La governance nei distretti produttivi italiani

I Comitati di distretto

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I Comitati di distretto (espressamente previsti dalla L.317/91) sono gli istituti preordinati alla concreta programmazione ed attuazione dei progetti di sviluppo dei distretti produttivi.

Sotto il profilo organizzativo, i Comitati di distretto sono strutturati come tavoli di concertazione e progettazione attorno ai quali far convergere i soggetti interessati e coinvolti nel processo di sviluppo del settore di specializzazione del distretto; con il Comitato, dunque, non si da vita ad un nuovo soggetto «istituzionale» né nasce un nuovo soggetto.

La composizione del Comitato di distretto è rappresentativa delle istituzioni pubbliche (Provincia, Camera di commercio, Comuni), delle aziende di tutta la filiera (con specifica rappresentanza delle piccole imprese) e le associazioni sindacali e di categoria (Associazione Industriali, Confartigianato, CNA). Tali soggetti, sulla base di un protocollo di intesa, si impegnano «politicamente» ad operarsi per il conseguimento degli obiettivi fissati dal protocollo stesso, dal regolamento e dal programma strategico.

Il Comitato costituisce, dunque, il luogo e lo strumento di aggregazione ed il mezzo che le istituzioni locali sostengono per «fare sistema»; per poter elaborare strategie di sviluppo condivise. Il suo buon funzionamento è affidato alla volontà dei componenti e al loro senso di responsabilità nei confronti degli enti rappresentati e nei confronti della realtà economica e delle aziende del settore.

Il funzionamento del Comitato è normalmente disciplinato da un apposito Regolamento che, oltre a fissarne la durata e il metodo decisionale, ne stabilisce le funzioni; queste ultime sono, tipicamente:

elaborazione e adozione di un programma strategico di azioni, che determina le linee strategiche d'indirizzo dell'operato del distretto e per lo sviluppo del comparto di specializzazione che lo caratterizza, così come condivise dagli attori istituzionali ed economici, e promozione del programma di iniziative da realizzare sul territorio;

coordinamento delle attività del distretto con la programmazione pubblica (comunale, provinciale e regionale) che insiste sul territorio, curandone le connessioni e partecipando agli ambiti di concertazione pubblica;

elaborazione di un programma di interventi, anche infrastrutturali, coerente con gli obiettivi del programma strategico e supporto ai soggetti responsabili della realizzazione dei programmi;

monitoraggio sullo stato di attuazione del programma;

valutazione dell'efficacia degli interventi in relazione agli obiettivi del programma.

Generalmente, per le funzioni di segreteria, i Comitati si appoggiano ad uno degli enti che ne fanno parte (in genere, le Camere di commercio o i Comuni).

I punti di forza di un Comitato di Distretto sono connessi alla natura di un organismo che, non essendo istituzionalizzato e non avendo un funzionamento formalizzato in procedure fisse si caratterizza per:

1.

la snellezza nel funzionamento e nel processo decisionale: ci si riunisce periodicamente, sulle base di convocazioni che hanno tempi di preavviso molto brevi; si utilizzano strumenti informali per le comunicazioni che garantiscono scambi di informazioni veloci ed efficaci;

2.

la creazione di partnership di progetto: attraverso il Comitato si creano, tra enti partecipanti e tra singole aziende/singoli imprenditori, importanti relazioni che agevolano la creazione di partnership di progetto, favorendo lo sviluppo del comparto e i processi di acquisizione di fonti di finanziamento adeguate;

3.

la maggiore efficienza nell'uso delle risorse destinate al finanziamento dei progetti: l'esistenza di una «rete» consente una migliore conoscenza delle iniziative poste in essere nel settore dai diversi operatori (pubblici e privati), favorendo la concentrazione delle risorse a favore di progetti mirati ed evitando la duplicazione degli interventi.

I punti di debolezza del Comitato si connettono alla possibilità che, se non sostenuto nella sua attività con convinzione da tutti i membri, rischia di «restare sulla carta», di avere cioè scarsa capacità decisionale e di risultare inefficace.

