Simest, il sostegno per le imprese italiane all'estero

Le agevolazioni finanziarie

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Credito all'esportazioneCredito all'esportazione
Programmi di penetrazione commercialeProgrammi di penetrazione commerciale

Le agevolazioni finanziarie che Simest può concedere alle imprese italiane sono effettuate a valere sulle disponibilità accantonate sui seguenti fondi:

Fondo ex art. 3 della legge 295/73, il quale comprende gli interventi agevolativi - nella forma di contributo in conto interessi, fissati dalle seguenti norme: il capo II del Dlgs 143/98 (crediti all'esportazione); la legge 100/90 (costituzione di società miste all'estero); la legge 19/91 (costituzione di società miste nei paesi dell'Europa centro orientale e dell'ex Unione Sovietica). Per queste due ultime norme, i contributi sono quelli prima descritti, parlando di sostegno agli investimenti esteri;

Fondo rotativo ex art. 2 della legge 394/81, il quale finanzia, a tasso agevolato, i programmi di penetrazione commerciale all'estero (art. 2 della legge 394/81); i finanziamenti per la partecipazione a gare internazionali (art. 3 della legge 304/90); la prestazione di garanzie integrative e sussidiarie (art. 21, comma 5, della legge 57/01); i finanziamenti per studi di prefattibilità, fattibilità e programmi di assistenza tecnica (art. 22, comma 5, del Dlgs 143/98).

Credito all'esportazione

Fra queste agevolazioni la prima e più rilevante, in termini di operazioni svolte e contributi concessi, è quella relativa alle operazioni di credito all'esportazione. L'agevolazione consente alle imprese esportatrici italiane di offrire agli acquirenti-committenti esteri dilazioni di pagamento a medio/lungo termine a condizioni e tassi di interesse competitivi, in linea con quelli offerti da concorrenti di paesi Ocse. L'intervento è nella forma del contributo agli interessi su finanziamenti concessi da banche italiane o estere e sugli smobilizzi a tasso fisso di crediti. In entrambi i casi la dilazione concessa all'acquirente estero deve essere non inferiore a 24 mesi, e i termini per la costruzione del credito all'esportazione devono essere in linea con le regole stabilite dall'accordo internazionale di "Consensus".

Le operazioni di export credit più ricorrenti per le esportazioni italiane di merci e servizi sono:

gli smobilizzi a tasso fisso di titoli di credito nella forma del forfaiting e di sconto pro soluto con voltura della polizza Sace a favore dell'istituto scontante;

i crediti acquirente (buyer's credit).

Il contributo, che va a favore dell'esportatore (negli smobilizzi) e delle banche finanziatrici (nei crediti acquirente) permette ai beneficiari di diminuire complessivamente il costo dell'operazione di export finance, che ha il duplice scopo di:

eliminare il rischio di credito cui l'esportatore è esposto nei confronti del debitore estero;

finanziare il credito di fornitura.

Solo negli ultimi 8 anni (1999-2006), questo tipo di agevolazioni sono state concesse a fronte di 872 esportazioni di macchinari, impianti e lavori per oltre 23,7 miliardi di euro: questi numeri danno la misura dell'importanza di tali contributi.

Programmi di penetrazione commerciale

Fra le altre agevolazioni, merita di essere citato il finanziamento agevolato di programmi di penetrazione commerciale all'estero (in base alla legge 394/81), finalizzati all'insediamento durevole delle imprese sui mercati esteri, cioè che prevedano vi sia una presenza stabile e qualificata dell'impresa in un solo paese di destinazione del programma (che non deve far parte dell'Ue). I finanziamenti a tasso agevolato (pari al 40% del tasso di riferimento) sono concessi per una durata non superiore ai sette anni, di cui due di preammortamento, durante i quali sono corrisposti solo gli interessi, e cinque di ammortamento, nei quali oltre agli interessi sul debito residuo si pagano anche quote costanti di capitale. Il finanziamento può coprire fino all'85% dell'importo delle spese complessivamente previste dal programma di penetrazione commerciale approvato.

A titolo indicativo si ritengono spese ammissibili quelle sostenute per: la costituzione e funzionamento all'estero di rappresentanze permanenti (uffici, sale espositive, magazzini, centri di assistenza, un solo negozio ecc.), studi di mercato, promozione, dimostrazione, pubblicità, nonché spese per la prestazione di servizi di assistenza pre e postvendita alla clientela, purché si tratti di costi direttamente collegati all'insediamento commerciale all'estero. Delle agevolazioni previste dalla legge 394/81 possono beneficiare tutte le imprese esportatrici di beni e servizi, tuttavia con priorità riservata alle piccole e medie imprese, ai consorzi e raggruppamenti fra le stesse e alle società a prevalente capitale pubblico che operano per la commercializzazione all'estero dei prodotti delle Pmi del Mezzogiorno. Anche per questo tipo di finanziamenti agevolati i numeri si commentano da soli: negli ultimi 8 anni sono stati accolti 1.194 programmi per un importo di oltre € 1,3 miliardi.


Autore: Giampietro Garioni - Docente del Master in Commercio internazionale ed economia e tecnica degli scambi internaz., Università di Padova
Fonte: Finanziamenti & credito - Novecento media, n. 8-9, 25 Settembre 2007

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