Rischiosità imprese a quota +15,45%

Aumenta la richiesta di fondi delle ditte straniere

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Nel corso degli ultimi anni i Piccoli operatori economici italiani hanno mostrato una continua propensione alla ricerca di nuovi mercati da servire anche in una fase di sostanziale contrazione degli investimenti dovuta alla bassa fiducia nelle prospettive economiche nazionali.

«L'investimento realizzato con l'obiettivo di accedere a nuovi mercati ha subito una contrazione minore nel 2005 (solo il 5% in meno rispetto al 2004)», avvertono gli analisti del Crif decision solutions - Nomisma. «Inoltre, la percentuale di Poe che ha effettuato questo tipo di investimento in tutto il periodo 2000-2005 si è attestata al 23,5% mentre quasi un terzo del totale ha dichiarato in previsione la realizzazione di questo tipo di investimenti nel corso del 2006».

Il rapporto ha poi messo in luce un altro aspetto significativo del sistema imprenditoriale italiano. Se da un lato i Piccoli operatori economici si aprono a nuovi mercati, alla sfida della globalizzazione e della concorrenza internazionale, dall'altro la crescita nel numero delle imprese il cui titolare proviene da paesi stranieri rappresenta un'opportunità in più per il rilancio dell'economia del Belpaese.

«Complessivamente le imprese il cui titolare è extracomunitario sono oggi in Italia circa 300 mila mentre erano poco meno di 200 mila nel 2000, con un incremento superiore al 10% medio annuo», si legge nel rapporto. «Relativamente alla provenienza geografica, la presenza più nutrita è quella degli imprenditori africani (23,13% quelli provenienti dall'Africa settentrionale, quasi il 10% gli altri paesi africani) concentrati nei settori del commercio e dell'edilizia. Il numero di imprenditori cinesi, concentrati nell'industria in senso stretto (9,39%), è superiore a quello degli altri imprenditori di origine asiatica.

Per quanto riguarda l'Europa, albanesi, rumeni e turchi operano principalmente nelle costruzioni (37%) così come gli imprenditori provenienti da altri paesi europei (23,28%)». Come evidenziato dall'indagine statistica effettuata su oltre 100 mila ditte individuali presenti in Eurisc (il Sistema di informazioni creditizie di Crif) con almeno un finanziamento attivo nel periodo 2001-2005, la presenza principale sul territorio italiano è concentrata nelle regioni del Nord Italia: ogni 100 ditte individuali immigrate, 30 sono ubicate nel Nordest.

Ma in quali settori si trovano ad operare queste nuove forme di imprenditoria che costellano l'intera Penisola? Appena il 3% delle imprese il cui titolare è extracomunitario opera nel campo agricolo, mentre circa il 48% opera nel settore del commercio e dei pubblici esercizi.

Una quota di circa il 20% opera nel settore delle costruzioni, e poco più del 14% nel settore industriale, mentre il restante 15% svolge comunque attività di servizio.

«Un dato significativo che emerge da questa edizione dell'Osservatorio sulla finanza per i Piccoli operatori economici riguarda la crescita nel numero delle imprese il cui titolare proviene da paesi esteri e nella relativa domanda di credito che le piccole imprese immigrate esprimono», ha spiegato Davide Capuzzo, analytics director Crif decision solutions. «Queste piccole imprese rappresentano un'opportunità in più per il rilancio dell'economia italiana.

Complessivamente sono oggi in Italia circa 300 mila mentre erano poco meno di 200 mila nel 2000. Secondo Capuzzo, la loro domanda di finanziamento è cresciuta del 50% dal 2001 al 2005 e in massima parte deriva da piccoli operatori immigrati di origine europea. Quelli di origine africana sostengono invece la richiesta di credito confermandosi a dicembre 2005 player importanti della domanda di credito per le ditte. «I piccoli operatori asiatici, infine, si caratterizzano per l'elevato tasso di crescita della domanda di credito e si collocano ampiamente al di sopra del valore medio di riferimento», ha concluso Capuzzo.

«Questi dati rappresentano un segnale incoraggiante e testimoniano una crescente dimensione di cittadinanza economico-finanziaria dell'immigrazione in Italia».

L'offerta dei finanziamenti alle aziende di immigrati è gestita da banche per il 70%, in media sul periodo di analisi (2001-2005), che sono presenti su questa porzione di mercato, in termini relativi, in maniera più consistente rispetto alla popolazione di Piccoli operatori economici oggetto dell'Osservatorio.

La quota di mercato degli Istituti di credito specializzati si è progressivamente spostata a favore degli operatori bancari che hanno mutato il loro atteggiamento verso gli operatori economici stranieri. Oltre a questo, si fa sempre maggiore sul mercato il peso rilevante delle società di leasing, con una quota in crescita di 3,5 punti percentuali tra il dicembre 2001 e il dicembre 2005.


Autore: Gabriele Frontoni
Fonte: ItaliaOggi Sette – 3 Luglio 2006


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