Parte un'ulteriore fase di sperimentazione su larga scala dei bilanci in Xbrl. È Unioncamere ad annunciarne l'avvio in una circolare del 3 aprile 2008: si tratta di un'evoluzione della sperimentazione realizzata lo scorso anno, che consentirà, su base volontaria e non sostitutiva, di familiarizzare con la nuova tecnologia. Sarà invece probabilmente l'ultimo quadrimestre del 2008 il momento in cui il nuovo linguaggio dei bilanci diventerà obbligatorio. Deposito e formato. In quale formato depositare i bilanci d'esercizio? Questa domanda, che potrebbe sembrare bizzarra in prossimità della «campagna rendiconti 2008», ha suscitato non poche apprensioni fra i professionisti contabili italiani. Già perché, a normativa vigente, il consueto Pdf avrebbe dovuto cedere il passo al nuovo, e poco conosciuto, Xbrl. L'art. 21-bis del dl n. 223/06 (il decreto Bersani) imporrebbe, a partire dal 31 marzo 2008, la presentazione del documento di sintesi, presso il competente Registro delle imprese, in un formato elettronico elaborabile, ossia nel nuovo «linguaggio» globale della comunicazione economico-finanziaria. Il precetto, però, è tuttora inapplicabile. Xbrl, come ogni linguaggio, si basa sull'interazione fra una grammatica e un vocabolario: la prima ha le vesti di specifiche informatiche definite, su scala mondiale, dal consorzio Xbrl international; il secondo raccoglie le «parole» o, meglio, i concetti impiegabili nella reportistica codificata. Ebbene, non è stato ancora emanato il dpcm chiamato a definire i dizionari, in gergo «tassonomie», legati ai due set di principi contabili impiegabili: Oic e Ifrs. Tale ritardo non può che essere addebitato, nonostante la mole di lavoro svolta dall'associazione Xbrl Italia, all'obiettiva difficoltà di standardizzare un sistema di prospetti, il bilancio, caratterizzato da variegati contenuti alfanumerici (si pensi, quale esempio, alla nota integrativa). La sperimentazione. Nel silenzio del legislatore interviene finalmente, facendo un minimo di chiarezza, il mondo camerale: Unioncamere, con una circolare del 3 aprile 2008, ha annunciato l'avvio di una ulteriore fase di sperimentazione su larga scala, evoluzione di quella realizzata lo scorso anno, che consentirà come accennato, su base volontaria e non sostitutiva, di familiarizzare con la nuova tecnologia relativamente ai bilanci d'esercizio redatti secondo le disposizioni del libro V del codice civile. Sulle pagine del portale WebTelemaco, nella sezione dedicata a Xbrl (http://webtelemaco.infocamere.it/newt/rootdata/xbrl/xbrl_home.html), sono quindi apparse, da qualche giorno, le istruzioni e i software necessari. Alla tradizionale pratica di deposito, fondata su Pdf o Tiff, sarà possibile allegare un file contenente la codifica, nel nuovo formato elettronico elaborabile, dei prospetti di stato patrimoniale (completo dei conti d'ordine) e conto economico. Il software necessario sarà fornito dai produttori dei principali programmi gestionali (mediante upgrade dei loro prodotti) oppure si potrà sfruttare la soluzione, semplice e gratuita, di InfoCamere: un foglio elettronico, compatibile con Excel ma pure con il gratuito OpenOffice.org, che, grazie a delle macro, guiderà la fase di data entry. Le novità non finiscono però qui: secondo indiscrezioni ci sarebbe la volontà, che il nuovo governo dovrebbe confermare in tempi rapidi emanando il già citato dpcm, d'imporre, in concreto, l'obbligatorietà di Xbrl fin dalla seconda parte del 2008 (non attendendo quindi, appariva scontato, la campagna bilanci del prossimo anno). Tale previsione sarebbe confermata, peraltro, da due considerazioni: in primo luogo la mancanza di uno slittamento formale, concesso invece lo scorso anno, del termine contenuto nel decreto Bersani (che ben poteva essere introdotto nel recente «milleproroghe»); quindi da una interpretazione che vede la data del 31 marzo 2008 riferirsi non all'atto del deposito, bensì al termine dell'esercizio del bilancio da depositare. Sarebbero allora obbligate a impiegare Xbrl tutte le società di capitali che chiudono il periodo amministrativo successivamente al mese di marzo 2008: il precetto finirebbe cioè col gravare, inizialmente, sul ridotto insieme delle persone giuridiche con esercizio non coincidente con quello solare (chiamata a depositare, nella maggior parte dei casi, dal mese di settembre) per poi applicarsi, dal 2009, a qualsiasi società di capitali. Lo scenario dipinto (si veda la tabella) non ci appare improbabile: la tassonomia civilistica, seppure limitata allo stato patrimoniale e al conto economico, è sostanzialmente pronta; del più volte citato dpcm circola una bozza, ormai da diverse settimane, che avrebbe pure incassato, in questi giorni, il parere positivo del garante per la protezione dei dati personali; da ultimo vogliamo far notare come il premier in pectore abbia più volte evidenziato, finanche nei primi discorsi post affermazione elettorale, la priorità della digitalizzazione della pubblica amministrazione nell'agenda del nuovo governo.
L'adozione del nuovo formato elettronico elaborabile, fin dagli ultimi mesi dell'anno 2008, potrebbe inoltre essere agevolata, secondo le nostre fonti, da una sorta di periodo transitorio: il dpcm potrebbe prevedere, come indicato nella seconda tabella, che nel primo anno d'applicazione la codifica dei prospetti contabili in Xbrl risulti obbligatoria ma non ancora sostitutiva del tradizionale pdf. Il deposito di quest'ultimo, che potrebbe apparire quale illogica duplicazione, consentirebbe invece di risolvere (provvisoriamente) le obiezioni legate alla non esaustività della tassonomia, soprattutto nelle ipotesi - certo rare, ma legalmente ammissibili ai sensi del secondo, terzo e quarto comma dell'art. 2423-ter - di uno stato patrimoniale o di un conto economico che presentasse voci aggiuntive o, magari, diverse da quelle standard contenute negli artt. 2424 e 2425 del codice civile.
Tutto è pronto, quindi, per un passaggio epocale: un bilancio d'esercizio che da sistema di documenti diviene davvero, e finalmente, un sistema di valori, una sorta di «data base», direttamente ed immediatamente elaborabile. Ciò aprirà scenari interessanti e, in parte, inesplorati sul versante del rapporto fra azienda e stakeholder (pensiamo, in particolare, agli investitori, alle banche e, pure, all'Agenzia delle entrate). Il 2008 si appresta allora a divenire, probabilmente nell'ultimo quadrimestre, l'anno del nuovo linguaggio dei bilanci: Xbrl.
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