Smobilizzo dei crediti, liquidità prima della scadenza

Linee di credito a breve termine

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Denaro prima della scadenzaDenaro prima della scadenza
Anticipo su ricevute bancarieAnticipo su ricevute bancarie
Anticipo su fattureAnticipo su fatture
Anticipo fatture all'esportazioneAnticipo fatture all'esportazione
FactoringFactoring

Tecnicamente si tratta di linee di credito a breve termine che servono a generare flussi di cassa anticipando i tempi di pagamento. Quando usarle e come.

Lo smobilizzo crediti (anticipi su ricevute bancarie, anticipi su fatture Italia o estero, factoring) costituisce parte integrante del comparto degli affidamenti "a revoca". Si tratta di linee di credito di breve termine, allocate in Centrale rischi all'interno della categoria "autoliquidanti".

Lo scopo è generare flussi di cassa positivi per l'azienda, anticipando la naturale scadenza dei propri crediti. Tramite un'anticipazione si rendono immediatamente liquidi i propri crediti; si tratta normalmente del prodotto bancario a più basso costo.

I destinatari dello smobilizzo sono le imprese. Mentre i soggetti coinvolti sono, oltre le imprese, le banche e i Confidi garanti.

Denaro prima della scadenza

Smobilizzare i crediti significa trasformarli in denaro prima della loro naturale scadenza. Esistono varie forme tecniche utilizzabili a questo fine. Esse dipendono anche dal modo di operare dell'impresa e dai documenti che corredano il proprio credito.

Esiste la possibilità di fruire di anticipazioni su ricevute bancarie, ma anche su fatture (Italia e estero) se i propri clienti non accettano l'emissione di una ricevuta.

Nella prassi questa seconda forma di finanziamento è normalmente più costosa. Esiste poi anche la possibilità di ricorrere al factoring, ovvero alla cessione del proprio credito (pro solvendo o pro soluto) a società specializzate nello smobilizzo di crediti commerciali.

Lo smobilizzo crediti rappresenta un'opportunità contraddistinta da un costo bancario moderato. Tra tutte le possibilità offerte dal sistema finanziario non esiste un prodotto altrettanto economico. La sua economicità è legata alla tipologia di rischio (cosiddetto "fatto altrui") che si basa sul presupposto che la clientela dell'azienda onori regolarmente a scadenza la propria obbligazione, il proprio impegno a pagare.

Quella che segue è una disamina delle principali opportunità e delle loro caratteristiche.

Anticipo su ricevute bancarie

Uno strumento largamente utilizzato tra le imprese è lo smobilizzo di ricevute bancarie. Questo documento, un tempo cartaceo, è stato interamente sostituito da un supporto elettronico (Riba).

L'impresa domicilia presso la banca le ricevute bancarie di cui è creditrice (che rappresentano i suoi crediti di fornitura). La banca ne cura l'incasso e, se l'impresa ne fa richiesta, ne anticipa il valore nominale, in tutto o in parte, accreditandolo sul conto corrente del creditore. È importante che a fronte di un anticipo effettuato dalla banca segua sempre l'effettiva domiciliazione del flusso finale presso la medesima.

Se alla scadenza il debitore non paga presso la banca in questione si verifica un insoluto. Poco importa se successivamente segue un recupero (magari con assegno o bonifico) del flusso; per la banca insoluto è e insoluto resta! Ogni istituto calcola periodicamente la percentuale di insoluti rispetto alla totalità degli effetti presentati per ciascuno dei suoi clienti. Gli insoluti contribuiscono a peggiorare i cosiddetti "andamentali" dell'azienda e di conseguenza il rating interno ai sensi di Basilea 2. A percentuali di insoluti maggiori corrispondono quindi tassi passivi più elevati per l'impresa e difficoltà ad ottenere castelletti di smobilizzo crediti. Addirittura alcune banche non accettano di anticipare all'azienda nominativi per i quali si è già verificato in precedenza un mancato pagamento a regolare scadenza.

Per spuntare tassi più interessanti ogni azienda dovrebbe trattare con le banche il portafoglio per singola partita: se l'impresa "Alfa" ha a disposizione nel mese in corso ricevute da anticipare per 200.000 euro, prima di domiciliarle presso una banca, attiva una sorta di asta telefonica, interpellando tutti gli istituti bancari con cui opera al fine di conoscere le condizioni che ognuno di esse le applicherebbe in caso di eventuale anticipo. Di conseguenza sceglie il migliore. A titolo indicativo un tasso interessante può essere rappresentato dall'euribor 1 mese lettera + 0,25 punti di spread (attualmente circa 5,05%).

