Il business plan: uno strumento fondamentale per ogni azienda
Definizione e finalità
Oggi le aziende, anche quelle di piccole dimensioni, non possono prosperare come isole, senza confrontarsi con un numero variegato e crescente di interlocutori interessati quali banche, terzi finanziatori, fornitori strategici, organizzazioni di lavoratori. Per contro accade spesso di assistere a presentazioni nelle quali gli imprenditori o il management credono di fornire una chiara idea sull’importanza della propria azienda, e dove invece chi ascolta non ha lo stesso tipo di percezione.
Manca piuttosto la visione di insieme, e soprattutto manca la quantificazione di questa visione ed il modo in cui le aziende possono reagire a possibili cambiamenti degli scenari esistenti. L’attuale congiuntura non fa che accentuare queste richieste, mentre le piccole e medie aziende italiane non sempre dimostrano di essere adeguatamente preparate a fronteggiare questo tipo di interlocutori. Il principale strumento di comunicazione è il piano strategico di azienda, nella letteratura anglosassone noto come "strategic business plan"1.
Definizione e finalità
Il business plan e` una rappresentazione formale degli obiettivi di business di un’organizzazione. Nella letteratura anglo-sassone esiste una distinzione netta nella definizione degli obiettivi tra goals ed objectives. I goals sono aspirazioni realistiche sul futuro, che definiscono la direzione che il business deve prendere. Gli objectives sono intenzioni precise, misurabili e verificabili. I goals possono essere:
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in quale prodotto/mercato intendiamo posizionarci;
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qual e` l’identita` aziendale, ossia per cosa saremo riconoscibili da clienti, fornitori, dipendenti, investitori;
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quali efficienze riusciremo ad ottenere, ossia come saranno realizzate le operazioni;
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quali sono le competenze distintive che ci definiscono.
Affinche´ un documento possa essere definito piano, occorre che i goals, ossia le aspirazioni, vengano trasformati in piu` concreti objectives, e dunque siano quantificati. In questo modo sara` possibile verificare, nel corso del tempo, la concreta realizzazione dei risultati, e pianificare eventuali azioni correttive. Esempi di objectives sono:
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generare il 50% del totale dei ricavi con prodotti sviluppati nell’ultimo triennio
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utilizzare processi produttivi che consentano un risparmio del 10% dell’utilizzo delle materie prime.
Come vedremo in seguito, gli objectives dovranno essere collegati ad azioni specifiche e controllati attraverso indicatori di performance. Infine un piano non serve perprevedere, ma per orientare. Chi scrive preferisce interpretare nel business plan un processo piu` che un documento. Il processo di business planning, quando svolto correttamente, coinvolge la totalita` degli attori decisionali di un’azienda, e costituisce un’occasione unica di riflessione sull’orientamento del business. Spesso e` capitato di vivere situazioni in cui la redazione del piano, originariamente stimolata dall’esigenza di richiedere un finanziamento bancario, ha determinato una serie di decisioni che altrimenti non sarebbero mai state prese. Nel corso della redazione di un piano puo` ad esempio capitare di scoprire che una certa area di business debba essere abbandonata o incentivata. Per questo il business plan non puo` e non deve essere una presentazione sterile, un mero esercizio matematico, come purtroppo spesso se ne incontrano. Qualcuno ha addirittura suggerito di «bruciare il piano una volta completato», in modo da consentire che il processo sia continuo. E ` altresı` evidente che il pianonasce per comunicare gliobiettivi, sia i goals che gli objectives, ad una serie di potenziali interlocutori. Ed una regola fondamentale della comunicazione prevede che per rendere un messaggio piu` efficace, occorra adeguarlo al pubblico.
Autore: Domenico Mazzeo Fonte: PMI - Ipsoa Editore, n. 10/2009
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Si e` deciso di riportare la terminologia in italiano ed inglese, al fine di fornire la traduzione e spiegazione di espressioni il cui utilizzo corrente e` troppo spesso nella sola lingua inglese.