Rischiosità imprese a quota +15,45%

L'analisi dei volumi erogati

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«Dall'analisi dei volumi di credito erogati al sistema produttivo delle piccole aziende emerge una diminuzione della domanda di credito dovuta al perdurare sia della flessione negativa del ciclo degli investimenti sia delle difficoltà strutturali del tessuto produttivo nell'adeguarsi ai nuovi contesti competitivi».

Secondo i risultati dello studio di Crif decision solutions - Nomisma, tuttavia, se si analizza la composizione del debito per scadenze e la sua evoluzione fino al marzo 2006 è immediato verificare che le aziende trovano ancora convenienza a orientare la propria domanda di finanziamento verso prodotti a lunga scadenza, approfittando di condizioni ancora favorevoli sul mercato del credito.

L'analisi del rischio di credito nel primo trimestre 2006 non conferma la tendenza al ribasso degli indici che era stata rilevata alla fine del 2005.

Sia il tasso di sofferenza (4,78% di marzo 2006 contro 4,68% di dicembre 2005), sia quello di insolvenza grave (1,60 contro 1,55% di dicembre 2005), sia quello di insolvenza leggera (4,12 contro 4,09% di dicembre 2005) sono apparsi in lieve rialzo. Questo andamento riporta a un rischio complessivo del 10,5%, superiore di quasi 20 punti base rispetto alla fine del 2005. Il fenomeno potrebbe comunque non dipendere da un effettivo peggioramento della qualità del credito quanto, piuttosto, dal rallentamento registrato nel volume degli impieghi.

Relativamente all'analisi per forma giuridica, le società di capitali (ancora meno rischiose delle ditte individuali) scontano gli effetti di un peggioramento della qualità del credito, sia per le forme di rischio più mature (tasso di sofferenza) sia per le insolvenze gravi. Nel primo trimestre 2006, infatti, il tasso di sofferenza (4,64%) ha registrato un incremento di 24 punti base rispetto al mese di dicembre del 2005, mentre il tasso di insolvenza grave (1,60%) è peggiorato di 11 basis points.

L'analisi territoriale del rischio di credito dei Poe ha evidenziato in tutte le quattro macroaree geografiche un incremento del tasso di sofferenza nel primo trimestre 2006, con il Nordest (4,03%) meno rischioso ma in deciso peggioramento rispetto all'inizio del periodo di rilevazione (dicembre 2003 si attestava al 3,69%).

È invece rimasto pressoché stabile in termini di rischio consolidato il Nordovest (4,26 di marzo 2006 contro il 4,23% di dicembre 2005), mentre si sono ormai allineate le misure di rischio del Centro (5,42% contro 5,29% di dicembre 2005) e del Mezzogiorno (5,49% contro 5,34% di dicembre 2005).

Per quanto riguarda l'analisi settoriale, a marzo 2006 gli analisti del Crif decision solutions - Nomisma hanno rilevato un peggioramento generale della qualità del credito per tutti i settori, con particolar evidenza per la manifattura (con il tasso di sofferenza che si attesta al 5,43%) e per i servizi e trasporti (5,61%). L'agricoltura è risultata in media con l'andamento da dicembre 2003 (2,27%). In crescita anche l'edilizia (4,74%) e la distribuzione, che con il 6,20% si conferma il comparto più rischioso da inizio periodo.


Autore: Gabriele Frontoni
Fonte: ItaliaOggi Sette – 3 Luglio 2006


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