A cosa serve. Serve per rendere immediatamente liquidi i propri crediti e per monitorarne l'incasso. Comunica ai propri clienti il fatto che la scadenza di pagamento è tassativa (il pagamento con bonifico esprime molta meno fermezza da parte del creditore). È utile per pagare i costi di funzionamento (costo del personale, acqua, luce, gas…) che mensilmente assillano l'imprenditore.

A cosa non serve. Essendo un tipico strumento di breve termine, non è indicato per finanziare gli investimenti in genere, anche se il tasso che contraddistingue questo genere di operazione è di solito il più basso dell'intera gamma dei prodotti bancari. Finanziare con il portafoglio gli investimenti significa bruciare liquidità. In caso di contrazione del fatturato un atteggiamento di questo tipo può mettere in seria crisi finanziaria l'azienda.

Anticipo su fatture

Un altro strumento utile al fine di rendere immediatamente liquidi i propri crediti è l'anticipo su fatture. Viene utilizzato per i crediti relativi a debitori che non accettano l'emissione di ricevute bancarie (di solito aziende di grandi dimensioni). L'azienda creditrice si reca in banca con l'originale della fattura da anticipare. La banca ne trattiene una copia ed effettua l'anticipo. È importante che la domiciliazione della fattura in questione (la banca presso la quale andrà effettuato il pagamento) sia presso la banca che ha effettuato l'anticipo.

Ovviamente anche qui è fondamentale che a scadenza il flusso avvenga effettivamente presso la banca anticipatrice e non altrove per le stesse considerazioni fatte a proposito dell'anticipo su ricevute bancarie Solitamente il costo dell'anticipo su fatture è maggiore di quello relativo allo smobilizzo di ricevute bancarie di circa 1-2 punti percentuali, per cui, quando possibile, è sicuramente meglio utilizzare la seconda soluzione.

Per spuntare tassi più interessanti anche in questo caso sarebbe opportuno mettere in palio i propri crediti con l'intero parco banche in via preventiva.

Indicativamente, un tasso interessante può essere rappresentato da euribor 1 mese lettera + 1%. La banca può chiedere la notifica del credito al debitore o addirittura pretenderne la cessione. Nel primo caso il debitore è avvisato dall'istituto bancario del fatto che il pagamento della fattura deve essere effettuato presso la banca medesima. Nel secondo caso la titolarità del credito passa addirittura all'istituto bancario. Non tutti i creditori accettano la cessione del credito, anzi alcuni mal sopportano anche la notifica. Sono due aspetti da valutare a priori, onde non deteriorare il rapporto con i propri clienti.

A cosa serve. Valgono le stesse considerazioni viste per lo smobilizzo di ricevute bancarie. Il fatto che però in questo caso il credito non sia assistito da una ricevuta bancaria lo rende più esposto a ritardi nei pagamenti da parte del debitore. È quindi opportuno fare un'attenta cernita dei clienti da anticipare con questa forma tecnica, al fine da non innalzare la percentuale degli insoluti.

A cosa non serve. Non è ovviamente indicato per finanziare acquisti di beni durevoli.

Anticipo fatture all'esportazione

È uno strumento utilizzato per rendere liquidi i crediti verso imprese straniere. Questi anticipi possono essere accesi in euro o in divise diverse. Gli esportatori abituali che vendono i loro prodotti sulla base di listini espressi in divise diverse dall'euro, dispongono di un valido strumento per diversificare la moneta di debito, sfruttando la leva del cambio e dei differenziali di tasso tra le diverse divise.

Un debito in yen può costare meno di un debito in euro, perché i tassi sullo yen sono più bassi rispetti a quelli di Eurolandia. Nel caso in cui il pagamento all'esportatore sia stato pattuito in valuta giapponese, egli non sopporta neppure un rischio di cambio. Chiuderà il suo debito in valuta con gli yen derivanti dalla vendita all'estero dei suoi prodotti. È importante che la domiciliazione delle fatture anticipate (la banca presso la quale andrà effettuato il pagamento dal soggetto estero) sia come sempre presso la banca che ha effettuato l'anticipo.

Il costo dell'anticipo su fatture estere si estrinseca in uno spread dal Libor se l'anticipo è acceso in valuta o dall'euribor se acceso in euro. Ogni divisa (ogni valuta) ha un proprio Libor. A questo indicatore le banche appiccicano il loro guadagno, rappresentato appunto da uno spread.

Un margine accettabile è rappresentato da Libor + 0,5%. Uno 0,30% è una buona condizione. Lo 0,20% rappresenta l'optimum.

Anche nel caso di anticipo su fatture export la banca può chiedere la notifica del credito al debitore o addirittura pretendere la cessione del credito.

