Nel nostro Paese è ancora forte la tendenza a valutare l'andamento aziendale unicamente facendo ricorso a valori economici e patrimoniali. Il risultato d'esercizio e il fatturato sono ancora gli indicatori per eccellenza in sede di analisi e valutazione della performance aziendale. Con il sempre maggiore ingresso di soggetti ad estrazione finanziaria all'interno dell'azienda, quali sottoscrittori di capitale di debito o direttamente di capitale di rischio, l'attenzione del management si sta progressivamente spostando dall'analisi del fatturato e degli utili all'analisi dei flussi di casso operativi e netti. In altre parole all'analisi della dinamica economica dell'azienda si richiede di affiancare in misura sempre maggiore l'analisi della sua dinamica finanziaria. I cash-flow, operativi e netti, sono da sempre utilizzati dalla comunità finanziaria internazionale quale strumento principale per l'analisi della performance aziendale laddove ne forniscono una visione immediata e non falsata. Essi non risentono, infatti, delle politiche di bilancio e dei principi contabili adottati al variare dei quali cambia il risultato d'esercizio dell'azienda, consentendo di evitare quel processo di cosmesi contabile troppo spesso utilizzato al fine di evidenziare la performance desiderata. In particolare l'analisi dei cash-flow consente, in ottica storica, di comprendere quali aree gestionali hanno assorbito risorse e quali, invece, le hanno generate; in ottica prospettica è ancora più importante in quanto consente di comprendere il fabbisogno finanziario delle diverse aree gestionali e, quindi, di stabilire le diverse forme di copertura ed il relativo costo in vista dell'equilibrio finanziario sia di breve che di lungo periodo. Tra risultato economico e risultato finanziario vi è un disallineamento dovuto principalmente a tre elementi quali:
La differenza tra dimensione economica e dimensione finanziaria d'azienda è rilevante soprattutto in termini di equilibrio generale. Mentre è ammissibile che nel breve periodo i costi di gestione siano superiori rispetto ai ricavi, in tal senso basti pensare ad aziende in fase di start-up, con riferimento alla dimensione finanziaria anche nel breve periodo è necessario che le entrate siano almeno pari alle uscite al fine di evitare situazioni di disequilibrio finanziario. In altre parole sotto il profilo finanziario è necessario che vi sia corrispondenza, anche nel breve periodo oltre che ovviamente nel lungo, tra fonti ed impieghi sia in senso quantitativo che temporale: è infatti necessario che fonti di lungo periodo siano in grado di coprire impieghi di lungo periodo così come fonti di breve periodo siano in grado di coprire impieghi di breve periodo.
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