In particolare, i principali fattori di criticità si riferiscono alla qualità della rappresentanza ed alla reale capacità di formulare indirizzi per le politiche di settore. Al riguardo, per poter effettivamente elaborare le strategie e gli indirizzi condivisi per lo sviluppo del settore, il Comitato deve poter contare sul contributo fattivo dei suoi membri, sia in termini di conoscenze tecniche da apportare alle discussioni, sia in termini di capacità reale di rappresentare gli interessi degli attori economici, istituzionali e sociali, sia infine di esprimere la volontà decisionale degli enti rappresentati.

Le funzioni del Comitato del Distretto agroalimentare di Nocera Inferiore-Gragnano
Al Comitato di Distretto (8), istituito nel 2001 dalla Regione Campania d'intesa con l'Assessorato Regionale competente, è stato attribuito l'esercizio delle funzioni di monitoraggio del fabbisogno infrastrutturale e di servizi del sistema di sviluppo locale, attraverso la promozione del Programma di sviluppo del distretto e del Progetto Integrato di Distretto Nocera - Gragnano.

Nell'ambito di quest'ultimo, in particolare, il Comitato svolge tutte le attività utili a sostenere la crescita dell'economia dell'area promuovendo e valorizzando processi di sviluppo sostenibili, assolvendo in particolare alle seguenti funzioni:

attività di sostegno alle imprese, attraverso il cofinanziamento di servizi consortili e, soprattutto, la promozione dell'accreditamento di organismi di natura cooperativa (tra i quali il Consorzio di garanzia dei fidi del Patto dell'Agro), che esercitano in forma mutualistica attività di garanzia collettiva dei finanziamenti in favore delle imprese socie o consorziate;

creazione di aree produttive comprensoriali con infrastrutture e snodi di servizio e l'implementazione di servizi integrati per le imprese, quali, ad esempio, la realizzazione della Casa del Distretto, un mini centro direzionale per l'incoming degli imprenditori intenzionati ad investire e a fare business sul territorio (9);

politiche e interventi di supporto all'internazionalizzazione ed il finanziamento di azioni di marketing territoriale, anche attraverso la creazione di un «Marchio di distretto»;

la creazione di centri servizi, quali un Centro Servizi digitali, a Nocera Inferiore, con l'obiettivo di collegare imprese ed enti locali attraverso l'uso delle nuove tecnologie; un Centro servizi a Gragnano, destinato ad accogliere un Museo della Pasta; un incubatore delle professionalità collegate alla tradizione pastaria e un centro per il trasferimento dei saperi;

interventi formativi: l'implementazione dell'intero Progetto prevede un articolato piano a sostegno della formazione, sia in favore degli occupati, attraverso la realizzazione di un Patto Formativo Locale, sia in favore dei disoccupati.

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Note:
(8) Compongono il Comitato di Distretto: un rappresentante della Provincia di Salerno, con funzioni di Presidente; un rappresentante della Provincia di Napoli, con funzioni di Vice presidente e voto consultivo alle riunioni del Comitato; quattro Sindaci dei Comuni del Distretto Industriale n. 7; quattro rappresentanti degli imprenditori designati dalle Associazioni rappresentative degli interessi produttivi; quattro rappresentanti delle organizzazioni sindacali; un rappresentante della C.C.I.A.A. di Salerno.
(9) Tra gli interventi infrastrutturali si segnalano anche la realizzazione di tre nuove aree industriali nell'Agro Nocerino Sarnese e nel napoletano; l'adeguamento delle reti elettriche delle aree industriali nonché la realizzazione di un sistema di produzione energetica basato sulla biomassa da rifiuti.


Autore: Patrizia Pastore - Ricercatore di Economia aziendale, Facoltà di Economia - Università della Calabria
Fonte: Amministrazione & Finanza - Ipsoa Editore, n. 11, Giugno 2008

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