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I fondi cofinanziati da spendere entro il 31 dicembre 2009Spendere 800 milioni di euro entro il 31 dicembre 2009 dei fondi cofinanziati dalla Ue, Introdurre il contributo in conto interessi per i progetti di importo più elevato e dare la possibilità di utilizzare la procedura negoziale per programmi di rilevante interesse per il paese. Un importante obiettivo sarà inoltre quello di spingere i progetti che prevedono ricerca e sviluppo seguita da investimenti produttivi. La direzione è quindi quella di puntare su strumenti in linea con il già sperimentato PIA «Innovazione». Sono queste alcune delle novità per il futuro delle agevolazioni previste dalla relazione degli incentivi 2000/2007 che lancia le linee direttive per i prossimi anni. Il percorso futuro prevede uno stretto raccordo tra il ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, cui fa capo prioritariamente l'azione di promozione della R&S, e il ministero dello sviluppo economico cui fa capo prioritariamente l'azione di supporto e sviluppo della competitività. Questi due soggetti avranno poi la possibilità di concordare con le regioni specifici modi e tempi di intervento per azioni congiunte. ![]() Le agevolazioni dovranno favorire il riposizionamento competitivo del tessuto produttivo esistente e l'emergere di nuove specializzazioni più consone ai nuovi scenari internazionali, in un'ottica di sviluppo sostenibile, con specifica attenzione al fattore umano, alla qualità della vita, all'inclusione sociale, all'ambiente e alle pari opportunità quali componenti essenziali del potenziale di sviluppo e fattori decisivi di innovazione. La strategia vedrà il passaggio attraverso due percorsi strettamente coordinati. Da un lato, la possibilità di catalizzare ricerca, innovazione e capacità produttive in relazione a grandi progetti realizzati da una pluralità di soggetti, con un impiego significativo di risorse per il raggiungimento di obiettivi complessi di creazione di nuovi mercati/prodotti legati a obiettivi di competitività rilevanti per il paese nel suo complesso. Dall'altro la possibilità di operare in direzione di un diffuso ammodernamento della struttura produttiva in maniera traversale e con strumenti diversificati, agendo sulle debolezze strutturali, sia interne sia di contesto, che limitano la possibilità delle imprese e dei sistemi di partecipare ai processi complessi. I fattori con i quali il ministero intende agire in questo secondo percorso comprendono alcuni ambiti trasversali, considerati strumento e veicolo di innovazione diffusa: la tutela ambientale, l'uso e l'applicazione delle Ict, la produzione di energie da fonti rinnovabili ed il risparmio energetico e, infine, il miglioramento del mercato dei capitali. Fin dalla impostazione della strategia, i programmi segnano una significativa discontinuità rispetto alla programmazione del periodo 2000-2006. In primo luogo mutano significativamente le priorità dell'azione pubblica, passando da obiettivi di crescita dell'occupazione, attraverso il rafforzamento del tessuto produttivo, a obiettivi di aumento della produttività e della competitività. Nel periodo 2000-2006, obiettivo prioritario del Pon-«Sviluppo imprenditoriale locale» (Pon Sil) era l'incentivazione dell'accumulazione di capitale privato e, attraverso questo, lo sviluppo locale in termini di occupazione e reddito prodotto. Selettività e concentrazione dei fondiNell'attuale programmazione la relazione specifica che il ministero punta a una maggiore selettività e finalizzazione nell'utilizzo delle risorse, in considerazione del paradigma tecnologico e dell'acuirsi della competizione sul mercato internazionale. Tutto questo comporta una radicale revisione della strumentazione di sostegno, in relazione alle finalità e/o alla capacità di applicare selettività. Innovative e ambiziose, rispetto a quanto avvenuto in passato, appaiono anche le modalità istituzionali di programmazione e di attuazione dei Programmi nazionali, che contemplano uno stretto raccordo tra il ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, cui fa capo prioritariamente l'azione di promozione della ricerca, e il ministero dello sviluppo economico cui fa capo prioritariamente l'azione di supporto e sviluppo della competitività. La sfida consiste nel superamento delle tradizionali ripartizioni delle competenze tra sostegno alla ricerca e supporto agli investimenti, che non trovano più riscontro nella prassi operativa degli attori, i quali ormai operano fianco a fianco con integrazione di conoscenze e modalità di azione. Tempi stretti per la prima tranche di spesaSarà prevista la sperimentazione di nuove modalità istituzionali di programmazione e gestione, il cambiamento dell'impostazione strategica in relazione ai problemi della competitività dei sistemi produttivi meridionali, la novità della strumentazione, la mole di risorse attribuita ai programmi, la tempistica stretta, che, soprattutto in relazione alla componente comunitaria prevede una spesa da rendicontare di circa 800 milioni di euro già al 31 dicembre 2009, impongono la fissazione di un rigoroso programma di attuazione e la massima attenzione, politica e amministrativa, in relazione al suo perseguimento. Su questo piano occorre anche recuperare i ritardi accumulati, dal momento che a metà del 2008 gli strumenti di intervento devono ancora essere concretamente definiti e avviati a operatività.
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