Mai come in questi anni gli italiani si sono resi conto dell'importanza delle Pmi nell'economia nazionale. Ormai sanno tutti, o quasi tutti, che siamo un Paese carente di risorse naturali e scarso di grandi imprese, ma ricco di Pmi, il doppio rispetto alla media delle altre nazioni d'Europa, e determinanti per la nostra economia. La recente globalizzazione ha anche messo in luce l'alto livello tecnologico e di competenza di molte Pmi, capaci di interagire con i mercati più lontani e di primeggiarvi. Successi non fondati sulla disponibilità di denaro, né sulla ricerca scientifica, ma sull'ingegno nell'utilizzo delle tecnologie, sulla creatività e sul duro lavoro. È giusto aggiungere anche la capacità organizzativa, di cui molti imprenditori danno prova ogni giorno all'interno dei loro uffici/laboratori/officine/atelier, ecc..., ma con il limite di riuscire a organizzare soltanto ciò che possono gestire direttamente o sorvegliare da vicino. Manca spesso una cultura organizzativa del «fare impresa», un «know how» del come si può dirigere e tenere sotto controllo l'organismo aziendale anche quando non si è fisicamente presenti. Attenendoci alla nostra vocazione di fornire suggerimenti pratici elenchiamo qui di seguito gli strumenti manageriali da utilizzare per dirigere e controllare ogni area aziendale, le operazioni da compiere periodicamente, i parametri da presidiare e i collaboratori da coinvolgere (Tavola 1).
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