I finanziamenti bancari per l'energia

La documentazione

*
In questa pagina
Il tasso dell'operazioneIl tasso dell'operazione
La durataLa durata
Garanzie e vincoliGaranzie e vincoli

Per tutti e tre gli istituti la documentazione richiesta è la stessa. Sarà necessario produrre preventivi di spesa o fatture già pagate. Nel primo caso l'impresa dovrà via via fornire alla banca la documentazione di spesa (fatture quietanziate). Non è ovviamente finanziabile l'Iva sulle forniture.

Riguardo alla documentazione richiesta, per tutte e tre sarà necessario presentare:

piano dei lavori con le tempistiche di realizzazione dell'impianto;

copia del progetto preliminare consegnato al soggetto attuatore;

dichiarazione dell'impresa costruttrice di conformità dell'impianto ai criteri dell'allegato 1 al Dm 19 febbraio 2007 (art. 7 del Dlsg 29 dicembre 2003 n.387).

A seconda dei casi potrebbero essere richiesti da Ubi i seguenti documenti:

contratti di fornitura con performance bond sulla resa degli impianti;

certificati di origine;

relazioni della direzione lavori sull'iter autorizzativo o autorizzazioni/permessi rilasciati dalle autorità competenti;

contratti di manutenzione per la durata del finanziamento;

polizze assicurative all risk su impianti e apparecchiature;

contratti di fornitura della materia prima.

Il tasso dell'operazione

In tutti e tre i casi l'impresa può scegliere tra un prodotto a tasso fisso e un prodotto a tasso variabile. Nel primo caso il parametro di riferimento sarà l'Irs di periodo maggiorato di un certo spread. Nel secondo si tratterà di agganciare il prestito all'Euribor, anch'esso maggiorato di uno spread. La scelta della base Euribor da utilizzare (Euribor a uno, tre o sei mesi) dipenderà dalla periodicità della rata per Banca Sella e Unicredit.

Se il cliente opterà per una rata mensile, allora sceglierà, nell'ambito del tasso variabile, l'Euribor a un mese. Viceversa Ubi utilizza sempre l'Euribor a tre mesi per i chirografi e a 6 mesi per gli ipotecari.

Da un punto di vista squisitamente tecnico, un finanziamento con rimborso mensile costa leggermente meno di un eguale con rata trimestrale o peggio ancora semestrale, in quanto il capitale che produce interessi (e quindi rappresenta la "causa" del costo del finanziamento) viene ridotto di mese in mese, anziché ogni tre o sei mesi.

La scelta tra un tasso fisso e un tasso variabile, a parità di spread applicati, non può prescindere dalla considerazione che tra un Euribor a tre mesi e un Irs decennale o ventennale la differenza può essere anche corposa, oppure nulla, a seconda degli scenari economici che si delineano in quel particolare momento. Se l'aspettativa dell'imprenditore è che nel lasso di tempo che va dalla stipula dell'operazione di finanziamento ad almeno la metà del periodo di ammortamento del prestito, la crescita del costo del denaro sia superiore all'eventuale differenziale tra tasso fisso e tasso variabile, allora propenderà per il tasso fisso, viceversa sceglierà il variabile.

È importante che le previsioni sulla crescita dei tassi considerino non l'intero periodo di ammortamento del prestito, ma soltanto i primi anni (la metà per l'appunto, può essere considerata un buon parametro), perché l'incidenza degli interessi è superiore in queste annualità, mentre tende a scemare mano a mano che il finanziamento procede verso l'estinzione. Elevati rialzi dei tassi negli ultimi anni hanno scarsa incidenza sul costo complessivo del finanziamento.

La durata

Come già accennato, la durata complessiva del finanziamento può raggiungere anche i 20 anni per Banca Sella in versione ipotecaria (15 se chirografo). Unicredit raggiunge i 15 anni unicamente con garanzia ipotecaria, mentre Ubi propone 10 anni in chirografo e 15 se fondiario.

Le durate sono da intendersi con una possibile estensione in termini di preammortamento, che può costituire un'opzione importante per un'azienda che desideri posticipare il pagamento di una rata piena al momento in cui l'investimento sia a regime e quindi in grado di generare autofinanziamento.

Garanzie e vincoli

Possono essere richieste garanzie accessorie, soprattutto se l'impresa optasse per scadenze molto lunghe. Possono costituire adeguata forma di garanzia i consorzi fidi convenzionati. Il loro utilizzo riveste una duplice veste: contenere il costo (spread) dell'operazione e facilitarne la concessione.

Altri possibili vincoli:

cessione del credito vantato verso Gse Spa per il contributo;

canalizzazione obbligatoria irrevocabile del contributo risultante dal contratto con Gse Spa;

assicurazioni per incendio, scoppio, danni da grandine, fulmine, danni da terzi con vincolo a favore banca (all risk);

garanzia sui componenti fondamentali dell'impianto del fornitore/installatore fino al periodo coincidente con la durata del finanziamento;

contratti di fornitura con performance bond sulla resa degli impianti;

certificati di origine;

relazioni della direzione lavori sull'iter autorizzativo o autorizzazioni/permessi rilasciati dalle autorità competenti;

contratti di manutenzione per la durata del finanziamento;

contratti di fornitura della materia prima.


Autore: Carlo Morichini - Fidindustria S.c.ar.l.p.a.
Fonte: Finanziamenti & credito - Novecento media, n. 7, 25 Luglio 2008

Se hai trovato questi contenuti interessanti, abbonati alla newsletter PMI. È una mail gratuita che tutte le settimane ti informa sulle novità, sugli articoli, le scadenze e gli eventi più importanti. Ci trovi anche su Facebook e Twitter.


In partnership con Novecento
**
**
**
**