Contabilità generale e contabilità economica
Alla contabilità è affidato il compito di fornire le informazioni ai vari organi aziendali. Tuttavia occorre fare una distinzione fra sistema di contabilità generale, o COGE come la chiamano i contabili, e sistema di contabilità economica a cui fa capo la contabilità dei costi. Il primo sistema ha per finalità primaria la determinazione del reddito di periodo e si fonda sulla rilevazione di «dati a consuntivo». Il sistema di contabilità economica, invece, si rivolge principalmente al processo di pianificazione con calcoli preventivi di convenienza economica, sui quali basare le decisioni aziendali. Si tratta, in questo caso, di definire scelte che precedono la gestione, come ad esempio fissare i prezzi di vendita dei prodotti. Giova ricordare, inoltre, che il sistema di contabilità generale si avvale di schemi e procedure contabili ampiamente collaudate, mentre il sistema di contabilità economica, in genere, si sviluppa in forme molto varie. Il collegamento tra i due sistemi contabili Sotto l’aspetto tecnico esso trasforma quantità impiegate e consumate in quantità prodotte. Dal punto di vista economico-tecnico, invece, il processo produttivo trasforma le quantità impiegate nella produzione in valori, rappresentativi delle quantità prodotte. Il trattamento contabile dei dati del processo di determinazione dei costi evidenzia maggiormente la differenza tra il sistema di contabilità generale e quello economico. In proposito è ormai classico il diagramma di Schmalenbach (E. Schmalenbach, Kostenrechnung und Preispolitik, Westdentscher Verlag, Colonia, 1963), Tavola 1. Come è possibile notare spese e costi si corrispondono solo in parte, poiché le spese neutrali (Neutraler Aufwander) non essendo connesse all’ottenimento dei risultati produttivi, non diventano costi (ad esempio, le partecipazioni finanziarie); mentre i costi figurativi che compaiono nella contabilità economica non vengono rilevati in contabilità generale (ad esempio, compenso per le prestazioni dell’imprenditore, costi logistici interni, interessi figurativi, …). Parlando di «spese» e di «costi» conviene chiarire meglio la distinzione. La spesa è una trasformazione formale del patrimonio aziendale e si verifica a mezzo lo scambio con l’esterno. Ad esempio, quando si acquistano le materie prime, il patrimonio dell’azienda si trasforma, ma non diminuisce, né aumenta; prima c’erano 1000 euro in cassa, ora ci sono 1000 euro di materie prime in azienda. Le spese, inoltre, sono la contropartita, ad esempio, dell’acquisto del macchinario, che si consumerà nel futuro e molto lentamente nel processo produttivo (diventano un costo parcellizzato nel tempo). Per altro alcune spese sono contemporaneamente costi perché si consumano nel momento dell’acquisto, come per esempio la forza motrice. Invece, si ha il costo quando si consuma all’interno dell’azienda quello che è stato acquistato. Costo, perciò, sarà non solo il valore della materia prima prelevata per ottenere quel prodotto, ma anche il corrispondente valore della usura del macchinario impiegato nel processo produttivo. In altri termini, il costo corrisponde al consumo del patrimonio, il quale consumo si trasforma in valore del prodotto. Ad esempio, la spesa della forza motrice, che come detto, va ad incorporarsi subito nel prodotto in corso di lavorazione, diventa costo in quel momento anche se la spesa relativa verrà a manifestarsi nel futuro, quando l’Enel invierà la fattura. ![]()
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