PMI: come evitare i clienti che non pagano

Il tema delle insolvenze e dei mancati pagamenti è, purtroppo, sempre all’ordine del giorno. Le statistiche attestano che in Italia ogni ora:

2 società falliscono

40 aziende cessano l’attività

vengono rilevati oltre 200 protesti

(Fonte Infocamere)

Complessivamente nel nostro Paese oltre 650.000 imprese sono a rischio di insolvenza. Per questo motivo la gestione del credito è diventata, negli ultimi anni, una delle sfide più importanti che le aziende di tutte le dimensioni si trovano a fronteggiare. Le aziende più grandi si sono organizzate con figure dedicate, come i credit manager, per gestire al meglio queste problematiche.
Nelle piccole e medie imprese purtroppo si assiste spesso alla gestione tardiva del problema, con ingenti investimenti di tempo e soldi attraverso il ricorso a società di recupero crediti, società di factoring o studi legali specializzati.
Anche in questo caso vale la regola secondo la quale è meglio prevenire che curare. Le PMI dovrebbero utilizzare cioè alcuni semplici strumenti per valutare l’affidabilità patrimoniale, economica e finanziaria dei propri clienti. Studi comparativi dimostrano che il corretto utilizzo degli strumenti di prevenzione è in grado di ridurre sensibilmente l’incidenza delle insolvenze dei crediti commerciali.
Le fonti cui le imprese si rivolgono sono, prevalentemente, di due tipologie: FONTI INTERNE e FONTI ESTERNE.

Strumenti informativi a supporto: le informazioni da fonti interne

L’imprenditore tipicamente raccoglie in prima persona alcune informazioni sui propri clienti vecchi e nuovi attraverso molteplici fonti informative, per lo più ufficiose, ad esempio:

Informazioni fornite direttamente dal cliente: a volte una telefonata od un colloquio con l’imprenditore o il direttore amministrativo del partner commerciale forniscono una serie di informazioni di grande utilità (e non reperibili da fonti ufficiali)

Informazioni raccolte dai commerciali/agenti in loco: ad esempio sullo stato degli immobili, sul clima aziendale, sulle riorganizzazioni in atto, sul cambio del management o sugli stock presenti in magazzino

Informazioni raccolte di persona: attraverso la stampa, internet, le attività di networking con partner o associazioni di categoria

Tutte queste informazioni, pur utili, spesso non sono sufficienti e, proprio per l’ufficiosità con cui sono reperite, hanno un grado di affidabilità limitato.

Strumenti informativi a supporto: le informazioni da fonti esterne

Per una seria analisi preventiva sull’affidabilità del cliente non si può prescindere dalle informazioni ufficiali provenienti dalla Camere di Commercio, dall’Agenzia del Territorio e dai Pubblici Registri.
Il modo più comodo per venire in possesso di tali informazioni è di affidarsi a una società specializzata che eroghi in tempo reale, attraverso Internet, le informazioni pubbliche utili alle esigenze dell’impresa, magari integrando tali informazioni, quando possibile, con le informazioni ufficiose reperibili localmente.
Esemplificando:

1.

Le visure camerali riepilogano i dati presenti in camera di commercio per tutte le imprese. Potremo quindi scoprire la dimensione della ditta, quando è stata avviata, se è operativa, il numero di dipendenti, se l’oggetto sociale corrisponde all’attività, se i suoi esponenti sono stabili o cambiano con frequenza, chi ha potere di firma, ecc.

2.

I rapporti informativi integrati: in un unico rapporto sono integrate le informazioni di cui sopra e altre di grande valore come, ad esempio, la ricerca e l’eventuale dettaglio dei protesti (cambiari e di assegni) e delle pregiudizievoli di Conservatoria (ipoteche, pignoramenti, ecc.) sull’impresa e sui suoi esponenti, le eventuali procedure concorsuali in essere (sentenze di fallimento, amministrazione controllata, concordato preventivo …), alcuni indici di bilancio utili a valutare l’andamento dell’azienda, l’elenco dei soci e delle loro partecipazioni, oltre che un’utile valutazione sintetica (rating) dell’azienda.

3.

Le informazioni commerciali sono ulteriormente arricchite da informazioni ufficiose recuperate localmente. Un commento finale al documento indica il grado di affidabilità dell’azienda. Questa tipologia di informazione è spesso richiesta su potenziali clienti poco conosciuti (anche stranieri) per forniture di valore commerciale medio-alto.

4.

I Bilanci e gli Atti sono dei documenti ufficiali che possono fornire indicazioni molto utili per valutare l’andamento finanziario del nostro cliente.

Conclusioni

Per una PMI l’insolvenza di un cliente può dar luogo a problemi di liquidità, maggiori costi bancari e per il recupero del credito.
La gestione del credito è troppo importante perché sia lasciata all’improvvisazione. Alcune piccole e medie imprese hanno già iniziato a dotarsi di strumenti informativi a supporto nell’analisi dell’affidabilità dei propri clienti, scoprendo che costano poco e sono affidabili.

Diego Mutarelli
Responsabile Marketing Infonet Srl

In partnership con Infonet


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