Il mercato dei capitali ed il mercato expandi

Aziende quotate

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In una analisi svolta alla fine degli anni novanta dalla società Borsa Italiana su un campione di aziende italiane quotate, emergeva uno scenario che coincideva con queste considerazioni: quasi l'80% degli intervistati ritenevano che la crescita aziendale ottenuta fosse strettamente connessa al fatto di essersi quotati (le risorse erano state destinate principalmente per effettuare acquisizioni di altre imprese e per realizzare investimenti produttivi rilevanti), ed una quota altrettanto importante delle aziende indicavano il momento della quotazione come una fase di forte «break» nelle scelte produttive, organizzative e gestionali dell'azienda, con un impegno elevato, ma sicuramente utile.

La conclusione di questa analisi era quindi sintomatica di un percorso di netta accelerazione che aveva però imposto cambiamenti imprescindibili. Le aziende quotate avevano evidenziato una forte crescita in senso assoluto del fatturato, delle dimensioni patrimoniali e degli investimenti, rispetto alla realtà «ante-quotazione»: in particolare erano state possibili acquisizioni utili ad accrescere le dimensioni aziendali, era stata rafforzata la visibilità dell'azienda sui mercati di interesse ed era aumentata la capacità di attrarre risorse manageriali qualificate.

Gli imprenditori quotati avevano poi confermato nelle loro testimonianze che il processo di collocamento aveva comportato sicuramente una tensione della struttura organizzativa, a causa della necessità di affrontare in tempi rapidi una serie di cambiamenti imprescindibili e comunque molto utili per l'azienda, che in altre situazioni non sarebbero mai stati affrontati od avrebbero richiesto tempi molto più lunghi.

Allontanandoci da questo spaccato, la realtà delle piccole e medie imprese del nostro Paese rappresenta ancora comportamenti effettivi di ricorso al credito bancario per la quasi totalità delle necessità di finanziamento ed, in via residuale, all'autofinanziamento: è marginale quindi l'utilizzo del mercato mobiliare, tanto per l'emissione di strumenti obbligazionari che per la realizzazione di aumenti di capitale. Per facilitare l'accesso su queste piazze alle PMI con alte potenzialità di sviluppo (spesso rimaste in disparte per timore «reverenziale» o spaventate da processi troppo pesanti ed onerosi) e creare le migliori condizioni per valorizzare il tessuto economico nazionale (fornendo alle imprese gli strumenti necessari per cogliere le opportunità loro offerte dalle mutevoli condizioni competitive), è sicuramente di importanza prioritaria la figura delle società di gestione dei mercati azionari.


Autore: Gabriele Toma
Fonte: Pmi - Ipsoa Editore, n. 7, Luglio 2006


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