A cosa serve. Valgono le medesime considerazioni fatte per le altre forme di anticipo. L'unica maggior possibilità offerta dall'export sta nel fatto di poter diversificare il proprio debito su una molteplicità di divise.

A cosa non serve. Essendo un tipico strumento di breve termine, contraddistinto dalla possibilità di poter essere revocato in ogni momento dalla banca e di essere potenzialmente soggetto al rischio di variazioni di corso sulle divise, non è indicato per finanziare gli investimenti in genere.

Factoring

È uno strumento utilizzato per rendere liquidi e sicuri i crediti. Contrattualmente si tratta di una vera e propria cessione dei medesimi a una società terza (la società di factoring). La cessione è normalmente pro soluto, cioè a titolo definitivo e senza la possibilità di regresso da parte della società di factoring in caso di mancato pagamento.

Esiste in verità anche la possibilità del pro solvendo (cessione con rivalsa), ma è un fenomeno marginale e, di fatto, rappresenta un doppione dell'anticipo su fatture. Circoscrivere il concetto di factoring al mero aspetto dell'anticipo è comunque limitativo. Esso deve essere inteso prima di tutto come un servizio. La società che si occupa di fattorizzazione fornisce al proprio cliente informazioni riguardanti la solvibilità dei nominativi ceduti e quantifica l'importo massimo delle forniture ai medesimi per le quali è disposta ad esporsi. In questo modo fornisce all'azienda un metro per misurare solidità e sicurezza dei propri clienti.

Gli aspetti negativi di questo tipo di prodotto vanno ricercati nel maggior costo rispetto ad un mero anticipo su crediti. Non potrebbe essere altrimenti, considerato che qui ci troviamo di fronte ad un servizio più complesso che riassume in un unico concetto gli estremi dell'anticipo e dell'assicurazione dei crediti.

Altro problema è il discorso cessione crediti. Non tutti i clienti accettano la cessione; evidentemente il dover pagare un organismo finanziario anziché un'impresa li spaventa. Chiaro anche il motivo: il potere contrattuale dell'ente finanziario, essendo maggiore di quello di un'impresa, li obbliga a rispettare maggiormente le scadenze di pagamento.

La fattorizzazione segue di solito una delle seguenti tre direttrici:

per regione (della totalità del fatturato vengono fattorizzati i nominativi di una certa regione);

per fascia di fatturato (vengono fattorizzate le fatture comprese entro un certo importo);

per fascia di prodotto (vengono fattorizzate le vendite relative a un certo tipo di prodotto).

In qualunque caso per poter accedere al servizio di factoring occorre cedere almeno un miliardo di crediti all'anno, altrimenti l'operazione non è considerata appetibile dalla società di factoring.

Non è nemmeno possibile cedere soltanto i crediti dubbi, conservando per se quelli "sicuri".

Esiste anche un e-factoring, nel senso che, proprio come accade per i prodotti bancari con l'home banking, anche la fattorizzazione ha imboccato decisamente la via di internet. Esiste quindi la possibilità di seguire online la situazione crediti ceduti e la valutazione dei debitori.

Costi. I costi che questa operazione si porta dietro sono normalmente due:

la commissione di valutazione, pagata dall'impresa a fronte del giudizio di merito sui crediti proposti per la fattorizzazione (normalmente si paga una volta l'anno per ogni nominativo ceduto). L'importo è normalmente quantificato in 25-50 euro per anno per nominativo;

la commissione di fattorizzazione, pagata per il servizio di factoring sull'ammontare dei crediti garantiti. Oscilla da 0,25% sui crediti domestic (Italia) fino ad un massimo di 1,5% sui crediti export.

A essi si aggiunge il tasso d'interesse per l'eventuale anticipo (se si desidera ricevere i soldi dei crediti ceduti immediatamente, anziché a scadenza); esso è di solito in linea con i normali tassi d'interesse applicati per lo smobilizzo di fatture.

A cosa serve. Serve per rendere immediatamente liquidi i propri crediti e per monitorarne l'incasso. Serve inoltre per neutralizzare il rischio sui crediti, grazie alla cessione a titolo definitivo dei medesimi. Permette di essere informati sulla qualità dei propri crediti e sulla bontà dei propri clienti. È utile in fase di sviluppo dei fatturato, quando si è alla ricerca di nuovi clienti. Non ha molto senso quando i nominativi sono consolidati.

A cosa non serve. Valgono le considerazioni esposte per gli altri strumenti di smobilizzo.


Autore: Carlo Morichini - Fidindustria S.c.ar.l.p.a.
Fonte: Finanziamenti & credito - Novecento media, n. 1, 25 Gennaio 2008


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