Buone le prospettive di una crescita globale

Premessa

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Il primo trimestre dell'anno è stato un periodo di grande fermento per l'economia americana. La crescita del prodotto interno è ripartita con slancio dopo l'arresto nell'ultimo trimestre dell'anno scorso. Il maggior contributo alla crescita lo si è dovuto ai consumi privati, ma anche gli investimenti hanno messo a segno una decisa accelerazione contribuendo in misura sensibile allo sviluppo.

Il canale estero ha eroso un po' di ricchezza anche nel primo trimestre dell'anno, ma in misura meno marcata rispetto al trimestre precedente e, soprattutto, ha messo in mostra un forte aumento nelle esportazioni. Favorevole l'andamento dell'attività di impresa e industria in marzo, mentre il miglioramento nel mercato del lavoro è per lo più riferibile al livello di disoccupazione, molto basso, e non ai progressi sul fronte dei salari, aumentati di modesta misura. Il mese di marzo ha visto un aumento dell'inflazione per quasi tutti gli indicatori.

Nell'Area euro, è da segnalare il miglioramento del clima di fiducia globale e una certa tendenza dei prezzi a salire. Riteniamo che se i principali indici macroeconomici confermino il trend attuale, con la tendenza dei prezzi a salire e il buon contributo dei consumi la Fed possa attuare due rialzi del tasso target sui fed funds di +25 pb nella sessione di maggio e in quella di giugno; in quel contesto la Bce potrebbe attuare rialzo nella sola sessione di giugno (Scen. C).

Se invece l'aumento del prezzo dei beni energetici dovesse trasmettersi in maniera più marcata nei prezzi al consumo e alla produzione e la domanda interna dovesse sollecitare pressioni sul lato dell'offerta (produzione), allora è possibile che oltre ai rialzi elencati in precedenza la Fed a la Bce attuino un ulteriore rialzo nella sessione di settembre, dopo una pausa estiva (Scen. B). Se, invece, la domanda mostrasse alcuni segnali di rallentamento e la propensione al rialzo dei prezzi dovesse apparire non molto pressante è possibile che la Fed, effettuato il rialzo della sessione di maggio decida di non intervenire più, mentre la Bce potrebbe lasciare invariato il tasso di rifinanziamento principale.


Autore: Massimo Da Ros - Greta Consulting
Fonte: Amministrazione & Finanza - Ipsoa Editore, n. 11, Giugno 2006


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