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I centri di costoPer prima cosa bisogna suddividere l'azienda in centri di costo, intendendo per tale una divisione, un reparto, una sezione, un posto di lavoro o addirittura un operaio o impiegato a cui viene affidato un tipo di lavoro omogeneo. La qualifica di «centro di costo» può essere assegnata a una divisione oppure perfino al singolo operaio, perché dipende dall'importanza che ciascuno di essi ha nel processo aziendale. Ad esempio, la divisione «amministrazione» può essere un solo centro di costo, oppure può essere suddivisa tra «contabilità», «fatturazione», «finanza», ecc. Così il centro di costo «saldatura» può essere costituito da un operaio con la saldatrice manuale, se si ritiene di dover tenere in evidenza tale lavoro perché, ad esempio, qualche prodotto va saldato e altri no, e perciò non sarebbe conveniente assommare detta specifica lavorazione con altre in un unico centro di costo. A loro volta i centri si suddividono in centri «diretti» e centri «indiretti» o «ausiliari». È centro di costo diretto quello in cui avviene materialmente la trasformazione fisica o chimica delle materie prime in prodotto. Esso deve essere individuabile fisicamente nello stabilimento. Quelli indiretti sono, invece, tutti gli altri che non fanno parte della categoria dei centri diretti e non sempre sono materialmente individuabili. Si può dunque dedurre che questa ripartizione individua da un lato il processo produttivo (centri diretti) e dall'altro la struttura aziendale (centri indiretti). Come si può notare a base del procedimento di suddivisione sta l'idea che l'impresa di produzione abbia per caratteristica principale la produzione e perciò tutte le altre divisioni e loro unità costituenti: divisione amministrazione, commerciale, ecc. sono una funzione della divisione produzione. Comunque, da quanto detto, ne consegue che tutta l'azienda può essere suddivisa, più o meno dettagliatamente, secondo le necessità ed utilità di controllo, per gli scopi che si vogliono raggiungere, in centri di costo diretti e centri di costo indiretti. Parametri o indici di ripartizioneOgni conto della Contabilità generale raccoglie cronologicamente le spese dello stesso genere che vengono fatte durante l'esercizio. Tuttavia, quando le spese vengono trasformate in costi, questi ultimi sono attribuiti alle «attività» previste nei vari centri di costo. Accade in conseguenza che una spesa possa essere attribuita ad un solo centro di costo oppure a più centri in funzione di certi parametri scelti. Ad esempio, la spesa di manodopera va suddivisa come costo tra quasi tutti i centri di costo in base, per esempio, alle ore che si prevede saranno consumate nel centro. Uno dei problemi più complessi è, appunto, la suddivisione delle spese in costi attribuibili ai vari centri di costo. Il problema in genere viene risolto con l'impiego di «parametri» (variabile arbitraria indipendente a cui viene legata una o più funzioni o variabili) e «indici di ripartizione», in base ai quali vengono ripartiti i costi. Tali parametri e indici li possiamo dividere in «strutturali» e «variabili». I primi sono quelli relativi alla struttura dell'azienda e variano solo quando vengono apportate modifiche all'organizzazione e alla struttura dell'azienda. I secondi, vale a dire gli «indici di ripartizione», debbono essere predisposti ogni qualvolta si prepara il «quadro controllo costi». I più importanti e usati parametri strutturali sono:
Da tenere presente che, ad esempio, in genere nei centri i kw installati non vengono impiegati al 100%. Perciò, le nude cifre dei kw installati debbono essere corrette dalle percentuali d'impiego, calcolate in base all'esperienza (vedi Tavola 1). I più importanti indici variabili sono:
![]() Il caso Sigma srlLa società Sigma è un mobilificio, e dal budget dell'esercizio x vennero rilevate le voci di costo che risultano dal Quadro Controllo Costi allegato, che, ovviamente, è presentato in forma abbastanza semplificata, per facilitare l'esposizione del relativo procedimento di formazione. Poiché, come detto, la funzionalità dell'azienda si presume sia basata sul processo produttivo, tutti i costi, cioè tutto il V.A., debbono essere ricollocati a carico dei Centri diretti. I parametri e gli indici di ripartizione scelti ed elaborati sono riportati nella Tavola 2, ripartiti per centri di costo, quelli indicati con D sono centri diretti, quelli con I centri ausiliari. Affinché siano facilmente utilizzati i parametri e gli indici conviene percentualizzarli. Indicheremo con Z il valore del macchinario tecnico; con V le ore presenza; con U le superfici; con T le ore dirette; con S i kw installati e corretti in base alla presunzione di utilizzo (Tavola 3). Nel Quadro Controllo Costi allegato, le spese di amministrazione sono state ripartite su tutti gli altri centri in base ai costi totali dei centri, la cui percentualizzazione risulta come segue: D1: 10,95%; D2: 18,27%; D3: 16,95%; D4: 7,99%; I1: 6,33%; I2: 23,10%; I3:16,41%. Infine, la sommatoria dei centri indiretti: Officine, Generali di stabilimento e Commerciale è stata ripartita sui centri diretti in base all'indice T. ![]() ![]()
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