L'auto aziendale ritorna di moda

Trattamento fiscale delle auto aziendali

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La legge 3 agosto 2007 numero 127 ha apportato sostanziali modifiche alla disciplina delle auto aziendali, già modificata dal decreto legge 3 ottobre 2006, numero 262. Questo provvedimento aveva fortemente ridotto la deducibilità delle auto aziendali ai fini delle imposte sui redditi, per cercare di coprire i maggiori oneri derivanti dalla sentenza della Corte di giustizia europea del 14 settembre 2006, che aveva dichiarato incompatibile con la sesta direttiva Iva la limitazione del diritto alla detrazione dell'imposta sulle auto e sulle spese connesse. Adesso, con riguardo al reddito del lavoratore dipendente, la tassazione del fringe benefit derivante dall'uso privato dell'auto aziendale viene determinata assumendo il 30% dell'importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base delle tabelle Aci, al netto delle somme eventualmente trattenute al dipendente.

Per il reddito di impresa, si stabilisce che l'azienda possa dedurre dal proprio reddito il 90% delle spese e degli altri componenti di costo relativi all'auto assegnata al dipendente. Per le auto aziendali non strumentali, indeducibili dal reddito di impresa secondo il decreto collegato alla Finanziaria 2007, viene adesso riconosciuta una deducibilità pari al 40% delle spese e degli altri componenti negativi.

È stato invece portato dal 25 al 40% il limite massimo di deducibilità dei costi relativi alle auto utilizzate dagli esercenti arti e professioni. Rimane, invece, ferma all'80% la percentuale di deducibilità applicabile agli agenti e rappresentanti di commercio. Nonostante la marcia indietro compiuta dal governo in materia di tassazione della auto aziendali rispetto al decreto legge dell'ottobre 2006, la situazione italiana rimane alquanto svantaggiosa da un punto di vista fiscale rispetto alle grandi economie di Eurolandia.

In Francia, Germania Inghilterra e Spagna la legge prevede infatti la detraibilità dell'Iva al 100% oltre alla deducibilità illimitata del costo di acquisto delle vetture per le imprese tedesche e spagnole e di un massimo di 18.200 euro per quelle francesi e britanniche. È anche per questo che, secondo i dati elaborati da Unrae (Unione nazionale rappresentanti case estere) le immatricolazioni di auto aziendali costituiscono in Spagna il 38% del totale, in Francia il 42%, in Germania il 53% e in Gran Bretagna addirittura il 56% nel 2006 contro appena il 28% registrato nel Belpaese.


Autori: Gabriele Frontoni e Sergio Mazzei
Fonte: ItaliaOggi Sette - 12 Novembre 2007

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