoli sul "conto energia", da garanzie consortili di lunga durata e da polizze assicurative che coprono malfunzionamenti e sottoproduzione. Si instaura un legame forte tra la tipologia di garanzia richiesta e l'oggetto del finanziamento, cioè l'impianto. È sulla sua reale capacità di generare i flussi di cassa necessari per pagare le rate che gli istituti si concentrano. Vengono richiesti contratti di fornitura con performance bond sulla resa degli impianti, certificati di origine, relazioni della direzione lavori sull'iter autorizzativo o autorizzazioni/permessi rilasciati dalle autorità competenti. Alcuni istituti, a seconda dell'ampiezza del finanziamento, richiedono contratti di manutenzione per la durata del finanziamento, polizze assicurative "all risk" su impianti e apparecchiature e, dove necessità, contratti di fornitura della materia prima (per gli impianti di produzione di biodiesel ad esempio). Gli introiti derivanti dalla vendita dell'energia (ad esempio per gli impianti fotovoltaici) vengono convogliati su speciali conti (i conti energia) accesi presso l'istituto finanziatore e vengono utilizzati a servizio esclusivo del debito. Anche l'utilizzo dei confidi rappresenta un'ottima opportunità in termini di garanzia accessoria. L'importante è che l'organismo di garanzia sia in grado di concedere una fideiussione in linea con le aspettative di un investimento di questo tipo e cioè che copra un orizzonte temporale di 15-20 anni. Ovviamente la garanzia consortile deve rispettare anche gli obblighi imposti da Basilea 2 e quindi deve essere a prima richiesta (immediatamente escutibile, senza indugio, in caso di default del debitore principale), diretta, esplicita. L'ammortamentoAnche il meccanismo dell'ammortamento del prestito subisce alcuni adattamenti, lasciando spazio a robusti periodi di preammortamento legati alla necessità di impedire flussi di cassa negativi causati dalle quote capitale delle rate finché l'impianto non sia in grado di produrre energia. In considerazione poi della dilatazione del periodo di ammortamento del prestito da 5 a 15-20 anni, alcuni istituti hanno affiancato alla tradizionale forma di rimborso alla francese (rate costanti e quote di capitale crescenti) anche quello tedesco o italiano (quote di capitale costanti; rate decrescenti). La seconda formulazione permette di intervenire in modo significativo sull'ammontare complessivo degli interessi pagati lungo tutta la durata del prestito, riducendoli in maniera evidente. È chiaro che chi accetta di rimborsare secondo il modello tedesco/italiano deve essere in grado di far fronte a delle rate decrescenti. Addossarsi nel primo periodo, quello più delicato, quello dove l'investimento dimostrerà o meno la sua bontà, degli esborsi impegnativi è lo scotto da pagare per sorbirsi minori interessi. L'aspetto che ha stuzzicato la fantasia del sistema imprenditoriale è la possibilità, almeno teorica, stante gli incentivi pubblici che rappresentano una condizione necessaria al decollo del mercato energetico, che dopo anni di magra sia venuta alla luce una vena aurifera, di quelle che spingono verso l'alto conti e fatturato. In ultimo il tasso. Ormai tutti gli istituti propongono in alternativa un tasso fisso legato all'Irs di periodo o un variabile ancorato all'Euribor. Analizziamo nel proseguo dell'articolo le proposte di alcuni istituti di credito in merito al settore energia: Banca Sella, Ubi banca e Unicredit Banca.
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