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Una volta ricollocato tutto il valore aggiunto sui Centri diretti, si tratta ora di scegliere il parametro con cui ripartire i totali di ogni centro sui prodotti. Nel nostro caso, è stato scelto il tempo di lavorazione degli operatori, direttamente consumato (il consumo è funzione del tempo) per la trasformazione delle materie prime o dei semilavorati in prodotti finiti. È chiaro che se, ad esempio, due operai lavorano nella stessa operazione di trasformazione (attività ), il tempo da rilevare non è quello dell'orologio, ma la somma dei tempi dei due operai. Ovviamente i parametri per l'applicazione dei costi ai prodotti in lavorazione possono essere i più vari e impensabili, come ad esempio, il tempo di attività del macchinario di produzione, i metri di percorrenza dentro la fabbrica oppure il numero dei maneggi o di lavorazioni di ciascun particolare o componente del prodotto e così via. Allora in ogni centro di costo il rispettivo costo totale anziché per le ore dirette viene diviso per il tempo di lavorazione delle macchine del centro, per i metri di percorrenza all'interno del centro nel primo caso e per il numero di maneggi prevedibili nel secondo caso. È ovvio che sia possibile elaborare dei parametri complessi, utilizzandone più di uno o aggiungendo altre variabili. Oggi il Q.C.C. viene compilato con l'ausilio di un foglio elettronico, che consente, modificando un parametro o una variabile la variazione in automatico di tutte le variabili dipendenti. Controllo a preventivo durante l'esercizioIl Q.C.C. consente di controllare l'andamento della gestione durante l'esercizio, in modo da non avere sorprese alla fine dell'anno consentendo, ove possibile, di porre qualche rimedio alle cose che non vanno bene. I due parametri fondamentali con cui si possono fare periodicamente, ad esempio ad ogni fine mese, riscontri per rilevare gli scostamenti, sono le ore dirette di lavorazione, se il Q.C.C. è basato su di essi ed il Valore Aggiunto. Il controllo dell'andamento del costo delle materie prime e delle lavorazioni date all'esterno, come è ovvio, avviene attraverso l'andamento dei prezzi d'acquisto. Le ore dirette ed il V.A. da un lato sono dati a preventivo, elaborati all'inizio dell'anno e rappresentati nel budget dell'azienda, dall'altro lato sono quelli che si verificano e si consumano durante la gestione. Nel caso della Sigma srl le ore di presenza dei 78 operai previste per l'esercizio sono pari a 168.510. Le ore direttamente produttive, assegnate ai centri diretti (D) sono 129.730 e quelle indirette o di servizio sono 38.750. La Tavola 4 rappresenta la sintesi tra V.A. e ore dirette, previste per l'intero esercizio. Volendo effettuare controlli mensili le ore complessivamente assegnabili a ciascun degli 11 mesi, escludendo quello delle ferie, - nel nostro caso non teniamo conto degli andamenti stagionali - sono pari al totale di 11.794. In pratica, se verranno lavorate meno ore dirette si avranno necessariamente, almeno in teoria, perdite. Il V.A. mensile sarà pari a E 807.897. Se le spese aumenteranno, si andrà incontro a perdite, anche quando non si avessero scostamenti in diminuzione delle ore. In pratica alla fine di ogni mese bisognerà rilevare se le ore lavorate e l'importo dei costi mensili siano uguali o meno a quelli previsti. Se ci fossero scostamenti è possibile cercare di porvi riparo. Il lato debole di questo sistema è che in un'ora di lavoro potrebbero essere fatte più o meno lavorazioni di prodotti. Se a preventivo erano previste in una ora, ad esempio, lavorazioni relative a 15 prodotti e poi in realtà ne vengono fatte 10, pur essendo in norma preventiva sia il numero delle ore dirette che l'importo del V.A. mensile, è evidente che parte del valore aggiunto non verrà trasferito sui prodotti e in conseguenza si possono rilevare alla fine dell'anno perdite non previste. La rilevazione del rispetto dei singoli tempi di lavorazione, cioè la parcellizzazione di centinaia di migliaia di ore è anche possibile farla (un tempo la si faceva diffusamente), ma di certo è molto costosa. ![]()
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