Stati Uniti: rimbalzo dell'economia nel primo trimestre dell'anno Nel primo trimestre del 2006 l'economia americana ha messo a segno una decisa ripresa. Secondo la stima preliminare, la crescita del prodotto interno è stata infatti di +4,8% t/t annualizzato, la più elevata dal terzo trimestre 2003. Un exploit incoraggiante che fa dimenticare i timori di una ripresa affannosa nei primi mesi dell'anno dopo la battuta d'arresto registrata nel quarto trimestre 2005. Molto buono il risultato dei consumi, che sono la componente di maggior peso, cresciuti del 5,5% congiunturale, portando a +3,4% la variazione tendenziale. A rafforzare il quadro positivo della domanda interna ci sono gli investimenti che registrano una variazione congiunturale di ben +9,9%, e l'indice tendenziale che si porta a quota +7,8%. A completare il quadro di una domanda interna sostenuta contribuiscono le importazioni, che aumentano di +13,0% t/t. Nel primo trimestre del 2006 a risollevarsi ci sono anche le esportazioni che crescono di ben +12,1% rispetto al trimestre precedente. La dinamica del contributo alla crescita del Pil mostra segnali altrettanto incoraggianti. Il maggior apporto è dato dai consumi privati con un +3,81% t/t., ma anche gli investimenti contribuiscono in modo importante alla crescita con un +1,64% congiunturale. Il canale estero erode un po' di ricchezza, come il mese scorso, ma in misura inferiore, con un contributo delle esportazioni nette pari a -0,84% t/t anziché -1,36% t/t del trimestre scorso. | • | Nel mese di febbraio la bilancia commerciale statunitense si è mostrata in miglioramento. In seguito al calo delle importazioni, -2,3% m/m, che ha più che compensato la riduzione delle esportazioni, -1,2% m/m, il saldo negativo si è ridotto di quasi 3 mld di $ portandosi a -65,75 mld di $. | | • | Per quanto riguarda il settore industriale la produzione è aumentata di +0,6% m/m nel mese di marzo, confermando il buon trend degli ultimi mesi. L'aumento degli ordini di beni durevoli, +3,4% m/m in marzo, assieme ad una variazione nulla nelle scorte delle imprese potrebbero far presagire che la strada imboccata dall'industria statunitense possa essere di crescita sostenuta. L'utilizzo della capacità produttiva, anche se per il mese precedente è stato rivisto al ribasso, da 81,3% a 81%, continua ad attestarsi sui livelli elevati degli ultimi mesi aumentando di 0,3 punti percentuali. | | • | I miglioramenti sul fronte del mercato del lavoro continuano ad avanzare dal mese scorso. Il tasso di disoccupazione è ulteriormente sceso in marzo sino a toccare la soglia del 4,6%, e si registra un ulteriore aumento, anche se di modesta entità sul fronte dei salari medi orari che con un incremento di +0,2% congiunturale si attestano a quota 16,49 $. | | • | I principali indicatori di fiducia manifestano un certo miglioramento nelle sensazioni dei consumatori. Sono cresciuti oltre le aspettative sia l'indice del Conference Board, passato da 107,5 a 109,6, sia quello dei consumatori del Michigan, arrivato a quota 89,2 da 88,9. In calo, più meno marcato gli indici di fiducia del settore manifatturiero, su tutti il NY Empire State che passa da 29,03 a 15,81. | | • | Sul fronte dei prezzi, dopo le ridotte variazioni del mese di febbraio, nel mese di marzo si è notata una certa tendenza al rialzo. L'indice generale dei prezzi al consumo è aumentato di +0,4% congiunturale, mentre la variazione tendenziale si attesta su di un +3,4%. Depurando gli indicatori dalle componenti più volatili le variazioni rimangono comunque piuttosto sostenute: la variazione mensile dell'indicatore dei prezzi al consumo core è stata di +0,3% m/m in marzo, mentre quella tendenziale di 2,1% a/a. I prezzi alla produzione non sembrano risentire in modo diretto dell'elevato costo dei prezzi dei beni energetici che hanno registrato un +15,6 a/a. |
In questo contesto congiunturale lo scopo dichiarato dal presidente della Fed, B. Bernanke, è quello di condurre una crescita sostenibile, senza inflazione e cercando di creare nuovi posti di lavoro. Riteniamo che l'obiettivo possa essere quello di portare i tassi nominali ad un livello tale da lasciare attorno al 3% quelli reali. Per questo motivo ci attendiamo che se nei prossimi mesi la crescita si dimostrerà sostenuta come stimato nel primo trimestre del 2006 e le pressioni inflazionistiche provenienti dal prezzo del petrolio e dal mercato del lavoro si faranno avvertire, la Fed potrebbe applicare tre rialzi di +25 punti base, in maggio e giugno e dopo una pausa estiva in quella di settembre (Scen. B). Se invece le pressioni inflazionistiche causate dal costo degli energetici, dalla crescita della domanda e dal mercato del lavoro esauriranno il loro effetto nel corso dell'estate, è probabile che la Fed applichi due rialzi di + 25 pb nelle sessioni di maggio e giugno (Scen C). Se d'altro canto le prospettive di crescita saranno riviste al ribasso e l'inflazione rimanesse su di un livello sostenibile, è possibile che venga attuato un solo rialzo di +25 pb nella sessione di maggio (Scen A). Giappone: sotto esame la possibilità di rialzo dei tassi da parte della Boj Le stime definitive di contabilità nazionale giapponese ridimensionano leggermente i buoni risultati di quelle preliminari, ma tutto sommato confermano che l'economia nipponica è in ripresa. La crescita del Pil per il quarto trimestre 2005 è stata rivista da 1,4% t/t a 1,3% t/t. I consumi privati sono stati rivisti in leggero aumento da +0,8% congiunturale a +0,9% t/t. Gli investimenti, invece sono stati rivisti in modo sensibile, presentano, ora, una variazione nulla, anziché una crescita di +1,1% t/t. | • | La produzione industriale nel mese di marzo è aumentata di +0,2% congiunturale, portando la variazione tendenziale a +3,1% a/a, dati incoraggianti e leggermente al di sopra delle aspettative. | | • | La domanda interna non mostra segnali confortanti, ma ad un analisi approfondita il quadro che emerge non è del tutto negativo. I consumi delle famiglie, in netto calo -3,8% a/a in termini nominali, risultano in territorio positivo se si esclude la componente auto. Le vendite nei grandi magazzini hanno subito una flessione in marzo (-0,6% a/a), mentre quelle al dettaglio sono avanzate di +1% anno su anno. | | • | Sul fronte delle variazioni di prezzo i dati relativi al mese di marzo confermano la strada positiva intrapresa dall'inflazione giapponese negli ultimi mesi. L'indice generale dei prezzi al consumo per il mese di marzo registra un aumento dei prezzi di +0,2% m/m e +0,3% a/a. Per l'indice depurato dalle componenti volatili la variazione congiunturale e tendenziale sono state rispettivamente di +0,3% mese su mese e +0,5% anno su anno. L'indice anticipatore della situazione di aprile per la sola città di Tokio mostra anch'esso variazioni positive pari a +0,4% m/m e +0,3% a/a. Il quadro emergente dall'economia giapponese degli ultimi mesi è positivo, la Boj ritiene che l'output gap sia chiuso e, vista anche la dinamica dei prezzi, ci si attende che possa intervenire sui tassi di interesse verso la seconda metà dell'anno. |
Autore: Massimo Da Ros - Greta Consulting Fonte: Amministrazione & Finanza - Ipsoa Editore, n. 11, Giugno 2006
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